YOSHI'S STORY

yoshicover2.jpg (24879 bytes)Ci stiamo ancora domandando, a sette anni dall'uscita di Yoshi's Story, che cosa dovesse passare per la testa a Nintendo in quel perido. Parliamo della software house che ha fatto letteralmente la storia del platform game moderno creandosi una continuità ideologica che, a cominciare dai player's choice, raggiunse il suo culmine nel determinismo di Super Mario World e Yoshi's Island. Parliamo di un gruppo di sviluppatori che, da solo, ha patrocinato un modo di sviluppare videogames che rispondesse sia alla semplicità del concept di base che alla complessità di meccaniche complementari. Eravamo così speranzosi sul nuovo Yoshi per Nintendo 64, anche alla luce delle interessanti immagini fatte circolare da Nintendo prima della sua pubblicazione, ma diciamo che per una volta avremmo preferito non vedere. Yoshi's Story, senza giri di parole, è una cagata. Ma di quelle monumentali che ti procurano inedia e ti fanno dubitare fortemente che il team creativo sia Nintendo. Forse da salvare vi è quella canzoncina introduttiva e lo stile dei menu, ma una volta cominciata la partita.....

Yoshi's Story, contrariamente dai suoi predecessori, impone una selezione tra sei differenti Yoshi, tutti di colore diverso. A differenziarli vi sarà il tipo di frutto da raccogliere in ogni livello, e a seconda del colore dello Yoshi selezionato dovremo recuperare angurie, mele, banane e spicchi d'uva. Nulla di più semplice, ma anche di più noioso. Scopriremo infatti che la lunghezza di ogni livello è esigua, e che a causa della loro linearità la esplorazione risulta oggettivamente sterile. Ma la più grave disfunzione del gameplay la si trova nella assoluta inconsistenza del livello di difficoltà, studiato probabilmente per adattarsi alle capacità psicomotorie di un bimbo di cinque anni. Sostanzialmente è possibile finire del tutto Yoshi's Story alla seconda partita tanto è elementare, e il rimpianto rincara nella assenza di livelli segreti e di una qualsiasi variante che rivitalizzi la progressione. La possibilità di affrontare i nemici in tre modi differenti è, purtroppo, un diversivo che torna utile solo nella "slinguata" all'atto della acquisizione dei frutti (30 per ogni livello). Se quindi in passato Nintendo ci aveva abituati sin troppo bene nella immane varietà di tutti i livelli, nonchè di tutte le situazioni proposte negli stessi, adesso la complessità è talmente scorporata dal progetto ludico da non potersi neppure lontanamente paragonare alle dinamiche di Super Mario Bros., un titolo datato 1985. Raramente abbiamo giocato a un platform, quale è Yoshi's Story, che deficitasse nella intera sua fisionomia....

A prima vista sembrerebbe che, dal punto di vista grafico, si sia svolto un lavoro di buona fattura. Ma, anche in questo caso, non è così. Malgrado il dettaglio resti sostanzialmente buono, in Yoshi's Story sono completamente assenti tutti quegli effetti indispensabili per creare profondità visiva a un platform come le gradazioni e le sfumature: la grafica propone fondali prerenderizzati piuttosto grezzi, privi di dettaglio, e delle animazioni veramente povere. Forse è stata una precisa scelta stilistica, ma l'aspetto generale è di un plasticoso veramente insopportabile, che nella volontà di simulare un imprecisato effetto tridimensionale finisce per scadere in un kitsch anni' 70 psichedelico e di cattivo gusto. I colori appaiono del tutto alterati e anche il design dei nemici, che sono sempre stati il pezzo forte della saga, tende a impoverirsi notevolmente. Lungi dal risultare troppo severi, veramente non riusciamo a trovare qualcosa di salvabile in questo gioco; la povertà di sprites presenti simultaneamente a video, la paurosa ripetitività di ogni azione, la A.I. dei boss praticamente inesistente, la assenza di qualsiasi variante che stimoli la rigiocabilità decretano, per Yoshi's Story, un destino di mediocrità e rimpianto. Perchè sarà anche vero che i programmatori abbiano pensato a un target decisamente basso, sarà anche vero che i controlli rispondono con immediatezza (e ci mancherebbe altro), sarà anche vero che Yoshi si muove in modo spassoso e "gommoso", ma è altrettanto palese che, dopo anni di assoluto predominio nel settore dei giochi a piattaforme bidimensionali, Nintendo mostrasse cenni di stanchezza e si cofinasse per qualche tempo nel girone degli sviluppatori anonimi. Da Nintendo non ci saremmo mai aspettati un titolo così inutile, ma d'altronde a tutti può capitare una annata storta, e visto che si tratta di Nintendo chiudiamo un occhio e passiamo avanti.    

 

 

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PRO

6 Yoshi selezionabili

                  
                    

CONTRO

Graficamente kitsch

Livello di difficoltà inesistente

Noioso e ripetitivo....

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