TUROK 3:
Shadow Of Oblivion Superata la breve parentesi in
multiplayer di Rage Wars, la Acclaim,
ormai orfana del team Iguana, decise nell'anno 2000 di ripercorrere i fasti dei primi due
episodi e di raccogliere la eredità di uno stile di gioco devoto più alla azione che
allo sparo classico in soggettiva. Turok 3: Shadow Of Oblivion racchiude
in sè il DNA avventuroso delle sue origini e percorre, in modo abbastanza deciso, la
strada del miglioramento tecnico e ludico; sebbene la sensazione di deja vu sia
latente, fatto normale quando si giunge al quarto episodio di una saga, Acclaim riesce a
produrre un dinamica ancora interessante e ricca di situazioni sempre nuove. La trama è
invero trascurabile, ma si sappia che colui che era stato il protagonista principale dei
precedenti episodi (Joshua Fireseed) cede il posto ai suoi figli, Joseph e Danielle, che
dovranno ripercorrere le sue gesta spappolatrici e sanguinolente nel tentativo di
sconfiggere le forze del male. Ma che originali.....
Considerato che Shadow Of Oblivion uscì due anni dopo il suo predecessore era lecito attendersi delle generali migliorie. Ciò avvenne, ma forse più per la inerzia del passaggio temporale, che aveva portato a una migliore conoscenza dell'hardware del Nintendo 64, che per gli effettivi meriti di Acclaim. Le basi le aveva fornite Iguana Entertainment due anni prima: bisognava giusto ricalcare una struttura di gioco collaudata, riprodurne in toto le routine tridimensionali e dichiararsi al mercato con un titolo impacchettato su misura. Noi diciamo: opportunisti. Giocando al terzo episodio della saga si ha l'impressione che i programmatori si siano adagiati sulla consapevolezza di poter modificare lo stretto necessario, senza approfondire un gameplay che, di fatto, necessitava ormai di una "rinfrescata". Ora, il gioco non è affatto male. Appare più vasto del suo prequel, più complesso in una certa misura con tutti gli oggetti caratterizzanti pressochè raddoppiati di numero. La azione si protrae con ritmo serrato, e grazie al sistema di controllo già collaudato potremo godere di una libertà logistica mai così esasperata. Quindi se dovessimo offrire un giudizio oggettivo sulla realizzazione strettamente ludica, non potremmo che promuovere la superiore "quantità" di gioco prodotta rispetto al passato, ma con una riserva: nel level design Turok 3 ha qualcosa in meno rispetto a Seeds Of Evil, un qualcosa che ha riscontro lì dove avvertiremo una disposizione delle zone più frammentaria e meno "studiata". E' la ripetitività il fattore penalizzante di Turok 3. Tutto sa di già visto, e per quanto dopo tre episodi fosse inevitabile variare sulla meccanica dei livelli a meno di un radicale cambiamento nella fisionomia del titolo, ciò che contestiamo è la sufficianza con cui i programmatori hanno riproposto la impalcatura originale. La possibilità di effettuare balzi temporali non migliora la situazione, essendo un diversivo che non incide sulla "qualità" del gameplay. In Shadow Of Oblivion abbiamo tanto materiale aggolomerato per fare numero, un materiale per carità di buona scelta, e in contrapposizione uno scarso potere di assemblaggio, che mette a luce una tangibile confusione di intenti. Ciononostante la avventura si lascia vivere e giocare senza che si abbia un minimo di respiro, e questo è un bene per la longevità, se non altro. Giunti all'aspetto esteriore vi diciamo che l'impegno profuso è più che buono nella definizione dell'immagine, che si presenta di altissimo livello a cartuccia di espansione inserita, mantenendosi comunque buono anche senza il doping di RAM. Fluidità e velocità si mantengono su standard qualitativi elevati, mostrando rallentamenti solo in rare occasioni con le animazioni che si susseguono realisticamente a 30 fotogrammi per secondo. Un netto calo qualitativo si ha sul character design dei nemici, rispetto a Turok 2, i quali denunciano un netto calo di ispirazione nel disegno, oltre a presentarsi sovente poco definiti. E qui l'assenza del team Iguana si fa sentire pure troppo....Bisogna però ammettere che l'effetto nebbia è stato, in questo ultimo episodio, quasi del tutto eliminato, laddove nei titoli precedenti (soprattutto nel primo dei due) fosse riscontrabile una coltre invasiva nelle zone all'aperto. In conclusione, se dovessimo consigliarvi un episodio di Turok vi indirizzeremmo tutta la vita su Seeds Of Evil, il che non vuole essere una bocciatura nei confronti di Turok 3, ma solo una disinteressata constatazione.
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PRO |
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Visivamente di grande impatto |
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Generalmente giocabile e longevo |
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Hi-Res in modalità espansa |
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CONTRO |
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Scarsa originalità di intenti.... |
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