COBRA
TRIANGLE Rare
e Nintendo. Un'accoppiata spesso vincente, sin dai tempi ormai remoti del NES. E' infatti
il 1988 l'anno di uscita di Cobra Triangle, originale sparatutto alla
guida di un motoscafo degno di James Bond. A gran sorpresa per i tempi, si tratta di un
titolo tridimensionale: lo sfruttamento dell'isometria propone una visuale sempre al
centro dell'azione, con ampia libertà di movimento. Ma quel che impressionava
maggiormente era la velocità e la fluidità di scorrimento dello schermo. Premendo il
tasto B, vedremo il nostro mezzo nautico saettare sull'acqua, rimbalzando sulla superficie
alla massima velocità, mentre saremo impegnati ad evitare gli attacchi avversari
provenienti da ogni direzione, anche da terra e aria. Premendo invece il tasto A
risponderemo agli attacchi, dapprima con un singolo colpo, ma successivamente con raffiche
multiple e missili a ricerca.E' quindi possibile potenziare il nostro motoscafo, in maniera del tutto simile a quanto accadeva in Gradius. Distruggendo determinate imbarcazioni nemiche otterremo dei power-up che andranno ad aumentare di uno o due punti una barra sottostante che definiremo "potenziometro". Tramite la pressione del tasto SELECT si potrà decidere se effettuare un upgrade istantaneo in termini di velocità, numero di missili o potenza di fuoco. Se poi faremo in modo di accedere all'ultimo slot del potenziometro avremo la facoltà di essere invulnerabili per un breve periodo di tempo. Cosa pressoché inutile nei primi livelli, ma assolutamente irrinunciabile nel proseguo di gioco. Cobra Triangle dispone infatti di una certa varietà di obiettivi da completare. Se nelle prime missioni prenderemo confidenza con i controlli, presto ci si troverà a risalire corsi d'acqua controcorrente e pullulanti di iceberg pronti ad emergere a tradimento sotto lo scafo. Senza contare i lanciamissili sulle sponde, i frequenti attacchi aerei, i vortici semoventi, il tempo limite: raggiungere il traguardo in fase avanzata avrà sempre un che di miracolistico. La morte poi ci attende sadica quando ci toccherà saltare
varie cascate di fila con l'ausilio di una pedana, talora al centro, altre volte spostata,
se non addirittura mobile. Meno male che per rilassarci troveremo missioni decisamente
più fattibili, come proteggere dei bagnanti da continui rapimenti, oppure rubare le mine
da un box avversario per farle esplodere all'altro estremo del laghetto. In più dei
percorsi bonus di tiro a segno (i punti sono essenziali per i guadagnare vite extra) e di
raccolta power-up permettono di affrontare il livello successivo con meno timore.
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PRO |
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Veloce e potente |
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Tecnicamente ben realizzato |
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Ottima colonna sonora |
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CONTRO |
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Difficoltà quasi sadica |
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