WWF
WARZONE Il Wrestling è uno sport in cui
un branco di idioti pompati a steroidi fa finta di picchiarsi, mentre il pubblico
(americano) va letteralmente in visibilio. La domanda è: ma gli americani si rendono
conto che quelle patacche sul ring fanno solo finta di picchiarsi, e per giuta senza
nemmeno impegnarsi a rendere credibile la loro pagliacciata? Mah, a ogni modo vi è la
possibilità, tramite rappresentazione videoludica, di addentrarsi in questo strano mondo
e, forse, di avvertire un barlume di realismo durante gli scontri. WWF Warzone è
tra le migliori trasposizioni del wrestling per Nintendo 64, e a suo tempo ne uscirono
parecchie, per il fatto di coniugare una ottima giocabilità a una realizzazione tecnica
di alto livello. Peccato che Acclaim abbia sprecato risorse e danaro per una disciplina
così odiosa, ma d'altronde in USA detto Warzone avrà venduto come il pane.....
Sia da soli che in compagnia Warzone offre una pletora di
opzioni e configurazioni. Oltre alla possibilità di disputare gli incontri classici uno
contro uno nel Challenge, sarà possibile partecipare a una Royal Rumble,
a un Tag Team ma, soprattutto, alla modalità Cage, in cui gli incontri
vengono disputati all'interno di una gabbia. Notevole la possibilità di creazione di un
lottatore personalizzato, a cui potremo applicare ogni sorta di caratteristica somatica
conosciuta e saggiarne gli effetti in modo plausibile. Se creeremo un pachiderma di
duecendo chili tipo Andrè The Giant il nostro alter ego deambulerà a fatica, ma
in compenso potrà godere di una potenza superiore alla media. Un mingherlino, invece,
sarà scattante e veloce, ma potrà anche essere messo al tappeto con un soffio di vento.
La soluzione migliore è "restare nel mezzo", bilanciando ogni singolo aspetto
fisico per ottenere una buona mistura di potenza e agilità. In fase di gameplay Warzone
presenta un sistema di controllo ottimamente implementato, che lascia eseguire ogni tipo
di mossa e super mossa nel massimo del comfort e senza eccessive difficoltà di
"raggiungimento". Inoltre il numero di movenze eseguibili risulta abbastanza
alto, per un gioco di questo tipo, con il risultato che ogni scontro garantisce un buon
livello di strategia senza mai scadere nella ripetitività. E come ogni simulazione di
wrestling che si rispetti, Warzone prevede l'ausilio di diverse barre a caricamento e
"di tensione".....
A seconda che si infligga o si subisca una presa, la barra
indicante l'energia viene sostituita da un indicatore che misura il livello del dolore, e
una volta svuotata del tutto non resta che la resa. Un sistema che appaga soprattutto gli
smanettoni, dato che per divincolarsi bisognerà premere i pulsanti come dei pazzi, un po'
come accadeva con i primi wrestling per coin op. La varietà, inoltre, non manca. Tra
calci volanti, prese all'indietro, bloccaggi, calcioni in faccia, uscite dal ring, sediate
dietro le spalle e ginocchiate negli zebedei avremo di che divertirci per un bel po',
soprattutto se si usufruisce di un avversario umano da spappolare. E se poi si è in
quattro ancora meglio, dato che il titolo offre il massimo delle sue potenzialità proprio
nelle sfide multigiocatore. Ma questo non significa che non sia longevo anche in singolo:
Warzone, con le sue innumerevoli opzioni e modalità, offre al giocatore una scelta
piuttosto estesa tra minitornei, gioco a squadra e survival, offrendo anche una A.I. dei
nemici abbastanza evoluta e sorprendentemente bilanciata. Buone notizia anche riguardo la
realizzazione grafica, che non risparmia certo sul livello del dettaglio, e dei lottatori,
e del ring. Le animazioni risultano soddisfacenti in quasi tutte le circostanze, ma
l'elemento scenografico più curato in assoluto riguarda le tessiture, a dir poco
realistiche e graduate, in pelle pressochè unica, e ottime anche nella riproduzione
facciale dei wrestler licenziati. Potremo riconoscere The Undertaker, Triple H, Sveve
Austin e altri ancora menarsele per davvero, e non per finta come nella triste realtà. Il
pregio di Warzone sta proprio nel rendere plausibile una disciplina sportiva
oggettivamente squallida che, chissà come, continua a riscuotere un incredibile successo
sia in America che in Italia, con tanto di telecronisti ciccioni che si esaltano a ogni
"non mossa". Almeno negli anni '80 ti facevano divertire, i lottatori, coi loro
abbigliamenti stravaganti e con il grande Hulk Hogan, ma quelli di adesso fanno veramente
tristezza.
|
 |