TOP GEAR
RALLY 2 Nell'anno 1999 Kemco immette sul
mercato un tranquillo Top Gear Rally 2. Si tratta del seguito di quel Top Gear Rally che, nonostante evidenti
limiti, riuscì a tenere a bada l'utenza Nintendo affamata di titoli corsistici
leggermente più seriosi di un Mario Kart 64 e magari più canonici di un Wave
Race 64. E' risaputo che su Nintendo 64 mancarono per molto tempo racing game
importanti, mentre sulle console rivali giravano titoli come Sega Rally o Ridge
Racer (la versione per Nintendone del titolo Namco arrivò infatti soltanto nel 2000,
quando ormai era troppo tardi). Tornando a Top Gear Rally 2, se si pensa alle buone basi
gettate dal predecessore sarebbe auspicabile una soluzione dei difetti che lo
affliggevano. Si viene però a scoprire che gli sviluppatori sono i modesti Saffire,
mentre il titolo originale era stato realizzato dal Boss Game Studios, contemporaneamente
impegnati nello sviluppo di World Driver Championship, titolo che uscì anch'esso nel 1999
e che sarebbe divenuto il punto di riferimento per il genere su Nintendo 64.
Ci ritroviamo dunque con un titolo che non si presenta come un'evoluzione del prequel, bensì come una completa riscrittura. L'approccio alla disciplina rallistica è infatti sensibilmente differente: abbandonata l'impronta puramente arcade, si è ricercata una sofisticatezza generale che rispondesse alle esigenze di coloro prediligano un'esperienza di guida maggiormente simulativa. Il risultato finale è una sorta di ibrido che convince solo in parte. L'elemento che balza immediatamente all'occhio una volta iniziato a giocare sono i buoni propositi della produzione, che mette a disposizione del giocatore diversi campionati a cui partecipare e differenti trofei da ottenere. Prima di iniziare la gara vera e propria, è indispensabile guadagnarsi di volta in volta una patente necessaria per competere nella categoria corrispondente. Inizialmente tale obbligazione assume le sembianze di un breve tutorial per prendere confidenza col sistema di controllo e per non rimanere impreparati una volta scesi in pista. A onor del vero, i controlli risultano decisamente semplici da padroneggiare, una volta fatti i conti con la considerevole sensibilità della leva analogica (sensibilità peraltro personalizzabile). Giunto il momento di iniziare la gara si nota una particolare commistione tra una tipica competizione arcade e le regole del rally classico. Le vetture vengono fatte partire a pochi secondi di distanza l'una dall'altra e la lotta sarà dunque contro il tempo, tuttavia ciò non esclude la possibilità di sportellare allegramente i propri avversari, dato il breve scarto di tempo con cui vengono fatti partire i piloti. Le prime auto selezionabili si distinguono per una lentezza imbarazzante, risultando le principali responsabili della noia e della semplicità delle gare iniziali. Nelle fasi più avanzate il senso di velocità migliora, sebbene leggermente, mentre la difficoltà segue un progressivo ed equilibrato incremento. Giungiamo ora al tratto peculiare del titolo Saffire, che coincide purtroppo col principale difetto. In Top Gear Rally 2 le auto sono completamente distruttibili, non tanto esteriormente, quanto nelle componenti interne: motore, ammortizzatori, marmitta, valvole di scarico, ingranaggi, gomme e altro ancora possono essere danneggiati o distrutti nel corso della gara. Il problema consiste nel fatto che talvolta la semplice usura sarà responsabile dei guasti e una guida attenta potrebbe non bastare per evitare danni. Inoltre la frequenza con cui la vettura si danneggia è a dir poco esagerata, rendendo ogni singola curva una terribile minaccia. Durante la gara è possibile riparare la vettura solo per quanto riguarda il cambio delle gomme; per tutto il resto sarà necessario aspettare il termine della corsa. Questa idea interessante è stata purtroppo male implementata, causando svariati momenti di frustrazione. Solo dopo un periodo di pratica piuttosto lungo si riesce a capire come evitare i danni principali e di conseguenza ad apprezzare il buon modello di guida e il discreto track design. Dal punto di vista tecnico si nota, rispetto al prequel, una maggiore caratterizzazione dei tracciati, circondati da numerosi particolari quali ruscelli, abitazioni, vegetazione e quant'altro. Come detto il senso di velocità non è dei migliori e l'evoluzione rispetto al predecessore è minima. Ci duole purtroppo segnalare passi indietro sul fronte del bad clipping, che si manifesta pesantemente soprattutto in particolari percorsi. L'audio, nella norma dal punto di vista degli effetti sonori e anonimo per quanto riguarda l'accompagnamento musicale, chiude il quadro di una realizzazione tecnica non certo esaltante. In definitiva Top Gear Rally riesce a raggiungere comunque la sufficienza: dopo aver fatto i conti con l'iniziale frustrazione e con una grafica non del tutto soddisfacente, ci si ritrova con un gioco di rally tutto sommato divertente.
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PRO |
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Buon sistema di controllo |
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Longevità elevata |
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CONTRO |
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A tratti frustrante |
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Scarso senso di velocità |
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