ICE
CLIMBER Smanettando con
questo giochino Nintendo vengono a mente i grandi classici della Taito. Un vanto se
pensiamo alla data di realizzazione di codesto Ice Climber (1984), prima
che titoli quali Bubble Bobble e Don Doko Don spopolassero nelle sale
giochi di mezzo mondo. Naturalmente la matematica e soppesata strutturazione a quadri non
è ancora assurta a quello status inarrivabile degli sparabolle, ma diciamo che
quello Nintendo è un primo passo verso il perfezionamento dell'arcade di reminiscenza
elementare. Ice Climber è un titolo di passaggio non strettamente legato alle strategie
di produzione Nintendo del periodo, e quasi propenso alla sperimentazione di un genere
parallelo al platform tradizionale. Perchè se il passaggio di livello era inteso come
successione verso uno dei lati dello schermo, adesso bisognava scalare una specie di torre
fino al culmine finale (il livello bonus). L'ambientazione resta in ogni caso piuttosto
desolata, monocromatica, senza alcun cambiamento grafico tra un livello e l'altro. Una
pecca alla fine non trascurabile.
La schermata iniziale scopre la possibilità di gioco in doppio (importante perchè è la modalità più divertente) con punteggi alla mano per confrontare i progressi a fine partita. Null'altro sul fronte opzioni quindi la partita comincia subito. E ci si accorge di una panoramica abbastanza intuitiva, secondo cui l'omino principale dovrà abbattere i nemici con un martello e farsi largo, con lo stesso, spaccando le pareti superiori del quadro. Nemici che in simbiosi con l'ambientazione "ghiacciosa" si concretizzeranno in una sorta di grizzly o uomo delle nevi in miniatura, e uccellacci vari. Non ci è parso di riscontrare ulteriore faunistica, e quì arriviamo a uno dei difetti del gioco: la varietà. Ice Climber è sempre uguale a sè stesso sia nella meccanica che nella architettura dei livelli. Non capiterà mai di affrontare nemici che non siano gli stessi del primo quadro, e questo imprimerà al titolo una indolenza perpetua a cui sarà difficile fuggire. Ludicamente non si è su livelli insoluti, essendovi un concept abbastanza intuitivo, e tuttavia dopo una manciata di partite lo spettro della monotonia comincia a prendere il sopravvento su tutto il resto. Se poi la volontà di non abbandonare il titolo da subito prendesse momentanemante il sopravvento, sarà la elevata (eccessiva) difficoltà dei livelli avanzati a scoraggiare anche il più stoico dei videogiocatori. Il fatto è che Ice Climber sembra più pensato per rinfoltire il parco software del Nes, anzichè provvedere a rinforzarlo con una solida base ludica. E invece ci ritroviamo con un titolo completo a metà e idealmente potenziale. Con l'intento di puntare tutto sulla istintività, Nintendo trascurò notevolmente la longevità globale e il livello di difficoltà generale. Così se alle prime battute il giochino risuterà sin troppo semplicistico, proseguendo oltre il decimo livello si avvertirà un eccessivo scarto fisiologico degli elementi accessori. Le nuvolette che dovrebbero sorreggere il protagonista cominciano a ondulare con eccessiva velocità, concedendo al titolo una schizofrenia per cui, ne siamo certi, non è stato concepito. Quello che avrebbe potuto essere un titolo divertente diviene una scalata per certi versi irritante, non sorretta da un level design all'altezza. L'inadeguatezza del comparto estetico assume a questo punto un ruolo cruciale, divenendo il veicolo di una monocromia ludica e allo stesso tempo visiva. Non basta la modalità per due giocatori, a nostro avviso, a risollevare le sorti del gioco, e neppure le musichette carine di interludio. Ma non siamo dinnanzi a un fallimento. Nel 1984 Nintendo non si era ancora evoluta verso quelle meccaniche di gioco assolutamente perfette rese in Super Mario Bros., e dopotutto la schiera di videoplayers non era sufficientemente smaliziata per giudicare severamente un giochino dalle apparenze amichevoli. E' difficile giudicare Ice Climber nei nostri giorni perchè, in fin dei conti, potrebbe avere influenzato una corrente di "nuovi" platform games a successione pur senza esaltare in quella che era l'arma migliore della Nintendo: la giocabilità.
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PRO |
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Sulle prime divertente |
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Modalità per due giocatori |
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CONTRO |
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Sistema di gioco ripetitivo |
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Graficamente monotono |
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Livello di difficoltà mal calibrato |