Tom
Clancy's RAINBOW SIX Trasposizione videoludica
dell'omonimo best seller di Tom Clancy, Rainbow Six appariva su
Nintendo 64 un anno dopo la stravenduta versione PC. Motivo di tale successo una
impostazione di gioco altamente strategica, che teneva conto di tantissime variabili
dinamiche imponendo una realismo mai visto in precedenza. In questo adattamento per la
console Nintendo la essenza del titolo non è andata smarrita, e bisognerà
sostanzialmente fare ciò che si faceva nelle versioni Windows. E questa, diciamocelo
francamente, è una tragedia. Rainbow Six era un titolo mediocre già su PC (non a caso ha
venduto tantissimo), e se è vero che non potevamo attenderci chissà quali miglioramenti,
su console non avrebbe guastato una migliore flessibilità delle opzioni. Invece si
ripresenta quella ottusa struttura da "simulatore tattico" che ha poco a che
sparitre con un videogioco.....
Ampiamente sopravvalutato sia nella sua versione cartacea
(se Tom Clancy è uno scrittore allora tutti, in fondo, lo siamo), e inspiegabilmente
osannato nella sua controparte videoludica, Rainbow Six fallisce quando ci si accorge che
le schermate di preparazione alle missioni, le variabili da considerare, le tattiche da
ponderare, i fattori esterni da rilevare, il tipo di squadra da arruolare e tutto ciò che
farebbe impazzire il classico "piciista" che ignora l'esistenza di Super
Mario Bros., sono frutto della mente perversa di un maniaco delle statistiche, che se
potrebbero andar bene per la sceneggiatura di un film, non attecchiscono in egual misura
una volta trasposte sul video. E purtroppo quando sopraggiunge la fase di
"azione", ci si accorge che le tattiche studiate con sittale minuzia hanno
riscontro solo nella frustrazione di un gameplay asfittico, macchinoso e dal ritmo
veramente basso. Ora, è probabile che qualcuno provi esaltazione calandosi in questa
atmosfera da polpettone hollywoodiano sulle squadre di assalto, ma è anche probabile che
quel "qualcuno" non sia un "intenditore" di videogiochi. Il
bilanciamento della difficoltà, inoltre, praticamente non esiste. O accetti di dover
morire al minimo errore commesso, senza che vi sia possibilità di recuperare, e di
contrastare una intelligenza artificiale sfasata nel processo di scontro con i nemici, che
sembrano robot, o fai prima a spegnere la console per dedicarti a un gioco che si chiama Perfect
Dark.
Ma ci fosse almeno qualcosa di divertente in questo gioco
la rileveremmo con piacere. Invece ci si ritrova con un real time strategy game che
non concede quasi nulla al divertimento, che potrebbe sì scaturire nelle mansioni di
cecchinaggio, ma che anche in questo caso soffre di una scarsa immediatezza nel sistema di
controllo, necessariamente peggiorato rispetto alla versione PC. La buona quantità di
livelli affrontabili, anzichè favorire la longevità generale finisce per scoraggiare, in
quanto, pur essendovi diversi obiettivi per ogni missione, la meccanica di evasione e
attacco viene ripetuta all'infinito, senza varianti perticolari. Giunti alla realizzazione
tecnica la situazione, purtroppo, non migliora. Già su PC il comparto estetico si era
rivelato grezzo e scarsamente definito, figuriamoci adesso che si è dovuta operare una
scrematura sia sul quantitativo di poligoni presenti, sia sulle animazioni, sia sulla
qualità delle textures, che risultano oggettivamente orribili. Troveremo giusto qualche
ambientazione ispirata all'interno di determinati edifici, ma per il resto la piattezza
delle aree esplorabili, siano esse all'aperto o interne, non fanno altro che deprimere. Il
sonoro, invece, è stato ben realizzato; buonissimo nei campionamenti delle discussioni
via radio e nitido in tutti gli altri effetti, trova il suo culmine nella riuscita
drammaticità delle musiche. Ma, ripetiamo, ludicamente Rainbow Six è una vera delusione,
risultando confuso e inestricabile nella rappresentazione a schermata delle opzioni,
macchinoso nelle fasi di pianificazione, lento nelle fasi di azione in real time,
noioso nella ripetizione incessante dei medesimi meccanismi di gioco e frustrante, molto
frustrante, nel livello di difficoltà rigido e inflessibile. Il fatto che sia
dichiaratamente un gioco strategico conta poco. Anzi, a nostro avviso il tatticismo di
Rainbow Six è conseguenza di una mancata calibrazione strutturale dei suoi principi
dinamici.
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