STAR
SOLDIER: Vanishing Heart Lo sparatutto tradizionale è un genere che su Nintendo 64 non ha mai attecchito.
Non che sui 32 bit la situazione fosse così rosea, ma quantomeno in Giappone continuavano
a uscire titoli di un certo spessore più o meno regolarmente sia su Saturn che su
Playstation. Ci allietò allora, nella estate del' 98, l'uscita di questo Star
Soldier: Vanishing Heart di Hudson, ultimo esponente di una saga a sparattutto
leggendaria, che aveva fatto la storia del Nes prima e de PC Engine in tempi più recenti.
Si trattava di un titolo appositamente pensato per il Nintendo 64, per adattarsi alle sue
caratteristiche, e che quindi abbandonava la grafica in 2D per esprimere una spettacolosa
visuale prospettica alla Raystorm. Mettiamo le mani avanti dicendovi che il risultato
finale supera le aspettative, cauterizzando il Vanishing Heart nella schiera dei migliori
titoli di genere usciti nel '98, e non è cosa di poco conto....
Nel pieno rispetto della tradizione nipponica dello sparo, il titolo della Hudson ci consente di scegliere fra 3 astronavi equipaggiate in modo diverso. Ma ovunque ricadano le nostre preferenze, ci ritroveremo con un sistema di fuoco standard che si dirama in tre direzioni offrendo fascio standard, fascio potente e scarica multidirezionale; tutto già sperimentato in altri sparatutto, almeno fin quando non ci addentreremo nell'innovativo sistema di distruzione basato sulla moltiplicazione degli attacchi. Con Vanishing Heart attaccare i nemici significherà anche sostenere un sofisticato combo system cronometrico che premia la precisione con cui vengono sferrati i colpi, incoraggiando in questo modo il discernimento tecnico/strategico. A regolare tale approccio balistico vi saranno due indicatori disposti in cima al display che, nell'ordine, calcolano la produttività dei colpi messi a segno e il tempo residuo prima che la "moltiplicazione" abbia termine. Se saremo abili nell'assecondare questo tipo di distruggimento andremo incontro a una serie di interessanti bonus sul punteggio finale, oltre a raggiungere quella autostima che induce a migliorare costantemente i propri metodi di blastaggio. Non si può giocare in due, e questo è male. Ma tale omissione è compensata da alcune modalità di gioco aggiuntive studiate per prolungare ulteriormente la esperienza di detonazione. Quindi abbiamo il 2 Minutes Mode e il 5
Minutes Mode. In entrambi i casi si tratta di resistere fino allo scadere del
tempo senza mai essere colpiti, e non sarà facile perchè verremo letteralmetne assaliti
da orde barbariche spaziali, con lo schermo che si riempie fino allo spasimo e noi a
impazzire cercando di evitare l'evitabile. Se già nel 2 Minutes tale condizione ci
trascina al limite delle nostre percezioni visive, nel 5 Minutes la drammaticità delle
situazioni diviene quasi insostenibile, portando il gameplay su di uno stato di ipnosi
psicomotoria. D'altronde la giocabilità nell'arcade mode è ottima, e pur non mancando
qualche momento di sana frustrazione possiamo dire di essere rimasti nel complesso
soddisfatti da quanto offerto, in termini ludici, nello sparatutto Hudson. Ottime notizie
pergiungono anche dal comparto estetico, che impone un 3D solido e privo di sbavature. La
evoluzione prospettica esprime scenari davvero ispirati e boss di fine livello solitamente
giganteschi, mentre il mechanical design non contravviene alla tradizione degli
Star Soldier mostrando astronavi altamente meccaniche, pseudo-Gundam con tanto di scudo,
basi lunari fantascientifiche e portaerei dalla grandezza allarmante. Il tutto scorre via
fluido senza mai rallentare e a velocità abbastanza sostenuta, e ci capiterà di restare
ammirati dagli sfondi, per lunghi tratti spettacolari ed estremamente
"cromatici". Sonoro molto buono, anche, con le sue musiche reminiscenti e le sue
esplosioni atomiche interessanti, per decretare un comparto tecnico di alta levatura e
accrescere il rimpianto per la desolazione del panorama sparatutto del Nintendo 64.
Vanishing Heart è un riuscito tributo verso la saga che ha meglio rappresentato il genere
shoot'em up nell'epoca d'oro delle console, quando vi era ancora la cultura del
"single player" e del videogiocatore solitario nella oscurità della sua
cameretta. Inoltre, grazie alle felici intuizioni sul sistema di sparo e punteggio,
lo sparacchino Hudson può dirsi anche originale....
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PRO |
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Ottima realizzazione grafica |
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Colonna sonora reminiscente |
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Gameplay a tratti innovativo |
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CONTRO |
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E' l'unico sparatutto degno di nota |
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su Nintendo 64.... |
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