QUEST 64 Uscito in Giappone con la
titolazione di "Magic Century Eltale" e rinominato Quest 64 in
occidente, il RPG della Imagineer suscitò un certo interesse perchè il Nintendo 64 era
effettivamente povero di giochi di ruolo. Apparentemente era un titolo appetibile,
potenzialmente provvisto di buone caratterizzazioni e di una trama che sembrava presa da
una fiaba dei fratelli Grimm. Ci giocammo quando uscì in versione Giapponese, ma
per via della barriera linguistica difficilmente sormontabile potemmo approfondirlo solo
nella sua successiva edizione americana, distribuita da THQ. Bhe, delusione. Quest 64 è,
piuttosto palesemente, un titolo fatto su misura per il target nipponico del 64
bit, notoriamente formato da infanti al di sotto dei 14 anni. Visto su questa ottica non
possiamo biasimare i programmatori di Imagineer, che hanno scelto la via più semplice per
attirare il maggior numero di utenti.
Il punto è che, se solo avessero preso lo sviluppo del
titolo un po' sul serio, adesso saremmo qui a tessere le lodi di un capolavoro. Perchè di
stoffa, Quest 64, dimostra di possederne fin dalla prima schermata di gioco, quando
intuisci la immediatezza del sistema di controllo e la buona estensione dei territori
esplorabili, e ti immedesimi nel fantasioso sfondo narrativo. In apparenza sembra il
classico gioco di ruolo in cui bisogna risolvere enigmi, esplorare i territori in cerca di
oggetti e dialogare con i personaggi che incontreremo. Ma qualcosa non torna. Infatti se
analizziamo lo spessore degli enigmi presenti, Quest 64 ne esce decisamente malconcio, e
non perchè gli stessi siano banali o mal costruiti, quanto per la assoluta mancanza di un
qualsiasi enigma! Solitamente funziona così: scrivi una trama, vi aggiungi i personaggi,
fai fare loro un bel viaggio e, tra una landa e l'altra, li obblighi a seguire un percorso
di ricerca, spirituale o materiale, che porti alla scoperta di qualche segreto. Qui,
invece, ciò che bisogna fare è sì mettersi in cammino, ma senza che vi sia molto da
pensare su come o quando raggiungere un determinato oggetto, perchè tutto è servito su
di un piatto d'argento. Ti rechi nei villaggi, parli con qualcuno, e poi prosegui finchè
la storia non si delinei da sola, menre tutto ciò che dovremo fare è guidare con lo
stick analogico il simpatico protagonista. Quest'ultimo si muove infatti seguendo i
dettami di un platform in 3D, ma non potrà fare altro che camminare....
Avessero implementato un metodo di controllo orientato alla
azione, avrebbero sicuramente reso più vario il contesto di gioco, che così com'è stato
concepito offre spunti di interesse nelle sole battaglie contro i nemici. Infatti gli
scontri avvengono in tempo reale e risultano piuttosto divertenti sia nell'utilizzo del
bastone (che rappresenta l'unica arma a corredo del protagonsita), sia sferrando i
numerosissimi incantesimi. Il bastone serve per sferrare dei fendenti a distanza
ravvicinata: si alimenta di quattro elementi spirituali che dovremo essere abili a
bilanciare, per non renderlo troppo vulnerabile agli attacchi nemici, cosa che non accade
con le magie, che potranno essere sferrate a distanza e con una certa tranquillità.
Peccato che gran parte degli incantesimi effettuabili risulti, alla prova sul campo, del
tutto trascurabile; finirete per utilizzare solo quattro o cinque magie, ossia quelle che
risultano più efficaci per la battaglia trascurando le rimanenti, concepite giusto per
"fare numero" e non propriamente per innalzare il livello del gameplay. Ma la
noia, dopo i primi scontri, rischierà di prendere il sopravvento per via del discutibile
sistema di attacchi casuali all'interno della cartina. Perchè un conto è provare diletto
sconfiggendo un mostro "una tantum", un conto è essere costretti a combattere a
ogni centimetro di mappa percorso. A salvare Quest 64 dalla mediocrità interviene la
grafica, che con il suo stile "carino" e colorato tende a essere suggestiva in
quasi tutte le circostanze. Il character design è generalmente riuscito, come
riuscite sono tutte le animazioni, veramente curate e realistiche, sebbene non molto varie
nei movimenti. Suggestivo anche il sonoro, veramente di effetto in talune espressioni
classicheggianti di sottofondo, esprimendosi lievemente e garantendo una buona
immedesimazione. Un titolo medio Quest 64, ma non mediocre. Lo apprezzeranno i bambini e
generalmente i neofiti del RPG....
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