RESIDEN
EVIL 2 Per lungo tempo appannaggio esclusivo
dell'utenza Sega e Sony, la saga di Resident Evil rappresentava per il possessore di
console Nintendo un sogno proibito. Oltre al desiderio di mettere le mani su una
produzione di primo piano come Resident Evil (e seguiti), il mancato approdo della serie
Capcom su console Nintendo si traduceva nella sottintesa e compromettente fama che la
macchina da gioco in questione fosse destinata a produzioni il cui grado di violenza non
superasse una certa soglia, o che comunque il target medio del cartucciame corrispondesse
a un'utenza poco più che infantile. Sospetti alimentati in più occasioni da Nintendo
stessa, che tuttavia dovette rivedere le sue posizioni in quanto la sua macchina da gioco
prediletta avrebbe di lì a breve subito un'inondazione di sangue e violenza zombesca.
Preludio inoltre alla futura quanto effimera natura di esclusività Nintendo di cui la
saga sarebbe stata oggetto (Resident Evil 4), con conseguente (non necessaria) conversione
dello stesso per Playstation 2.
Un'altro nodo cruciale che accompagnò la
commercializzazione di questo Resident Evil 2, causa di isterismi di
massa e di esternazioni di gaudio irripetibili da parte dell'utenza Nintendo, fu
l'inclusione in una spaventosa cartuccia da 512 MB della totalità dei due dischi che
componevano la versione originale, compresi i grassi FMV (operazione fino a quel momento
ritenuta quantomeno improbabile). Certo, i filmatoni sono stati sottoposti ad una doverosa
compressione che li rende visibilmente inferiori a quelli visti girare su PlayStation,
tuttavia il lavoro svolto è più che lodevole. La pregevolezza della conversione è da
ammirare in quanto realmente tale e non mera trasposizione downgradata della versione a 32
bit. Le migliorie ci sono e si vedono, trattandosi dell'unica conversione del secondo
Resident Evil realmente significativa e con ragione d'esistere (a differenza degli inutili
quanto frettolosi porting per sistemi quali Dreamcast o GameCube). I modelli poligonali di
personaggi e nemici sono stati completamente rivisitati, offrendo un livello di dettaglio
ovviamente superiore con conseguente riduzione della spigolosità. I fondali
prerenderizzati restano invece del tutto immutati, riuscendo tuttavia ad adempire
perfettamente al compito che si prefiggono in fase di coinvolgimento ludico ed emotivo.
Per quanto riguarda la struttura di gioco, essa è rimasta identica all'originale, dal
primo istante fino allo scorrere dei titoli di coda.
Il giocatore quindi nei panni del giovane Leon (al primo
giorno di lavoro come poliziotto) o della determinata Claire (in cerca del fratello Chris)
dovrà farsi largo inizialmente tra le strade di una Raccoon City devastata dall'epidemia
causata dal Virus T, tra orde di zombi affamati di cervella umane ma soprattutto
all'interno della stazione di polizia della medesima città. All'interno dell'edificio,
ricco di costruzioni e suppellettili che poco hanno a che fare con un dipartimento di
polizia, il gioco si sviluppa nella tipica classicità della serie, ossia sparacchiando
qua e là a terrificanti aborti genetici risolvendo parallelamente svariati enigmi basati
principalmente sul ritrovamento di chiavi. Il tutto circondati da un'atmosfera
concretamente terrificante, che purtroppo verrà a mancare in buona parte degli episodi
successivi. L'inquietudine che si prova a percorrere questi edifici è un'esperienza unica
e da assaporare, che culmina in tocchi di classe come l'apparizione fugace e inaspettata
dei famelici Licker. In definitiva una produzione ottimamente riuscita che, nonostante si
limiti ad un mero upgrade grafico rispetto alla controparte per PlayStation, è da
ricordare per aver portato per la prima volta (e con successo) la saga Capcom su console
Nintendo ma soprattutto per aver abbattuto i limiti ideali riguardo alla capienza del
supporto siliceo, barriera che ha segnato in parte il destino di Nintendo 64.
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