CASTLEVANIA Gran bella storia
quella dell'avventuriero che combatte le forze del male, che sprezzante del pericolo si
insinua nel castello del conte Dracula. Konami ebbe la giusta intuizione
perchè l'orrore del succhiasangue ha sempre fatto tendenza, che fosse rappresentato al
cinema, su di un fumetto o, restando in tema, sulle console giapponesi. Castlevania
è il capostipite di quella che sarebbe diventata una fruttuosa saga per Konami e
Nintendo, che con Akumajou Dracula (titolazione giapponese) creavano terreno fertile per
una serie di incredibili platform games, tuttora classificabili tra le icone del
genere: Castlevania era ciò che oggi continua a essere tra gli estimatori delle
meccaniche platform, ciò che continua ad appassionare malgrado l'età e nonostante cinque
o sei generazioni di nuove console e nuovi sistemi ludici. Avremmo imparato ad amare la
famiglia Belmont e ad affrontarne le avventure con la passione per il macabro, per il
mistero. Nella semplicità di una struttura anche lineare, la opera Konami racchiude tutta
la essenza del gioco a piattaforme.
Il concetto di giocabilità diviene arte. Con Castlevania l'incedere è un pretesto iconografico per esprimere illusioni: castelli diroccati, fontane in gesso, fantasmi dal bianco lenzuolo costruiranno la base ludica ancestrale che sorreggerà zolle di insano divertimento. Il bilanciamento della difficoltà è calibrato con attenzione verso la fisionomia dei nemici, verso la giusta dose di azione che dia libero arbitrio all'ignoto che trasuda ovunque. Konami creava il gioco tastando il polso dell'adolescente tipo, quello da sala per intederci, che adorava i mostri e i goblin e che ancora oggi non osa disfarsene. Ci piaceva Castlevania perchè era bello giocarci di notte, nella propria stanza, e lasciarsi cadere nel baratro di quell'inesorabile meccanismo, che vedeva noi lì a sparare frustate e pugnali, livello dopo livello. Ancora adesso ritorniamo con gaudio a quel sentiero giocoso fortemente arcade che vuole il nostro eroe ciondolare in un paesaggio a scrolling orizzontale, combattere nemici spettrali, raccogliere cuoricini e cosce di pollo energetiche. Era altresì possibile acquisire armi supplementari, che era buona regola preservare e utilizzare negli scontri con i boss. Tutto qui. Con soli due tasti si faceva tutto ciò con disinvoltura, senza ricadere in situazioni noiose e con il vivo e incalzante ritmo platformista che suggeriva un gameplay ricco, affascinante. Castlevania è un affresco. Ne prendiamo atto scorgendo il carattere scenografico della avventura, seguendo determinati percorsi spirituali, scegliendo il videogioco quale nostra unica guida verso il gotico bidimensionale. Sugli 8 bit della console Nintendo non pensiamo si potesse esordire con maggiore potenza visiva. Il comparto grafico visualizza uno sfondo raffinato, con strutture altamente evocative e un carattere cromatico tenebroso, grigiastro. Lo scrolling si mantiene a velocità costante anche nelle situazioni di affollamento, mentre le caratterizzazioni catturano completamente la scena. Vedremo lupi mannari, fantasmi, pipistrelli, zombies e tutto un bestiario preso dalle fiabe nere stabilire un contrasto visionario con la eccellente interattività platformista. La atmosfera ci coglie nell'inconscio, nel castello diroccato che appare nel fondale o nella claustrofobia del maniero del conte, nelle segrete, nella spettrale glorificazione del nulla, di una realtà irreale che stimola il nostro spirito avventuriero. E le musiche, in tutto ciò, non faranno che innalzare una esperienza di gioco di per sè già straordinaria. La colonna sonora, suonata con l'organo, supera i limiti intrinseci del processore del Nes per apparire quale suprema estrinsecazione acustica di un universo decadente, con picchi di alto romanticismo e sconfinamenti nello stoner di un pianoforte immerso nella solituidine di un medioevo fiabesco, incantato, meraviglioso. Non pensiamo di dovere aggiungere altro: il Castlevania di Konami è alla origine dell'horror in due dimensioni e al principio dei nostri "incubi" videoludici.
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PRO |
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Concetto ludico inesorabile |
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Concetto grafico trascendente |
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Concetto sonoro idilliaco |
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CONTRO |
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Nulla da segnalare |
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