BATMAN

batmancover.JPG (15854 bytes)Partiamo da quel che lasciava più esterefatti di questo gioco: la grafica. Che dire, il tutto appena inserita la poderosa cartucciona aveva dell'inverosimile. Considerate che a quel tempo per il nostro scatolotto grigio non esistevano tali finezze; un titolo con effetto fotorealismo, un'introduzione che riprendeva pari pari quello che fù il fenomeno cinematografico forse più grande in quegli anni (mi ricordo ancora la gente che si tagliava i capelli col simbolo di batman scolpito in testa...), la musica a più voci che quasi faceva scordare di essere davanti a un Nes....insomma il titolo partiva bene. Appena schiacciato lo start appariva una sequenza cinematica pregevole con la batmobile e l'eroe alato che si precipitava verso la città, e poi tutto cominciava. Il gioco altro non era che un platform game, con livelli e nemici ben disegnati anche se qualcuno opinionava la piccolezza degli sprites (difetto ovviato abbondantemente nel seguito...), ma alcuni tocchi lo rendevano qualcosa di più degli altri giochini. Innanzitutto la capacità di rimbalzare sulle pareti per saltare più in alto contribuiva a rendere la meccanica di gioco molto innovativa con i livelli più strutturati, con arsenale di armi selezionabili oltre al pugno standard del pipistrello protagonista e dei boss molto articolati.

Tra questi ricordiamo il computer della axis chemicals (non presente nel film..) da distruggere a pezzi e il joker alla fine..quasi imbattibile. Si perchè la difficoltà in game era come al solito a un discreto livello tranne che nell'ultimo stage, dove subiva una tale impennata da rendere arduo anche solo il raggiungimento del boss finale. Se mettete che poi questo era quasi imbattibile avrete il quadro di una tendenza naturale che affliggeva molti titoli per Nes. Insomma il cavaliere alato si presenteva davvero come un'ottima licenza sfruttata a dovere: atmosfere cupissime che attiravano lo sguardo oltre i meandri del più recondito pixel, musiche stupende e d'effetto, buone animazioni e quella voglia di non fermarsi fino ad aver annientato tutta quell'oscurità. E le sequenze cinematografiche quasi giustificavano da sole l'acquisto del gioco. Si perchè vedere la batmobile sparare e sfondare un garage con tanto di sgommata era il sogno di chiunque avesse sperato in un tie in degno di questo nome. Per quanto mi si possa confutare che Ninja Gaiden già presentava molte delle caratteristiche presenti in Batman, rispondo dibattendo sul fatto che nel gioco il tutto fosse molto più realistico.

Difatti il nostro eroe può veramente rimbalzare contro le pareti e badate non arrampicarsi, il che apriva una serie di situazioni inedite e dannatamente lussuriose per un giocatore esperto. Pensate a uno stage in cui ci troveremo a saltare su pareti dove dovremo calcolare esattamente dove rimbalzare per non cadere su turbine voltaiche elettrificate: veramente una serie di bellissime trovate. Le armi, tra cui una lama a tre vie, non solo aprivano nuove strategie di gioco ma col loro essere limitate costringevano ad un utilizzo cerebrale e parsimonioso per i nemici più ostici. Ma quello che davvero colpisce è quell'effetto calamita oggettivamente ipnotizzante, con il bellissimo pipistrello che quando muore brucia nella sua forma animalesca, dopo avere affrontato macchine e nemici diabolicamente gotici, in un'atmosfera talmente arcana che vien da chiedersi se davvero odiamo quella notte o se l'amiamo come mai l'abbiam potuta amare in forma ludica.Tanto per paragonarsi a un titolo ben più blasonato, l'apice del tributo arriva nel livello finale, dove come in una sorta di Castelvania ci addentreremo negli ingranaggi di una immensa e articolata cattedrale, per fare solo quello che all'eroe di un film senza tempo è stato concesso, ossia plasmare il mito di un videogioco per cui la Sunsoft difficilmente sarà dimenticata. Un classico!

 

 

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PRO

Cinematiche imperdibili

Grande innovazione

Ottime musiche e grafica ipnotica

CONTRO

Sprites piccoli

Livello finale difficilissimo

Finisce...

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Note di produzione