CASTLEQUEST Castlequest è
uno di quei giochi che a una prima occhiata ti fanno tenerezza. I pupazzoli piccoli e
pacioccosi che si muovono goffamente, la grafica cubettosa dei primi platoform da sala
giochi, la giocabilità rudimentale, insomma tutto lascia presagire una esperienza dal
retrogusto classicheggiante. E in effetti le cadenze sono quelle dei giochini dei primi
anni'80, con tutto il seguito enigmistico di una struttura avventurosa, asettica, devota
agli estetismi di Lode Runner e Donkey Kong. Ma
Castlequest non è un gioco di azione. Potremmo trovargli una collocazione tra i giochi di
avventura esplorativa, in cui cercare oggetti, risolvere piccoli enigmi per sbloccare
l'ennesimo quadro. La struttura acchiappa ancora, potremmo dire, e non sarà certo la
datazione (1986 in Giappone, qualche anno dopo in America) a limitarne la appetibilità
per noi avventurieri ricercatori del vecchio. Abbiamo scelto Castlequest perchè in
effetti ci è piaciuto ed è riuscito a farci trascorrere attimi di spensierato
divertimento, malgrado le apparenze di giochino per bimbi paffuti.
Per noi eroi senza macchia la missione è semplice: salvare
la principessa imprigionata in un castello infestato da mostri, fantasmi, demoni e
cavalieri morti. Sarà basilare la amministrazione delle chiavi, di colore diverso e
corrispondenti alle porte del medesimo colore. I problemi sorgeranno quando dovremo
operare la scelta tra una porta o un'altra, con l'ansia di dover sprecare una chiave
inutilmente e perdere l'occasione di sbloccarne altre. Lo spirito del gioco è incentrato
sui meccanismi collaudati della avventura claustrofobica, basata sugli intrugli della
estensione, perchè il castello è veramente grande e per esplorarlo si dovrà restare con
la console accesa per lungo, lunghissimo tempo. Se ne avremo la forza potremo anche
scoprire un divertimento costante perchè intelligente, derivato dalle analogie con il
passato cavernoso delle sperimentazioni, con mille e mille pixel che ritrovano, in
Castlequest, un amalgama ben studiato con la possibilità di colpire di fioretto (sembra
un coltello ma non è importante) e di spiccare balzi abbastanza precisi da regolare con
la croce direzionale. Il ritmo di gioco rimane abbastanza lento, per quanto la cadenza
vera e propria risulti sostenuta da enigmi sempre nuovi, e situazioni che non si ripetono
eccessivamente. Dovremo vedercela con ogni sorta di insidia cercando di studiare una
determinata strategia per venire a capo di situazioni intricate, e ponderare l'uso degli
"ascensori" per non correre il rischio di restare schiacciati contro il muro.
L'aspetto più accattivante della produzione Ascii resta,
abbastanza paradossalmente, la realizzazione grafica. Ora potremmo contestare alcune
disfunzioni piuttosto gravi come lo sfarfallio degli sprites quando superano le cinque
unità simultaneamente, oppure la lentezza delle animazioni, o ancora la monotonia degli
ambienti ma a noi, alla fine, l'estetica di Castlequest è piaciuta un sacco. Vuoi per
quella misurata precisione nello sviluppo iconografico, vuoi per il minimalismo lampante
del castello, vuoi per tutta una serie di piccolezze che messe assieme muovono una
estetica accattivante, dalla grandissima atmosfera e così meritevole di plauso. Ottima la
caratterizzazione di tutti i personaggi, generalmente fanciullesca ma delineata con grande
senso dell'ironia. Vedremo stregoni in miniatura disegnati con il carisma tipico dei
platoform a schermata, e scorgeremo dettagli che sullo sfondo nero assumono misticismo e
infondono mistero. Anche il sonoro, sebbene in minor misura, riesce a creare le sensazioni
misteriose del constesto, nonostante una marcata monotonia che a lungo andare può
risultare deleterea alla concetrazione. In ogni caso potreste sempre abbassare il volume
del monitor in quanto le virtù del gioco non si esprimono certo con le musiche. Castlequest
è una anticaglia videoludica rivolta alla immediatezza, sia grafica che
strutturale, dei classici del genere, che riesce a ricavarsi un posto dignitoso nella
softeca del Nes pur ostentando una certa ripetitività di situazioni. A noi è piaciuto in
maniera discreta e non disdegneremmo un'altra partita.
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