BURAI
FIGHTER "Mmmm...Forgotten
Worlds". Ecco ciò che mi è balenato quando ho provato per la prima volta
questo giochino fracassoso targato Taxan. Perchè se guardi bene l'omino principale ha
praticamente le stesse movenze dei guerrieri volanti dei "mondi dimenticati",
con qualche variante qua e là. Manca la modalità per due giocatori e questo è un fatto,
ma è pressappoco la stessa sbobba che abbiamo digerito nell'88 grazie a Capcom. A ogni
modo trattasi di Burai Fighter, realizzato nel 1989 in un mercato Nes
già in declino in Giappone ma ancora vivido negli USA, e così spieghiamo anche il
discreto successo che lo sparatutto ebbe in quel periodo. Lo scorrimento è orizzontale da
sinistra a destra e viceversa. Lo spostamento rotatorio in tutte le direzioni consentite
dal joypad. La condizione una e sola: distruggere il mondo. In quanto a originalità vi è
ben poco da menzionare, se non una diversivicazione del sistema di gioco che accorre in
una manciata di livelli avanzati, tanto per variare tematica e smorzare la linearità
della azione.
Partito il gioco ci si avvede di un interessante approccio sul livello di difficoltà, dato che una volta premuto start apparirà una schermata di selezione tra Eagle, Albatross ed Ace (il livello più tosto). Interessante lo sforzo dei programmatori nel proporre, per ogni condizione scelta, un approccio dei nemici quasi del tutto differente, cosichè ci si possa trovare con tre giochi identici ma ludicamente difformi. Sul sistema di controllo è stata introdotta la furmula del bloccaggio direzionale a persistenza di sparo. Praticamente, per lockare la direzione dei proiettili basta posizionare l'omino muovendo la croce direzionale e tenere premuto il tasto di fuoco. Il nostro eroe continuerà a sparare in quella direzione fintanto che non lo rilasceremo, e via così....Ottima la frenesia con cui le ammucchiate si susseguono, dato che sarà necessario ponderare in anticipo la nostra posizione in base ai bersagli e fare fuoco nel momento giusto. La non eccessiva velocità dello scrolling favorisce questo approccio, ma alla luce della natura blastatoria del titolo si potrà per lunghi tratti rimanere in posizione orizzontale, a meno che lo scrolling non muti automaticamente direzionamento. Divertimento? Buono fin quando ci si sofferma sullo shoot'emu up, perchè quando compariranno i livelli (giusto una manciata) con visuale a volo d'uccello ci si accorge che i programmatori, nella volotà di rinnovare, hanno di fatto penalizzato un sistema di gioco che non chiedeva mutazioni. Invece eccoci a fare i conti con un tipo di soluzione troppo differente dal concept originale per risultare gradevole: visuale dall'alto, tipo Eagle's Nes, e azione incredibilmente piatta. La gradevole successione delle sezioni orizzontali lascia il posto a un inspiegabile action game monocromatico, con il nostro combattente che sembra (visto dall'alto) una spranga di ferro e i nemici che si muovono come degli automi. Fortuna che, superate queste sottosezioni, si ritorna al contesto originario con tanto di power up, smart bomb e tutto ciò che uno sparatutto bidimensionale dovrebbe concedere. La grafica risulta generalmente ben realizzata malgrado la completa assenza di un qualsiasi livello di parallasse, ma le soluzioni cromatiche, quasi sempre ispirate, sopperiscono in parte a tale mancanza. Animazioni e design dei nemici possono dirsi nel complesso discreti, con sporadici cali di stile nei summenzionati livelli dall'alto. Tuttavia è un fatto non grave visto che gli stessi interverranno solo sporadicamente, e solo sottoforma di variazione di un gameplay abbastanza fisso. Musiche ed effetti si mantegono nella media del Nes, malgrado alcuni brani poco ispirati, e per il resto il fatto di somigliare a Forgotten Worlds non è necessariamente un difetto. La meccanica dello sparo multidirezionale riesce ancora a divertire e sostiene per lunghi tratti un gioco poco originale ma complessivamente onesto. Concludo che se cercate uno shoot'em up che non veda la canonica navicella spaziale alla Gradius Burai Fighter potrebbe anche divertire.
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PRO |
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Discreta realizzazione tecnica |
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Discreta giocabilità |
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CONTRO |
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Le sezioni a volo d'uccello |
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Scarsamente originale |
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