BIONIC COMMANDO

bionic-b.jpg (29169 bytes)Per la versione Nes di Bionic Commando la Capcom fece le cose in grande. E non tanto per il fattore conversione (la versione arcade è totalmente differente da quella Nes) quanto nell'aver concepito un sistema di gioco in grado di reggersi da solo. Il principio dinamico ruota comunque sul medesimo protagonista da sala, che altresì si avvale del braccio meccanico per gli spostamenti e i salti laterali. Cambia il ritmo e la velocità, cambiano le ambientazioni e cambia il sistema di difesa. Bionic Commando (Top Secret nella versione giapponese) è fondamentalmente un gioco a piattaforme di derivazione, avente la basilare variante della corda bionica in sostituzione del salto. Le nostre preferenze ricadono, a distanza di anni, ancora sulla presente edizione che in più punti riesce a surclassare il pur ottimo arcade omonimo. Il prospetto di gioco costruito sulla raffinatezza grafica si poggia su di un bilanciamento essenziale della difficoltà, e se possibile il livello narrativo appare adulto, incentrato sul tema di una futuristica dittatura pseudo-hitleriana in un mondo militarizzato.

Bionic Commando è strategicamente longevo. Una progettazione frastagliata dei livelli che porta all'arcade più tradizionale, con atmosfere di gioco reminiscenti e divagazione strutturale: l'attività progressiva diventa lineare per assecondare le dinamiche, ancora una volta collaudate ed equidistanti. Non sappiamo quante ore di gioco si producano, considerato il limite delle tre vite, ma sappiamo per certo che finire il titolo Capcom tutto d'un fiato non sarà impresa semplice. Stiamo trattando un gioco dalla solidità matematica, di acquisizione, di programmazione temporale e discreta tempistica. Il riflesso, anzichè la riflessione, e l'azione anzichè il movimento. Trattiamo con un programma che sostiene sè stesso secondo la filosofia platformista degli anni'80 e degli 8 bit, con il privilegio di appartenere a una concettualità arcade decaduta con onore. E così Bionic Commando rientra nella claustrofobia del colore, proiettandosi con giocabilità immediata nella consuetudine del genere, senza particolari innovazioni ma con l'importante privilegio di contenere tutti gli elementi del classicismo Capcom. Evidenziamo una velocità piuttosto sostenuta e tipologie di gioco apocalittiche, con potente sensazione di guerra totale, con la nostra missione naturalmente impossibile al cospetto e atmosfere allucinate da Seconda Guerra Mondiale proiettata in un imprecisato futuro. Il divertimento si fonderà con la sensazione, e la stabilità diverrà incontrollata laddove ogni oggetto sostituirà il pixel.

Il talento dei grafici della Capcom sfodera uno stile metallico e sfumato. E considerati i limiti cromatici della console nintendo possiamo dire di trovarci su altissimi livelli, con scelte cromatiche che sembrano derivate da una console a 16 bit. In tal senso solo l'assenza del parallasse e qualche flikerio degli sprites lascia trapelare un declassamento nel bittaggio, ma l'impasto tecnico generale lascia comunque di stucco. Splendide tutte le ambientazioni, bellissima la caratterizzazione dei personaggi e impeccabile la fluidità dello scrolling. Particolar menzione per il character design del protagonista, piuttosto fumettoso e dannatamente accattivante, tanto da risultare carismatico quasi quanto l'immortale Strider. E se graficamente Bionic Commando è quasi un capolavoro, sul fronte musicale trova lo status di icona immortale. Tutte le musiche innestano una sensazione di epicità inesorabile, quasi a rendere le atmosfere appartenenti alla storia e dipendenti del nostro ego conquistatore. Questo è uno di quei casi in cui la ristretta sonorità dei processori a 8 bit è nullificata dalla efficacia delle composizioni, incredibilmente ispirate in tutti i livelli di gioco. Bionic Commando è una versione non convertita di un grande arcade, che a nostro avviso supera l'arcade per spessore ed efficacia dinamica. Il nostro consiglio è quello di procurarvi il gioco per far sì che una leggenda riviva in tutto lo splendore del passato, perchè la storia non è solo fatta dagli eventi materiali ritrovandosi anche nella consistenza di una piccola cartuccia.

 

 

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PRO

Carisma visivo e visionario

Struttura narrativa avvincente

Grandiosa colonna sonora

CONTRO

Nulla da segnalare

                      
                       

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Note di produzione