FINAL FANTASY III

ff3cover2.JPG (14364 bytes)"Il destino dei quattro orfani seguirà quello del cristallo risucchiato dalla terra". Queste furono le parole del Gurgan, che nel profetizzare un oscuro futuro per l'umanità disse anche che, grazie ai quattro eroi, si sarebbe rivista la luce. Intanto siamo nel villaggio di Ur, luogo in cui Topapa, il prete, si era preso cura dei quattro orfanelli. Ma ormai il tempo di agire era giunto, e spinti da un'aura misteriosa i nostri si incamminano per luoghi inprecisati con l'intento di scoprire le radici del male e con esse il mistero del cristallo. In Final Fantasy III la storia è meno affascinante di quanto si potesse sperare, in effetti, ma la avventura fantastica resta gradevole nonostante la scarsa originalità del contesto. Il mestiere di Squaresoft, dopo il successo del predecessore, insiste nella proposizione del combattimento a turni, ma sarà l'ultima volta visto che dal quarto capitolo si passerà all'Active Time Battle.

Questo terzo capitolo della saga non offre molto in termini di novità strutturali. Forse per via del passaggio di piattaforma imminente, che avrebbe visto l'abbandono del Nes a favore del neonato Super Famicom, Squaresoft si limitò a riciclare ciò che di buono era stato prodotto in Final Fantasy II senza provvedere a un reale rimescolamento delle meccaniche collaudate. L'unica novità nell'ambito del combattimento a turni sta in un certo snellimento dell'interfaccia, che una volta sconfitto un nemico passa automaticamente al personaggio successivo, evitando che lo stesso sferri un fendente verso uno spazio vuoto (ciò che, sistematicamente, accadeva nei precedenti due episodi). Ciò sta a significare che la frustrazione dovuta agli agguati casuali sia meglio digeribile e che la durata complessiva dei turni si accorci offrendo migliore frenesia (se di frenesia si può parlare parlando di turni). Sta di fatto che la mappa di gioco è più estesa, offrendo innumerevoli villaggi da esplorare e una serie imprecisata di oggetti da raccogliere. Su questi ulitmi si potrà giostrare con maggiore varietà, ma è un fatto sintomatico dell'incremento di numero degli stessi, e non una vera novità introdotta nel sistema di gioco. Ciò che infastidisce maggiormente durante la espolorazione è il fatto di doversi sobbarcare, nel caso si decida di tornare sui propri passi, gli stessi combattimenti che ci si è lasciati alle spalle. Insomma la marmaglia si rigenera e la frustrazione si impenna....

Per quanto la avventura resti ad alto intrattenimento ludico e il misticismo delle ambientazioni porti a una fisiologica immersione nelle vicende, le novità apportate non sono tali da innalzare il terzo episodio della saga alla eccellenza dei suoi predecessori. La grafica è rimasta praticamente la stessa del secondo episodio, con nessun miglioramento di rilievo sia nella caratterizzazione degli sprites che nella costruzione bidimensionale delle strutture. In alcuni casi si ha una spiacevole sensazione di deja vu, e soprattutto nei villaggi accade che vi siano zone estratte quasi del tutto da Final Fantasy II. Dove questo terzo episodio offre il meglio di sè è nella realizzazione sonora a opera di Nobou Uematsu, che sull'onda della sua evoluzione stilistica propone una colonna sonora veramente incisiva, incalzante, preziosa negli intermezzi a turni e addirittura magnifica nella spaziosità degli ambienti. Purtroppo, e ancora una volta, Squaresoft decise di non pubblicare il titolo in occidente, che si vide privato anche della continuità filologica della saga visto che il quarto episodio (uscito per Super Nintendo) sarebbe stato intitolato Final Fantasy II...Interviene a questo punto il fattore emulazione con tanto di rom tradotta in italiano, che francamente ci sentiamo di consigliare a chi, pur possedendo il gioco in versione originale, non avesse appreso pienamente la trama e gli intrecci che ne derivano. Dopotutto Final Fantasy III è ancora pregno di quell'irresistibile spirito cavalleresco che ti tiene incollato allo schermo pur con tutti i limiti che oggi possono venir fuori. La ampiezza complessiva della mappa garantisce inoltre una cormposa longevità, che coadiuvata alla effettiva complessità delle meccaniche finisce per essere garante di una esperienza videoludica completa. Non è un capolavoro, e questo è pacifico, ma non significa che non debba piacervi. 

 

 

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PRO

Solida struttura ruolista

Sontuosa colonna sonora

                

CONTRO

Scarsa innovazione strutturale

Grafica identica al predecessore

                     

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Note di produzione