OPERATION
WINBACK Operation Winback non è uno
sparatutto convenzionale, ma d'altronde nel 2000, dopo Perfect Dark, l'intero
genere si era rinnovato dall'interno cominciando a proporre variazioni di gioco che
portavano a un maggiore tatticismo e una tangibile profondità strutturale. Operation
Winback è piuttosto uno stealth action game in cui ogni azione del
protagonista non è mirata alla eliminazione diretta dei nemici, bensì a un più largo
processo di aggiramento e pianificazione strategica. La componente balistica è sempre in
primo piano, tanto per essere chiari, ma non è che ti metti lì a sparare all'impazzata a
tutti come un animale, piuttosto devi studiare l'ambiente e agire in modo che il nemico
avverta solo all'ultimo momento la tua presenza, quando ormai le sue cervella fanno da
affresco sui muri della base militare. A titolo di cronaca, il protagonista è una spia e
il suo nome è Cougar, Jean Cougar.
A fare di Operation Winback un titolo di alto livello è,
in principal modo, il suo metodo di controllo. Tramite efficaci combinazioni tra stick
analogico e pulsanteria avremo la facoltà di effettuare capriole, di strisciare, di
sorprendere i nemici a seguito di un appostamento (magari da dietro un muro), di
"lockare" il bersaglio con un comodo sistema di aggancio e di utilizzare armi
dotate di zoom di alta precisione. Il ritmo è serrato: la grande quantità di armi
presenti e il continuo variare delle azioni da compiere costringono il giocatore a
"pensare" prima di agire, come quando ci si trova bloccati da un sistema di
rilevamento fotocellulare a laser disattivabile centrando determinati interruttori. Di una
certa importanza si riveleranno le casse, sparse un po' ovunque, al cui interno potremo
trovare ogni sorta di arma supplementare (indispensabile il lanciarazzi), munizioni,
ricariche energetiche e quindi oggetti di primaria necessità. Vi è da dire che la
pistola in dotazione possiede proiettili illimitati, e questa è a nostro avviso una
scelta azzeccata, che scongiura la frustrazione e mette psicologicamente al sicuro dal
timore di rimanere senza potenza di fuoco. Tuttavia acquisire nuovi "attrezzi di
morte" si rivelerà non solo utile ma necessario, perchè molti dei nostri obiettivi
potranno essere distrutti solo con gli effetti di detonazione provocati dalle armi più
potenti. Ma attenzione: dette armi si esauriscono, e trovare le apposite ricariche non è
semplice.
L'altissimo livello di immedesimazione al personaggio, che
si muove come il più fico degli agenti segreti, conferirà al gioco una atmosfera da spy
movie ricca di tensione e colpi di scena. Il ritmo, nonostante sia necessario un
approccio strategico, non manca di quella azione convulsa delle sparatorie. Ma diciamo che
questa azione non è mai confusionaria, essendo subordinata a un rigore tattico a cui non
potremo sottrarci, e di cui diverremo i più accaniti sostenitori una volta entrati in
simbiosi con l'eccellente configurazione dei tasti. A favore della produzione Koei vi è
anche la naturale estensione di tutte le zone esplorabili, in virtù di una conformazione
tettitoriale non immediatamente accessibile e studiata per condersi gradualmente, a
seguito della eliminazione di obiettivi strategici o di "sentinelle cecchino"
disposte in zone soprelevate. E se la tecnica di sopravvivenza nelle aree all'aperto
prevede un sistema di centratura dei bersagli a media-lunga distanza, quando ci troveremo
negli interni la tattica di uccisione sarà principalmente basata sulla
"attesa", sulla capacità di mantenere il sangue freddo dietro un muro o un
pilastro prima di piombare addosso al nemico e stenderlo a mani nude. La tecnica grafica
apportata per rendere credibili tutte queste azioni risulta generalmente apprezzabile. Il
persoanggio si muove con realismo impressionante, e lo stesso vale per i nemici, che
corrono, sparano e combattono mostrando animazioni di altissimo livello. Sulla costruzione
poligonale delle strutture le notizie restano confortanti, sebbene nelle zone all'aperto
si riscontri un lieve effetto nebbia atto a mascherare il clipping ravvicinato,
ma si tratta di condizioni che si presentano raramente, e che comunque non infastidiscono
più di tanto il gameplay. L'unica nota più o meno dolente deriva dal sonoro, che seppure
accettabile non è all'altezza della grafica, ostentando effetti poco riusciti e musiche
generalmente trascurabili. Ma il sonoro non comprometterà la valutazione finale,
sicuramente ottima grazie a una struttura di gioco intelligente e mai noiosa.
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