COBRA TRIANGLE

cobracover.jpg (27130 bytes)Rare e Nintendo. Un'accoppiata spesso vincente, sin dai tempi ormai remoti del NES. E' infatti il 1988 l'anno di uscita di Cobra Triangle, originale sparatutto alla guida di un motoscafo degno di James Bond. A gran sorpresa per i tempi, si tratta di un titolo tridimensionale: lo sfruttamento dell'isometria propone una visuale sempre al centro dell'azione, con ampia libertà di movimento. Ma quel che impressionava maggiormente era la velocità e la fluidità di scorrimento dello schermo. Premendo il tasto B, vedremo il nostro mezzo nautico saettare sull'acqua, rimbalzando sulla superficie alla massima velocità, mentre saremo impegnati ad evitare gli attacchi avversari provenienti da ogni direzione, anche da terra e aria. Premendo invece il tasto A risponderemo agli attacchi, dapprima con un singolo colpo, ma successivamente con raffiche multiple e missili a ricerca.

E' quindi possibile potenziare il nostro motoscafo, in maniera del tutto simile a quanto accadeva in Gradius. Distruggendo determinate imbarcazioni nemiche otterremo dei power-up che andranno ad aumentare di uno o due punti una barra sottostante che definiremo "potenziometro". Tramite la pressione del tasto SELECT si potrà decidere se effettuare un upgrade istantaneo in termini di velocità, numero di missili o potenza di fuoco. Se poi faremo in modo di accedere all'ultimo slot del potenziometro avremo la facoltà di essere invulnerabili per un breve periodo di tempo. Cosa pressoché inutile nei primi livelli, ma assolutamente irrinunciabile nel proseguo di gioco. Cobra Triangle dispone infatti di una certa varietà di obiettivi da completare. Se nelle prime missioni prenderemo confidenza con i controlli, presto ci si troverà a risalire corsi d'acqua controcorrente e pullulanti di iceberg pronti ad emergere a tradimento sotto lo scafo. Senza contare i lanciamissili sulle sponde, i frequenti attacchi aerei, i vortici semoventi, il tempo limite: raggiungere il traguardo in fase avanzata avrà sempre un che di miracolistico.

La morte poi ci attende sadica quando ci toccherà saltare varie cascate di fila con l'ausilio di una pedana, talora al centro, altre volte spostata, se non addirittura mobile. Meno male che per rilassarci troveremo missioni decisamente più fattibili, come proteggere dei bagnanti da continui rapimenti, oppure rubare le mine da un box avversario per farle esplodere all'altro estremo del laghetto. In più dei percorsi bonus di tiro a segno (i punti sono essenziali per i guadagnare vite extra) e di raccolta power-up permettono di affrontare il livello successivo con meno timore.
Benché appunto vi siano varie tipologie di missioni, in verità esse saranno ripetute a rotazione con un grado di difficoltà sempre più elevato, rasente l'impossibile. Le sfide coi boss sono un discorso a parte; quasi un terno al lotto nella loro relativa fragilità unita a un estremo potere d'attacco. Lì c'è solo da sparare come i forsennati e pregare il cielo di non incrociare qualche propaggine di serpente marino, di granchio gigante o, come nel venticinquesimo ed ultimo stage, le fauci di uno squalo bianco capace di inghiottirci in un colpo solo. Sia maledetto Steven Spielberg. Con due crediti a disposizione per terminare una partita giocabile esclusivamente tutta d'un fiato, Cobra Triangle non fa mistero di essere uno shooter dinamico e bastardo quanto basta per mettere in crisi l'hardcore gamer. O per fare la gioia dei videogiocatori masochisti. Che dire, erano altri tempi. Rare sapeva che chi comprava Cobra Triangle lo avrebbe giocato sino alla nausea, e che chi fosse riuscito a finirlo si sarebbe sentito un dio. Per cui presumiamo che Rare sia radicalmente a favore del monoteismo.

 

 

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PRO

Veloce e potente

Tecnicamente ben realizzato

Ottima colonna sonora

CONTRO

Difficoltà quasi sadica

                    
                    

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Note di produzione