FINAL
FANTASY II Il mondo è alla deriva. Caos e distruzione sono seguiti all'attacco sferrato
dall'impero di Paramekian, e i Cavalieri Neri si apprestano al loro obiettivo ultimo:
estinguere la razza umana. Anche Phin, il villaggio dei quattro leggendari eroi, è stato
preso d'assedio e completamente raso al suolo. Naturalmente i nostri beniamini sono
riusciti a mettersi in salvo e ragguingere la via per Altea, ma un agguato renderà la
compagnia orfana di un membro, che nella confusione generale si è perso nella foresta. Final
Fantasy II comincia qui, nel tipico scenario che vede il bene contrapposto alle
forze del male e la innocenza di quattro ragazzini quale ultima speranza per la salvezza
dell'umanità. Rispetto al predecessore, uscito un anno prima, viene rimossa la
possibilità di selezionare la classe dei personaggi, che viene adesso approntata
direttamente, e in modo casuale, dalla cpu.
Diciamo che la struttura generale del gioco è rimasta
invariata, con i combattimenti a turni e la possibilità di sferrare magie di svariata
natura contro tutti i nemici. Ma qualcosa è cambiato nella gestione del passaggio di
livello dei personaggi, considerato che adesso la evoluzione delle caratteristiche di
ognuno dipenderà direttamente dal suo comportamento in battaglia. Ad esempio se
saremo in punto di morte, con l'energia al limite, i punti difesa aumenteranno
proporzionalmente, e lo stesso discorso vale quando saremo soggiogati da un incantesimo,
con i magic points che si auto-incrementano finendo per rendere l'esito degli
scontri sempre imprevedibile. Ogni arma a disposizione potrà altresì essere utilizzata
in qualsiasi momento, e in quanto a potenza vale sempre la classificazione decimale del
predecessore. Una spada livello nove otterrà nove hits. Una a livello sedici potrà
annientare un Drago in un solo colpo. Chiarito ciò si sappia che alla nostra compagnia,
lungo il travagliato cammino, si uniranno ulteriori personaggi, tra cui ricordiamo un
bizzarro pirata e addirittura un drago in carne e squame. Grande risonanza è data alla
storia, che si muoverà attraverso una buona introspezione dei personaggi e vicende di
eroi semplici, a cui il destino ha riservato un fardello più grande di loro. Rileviamo,
in questo secondo capitolo, la prima apparizione ufficiale del Chocobo,
animaletto che sarebbe apparso in tutti i successivi episodi della saga riscuotendo ampi
consensi di pubblico.
Final Fantasy II non fu mai adattato per i
mercati occidentali. Recentemente Square ha cercato di rimediare proponendo delle
collection in formato Playstation che racchiudono, tra gli altri, gli episodi mai apparsi
in USA. Ma ormai il danno era già stato fatto, e se si vuole godere della grafica
originale con annessa traduzione è lecito, per una volta, indirizzarsi verso
l'emulazione. Tanto più che il lavoro di traslazione dal giapponese può dirsi
complessivamente molto riuscito, e se pensiamo che il tutto è stato portato avanti da un
gruppo di "amatori" c'è da togliersi tanto di cappello. Nulla da dire sul
comparto grafico/estetico/iconografico, che se si esclude qualche rallentamento è diretta
e decisa evoluzione del primo episodio sia nel perfezionamento del character design
(minimo, ma evidente comunque), che nella raffinazione delle strutture interne ed esterne.
Il disegno degli sprites nemici si impreziosisce di ottime soluzioni visive et cromatiche,
offrendo un bestiario ancora più eterogeneo nonostante la chiara reminiscenza
caratteriale. E pur nei limiti del chip sonoro del Nes, anche le musiche si distinguono
per la loro naturale predisposizione acustica rinascimentale, con picchi di drammaticità
negli scontri con i boss (per ogni mostro vi è un tema apposito) e sprazzi di leggenda
nel tema del Chocobo, che sarebbe diventato una costante della colonna sonora di Final
Fantasy. Così tutto torna. Tornano i caratteri ruolistici che hanno segnato con gli anni
la storia del Nes e del Super Nes. Tornanno gli stimoli ludici che realizzano una naturale
immedesimazione alla storia narrata, senza mai scadere nella banalità. Tornano tutti
quegli stereotipi che, forse anche superati, forse anche intrisi di una bidimensione oggi
poco accattivante, realizzano ancora quel tocco magico e fantastico di un mondo
intramontabile. E questo che siate o meno estimatori del gioco di ruolo targato Square.
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