NINJA
JAJAMARU-KUN Quando Ninjakun è in ferie tocca al fratello Jajamaru occuparsi di rapimenti e
generici atti di eroismo. Ninja Jajamaru-kun è uno spinoff. Sfruttando
l'entusiasmo crescente verso la ottima conversione Nes di Ninjakun Majou No
Bouken, Jaleco sfornò questo episodio inedito del ninja rosso in esclusiva per
l'otto bit della Nintendo. Siamo nel 1985. La principessa Sakura è stata rapita dal
cattivissimo Damazu-Dayuu e sarai tu, giovane Jajamaru, a doverla liberare in nome
dell'imperatore. Saltando e correndo, naturalmente. La struttura di Ninjakun
resta grossomodo la stessa, con qualche variante sul gameplay e i nemici nuovi, ma Jaleco
si guarda bene dallo stravolgere i meccanismi collaudati del referente in arcade. Quindi
il sistema di controllo non muta, e perfino le collisioni con i nemici sembrano copiate e
incollate dal coin-op. Di novità interessanti ve ne sono, in ogni caso.
Sebbene la disposizione dei quadri si presenti ancora in verticale, adesso il raggiungimento della piattaforma superiore sarà vincolato all'abbattimento di appositi muri-barriera. Elemento di novità che cambia abbastanza radicalmente i tempi di gioco e le strategie di attacco del nemico. Inoltre codeste barriere possono nascondere svariati power-up utilizzabili per inibire i pupazzi cattivi, che qui risultano anche più astuti delle controparti arcade. Potremo acquisire una carta magica in grado di velocizzare la deambulazione di Jajamaru e di renderlo al contempo invulnerabile, una pozione che trasforma il ninja in fantasma e una sfera anabolizzante che va a potenziarne velocità e salto. Centrandole tutte e tre simultaneamente si ottiene Gamapa-kun, una rana gigante con cui fare piazza pulita di tutto e di tutti. Ulteriori oggetti di pubblica utilità risultano le vite extra (una rarità) e le monetine del punteggio. Il lavoro di variazione proffeto da Jaleco è indubbiamente apprezzabile: la principessa Sakura, che appare rinchiusa nella parte superiore dello schermo, lascia cadere tre petali che, una volta acchiappati, sbloccano un livello bonus in cui Damazu ci lancia delle palle di fuoco. Se usciremo indenni dal minigioco, riuscendo ad abbattere il mostro, ci verranno rilasciati dei punti extra ultili all'ottenimento di vite aggiuntive. In caso contrario balzeremo direttamente al livello successivo. Certo, l'introduzione degli oggetti e dei sottolivelli, questi ultimi già presenti in Ninjakun, non muta le dinamiche collaudate da UPL un anno prima. Ma il titolo è programmato bene. I potenziamenti vengono aggiunti in funzione del nuovo livello di difficoltà, oggettivamente più alto, allorchè seguiremo la logica della acquisizione preventiva. E' pressochè impossibile proseguire nel gioco senza prima munirsi di abilità supplementari, anche in virtù del limitato tempo a disposizione per ogni quadro. La giocabilità è antica ma funzionante. Appresi i movimenti essenziali, che in parte sono eredità del "predecessore", ci si muoverà per intuito platformista e si parteciperà di una sfida dai riusciti contorni super deformed. Purtoppo la limitata varietà grafico-strutturale di Ninjakun viene qui riproposta in blocco. Il gameplay si alternerà tra cimiteri e interni di un castello, cambiando giusto i registri cromatici degli sfondi. Gli unici elementi scenografici oggeto di ricambio sono i nemici, sempre nuovi di livello in livello e, dobbiamo dire, piuttosto riusciti. Tra fantasmi e scheletri viventi ci si ritroverà ad apprezzare il character design ostentato dai grafici Jaleco, malgrado la semplicità delle animazioni e uno scrolling alquanto incerto. Diciamo che tecnicamente si sarebbe potuto osare di più, soprattutto se raffrontiamo Jajamaru con Ninjakun versione Nes, con quest'ultima che si mantiene una spanna sopra. Il sonoro è da Nes: musichette spettroidi minimaliste, ma non disturbanti, ed effetti singoli che fanno tenerezza. Un buon titolo. Non buonissimo, ma di certo dignitoso nell'offrire una esperienza a piattaforme inusuale e per certi versi innovativa. Sempre che non si guardi al titolo a cui si ispira. Infine lasciateci approvare l'inserimento della opera Jaleco nella lista dei titoli scaricabili su Wii (Virtual Console, costo sei euro). Data la scarsa reperibilità del gioco, che a quei tempi non uscì mai dal Giappone, scaricarlo è un atto dovuto.
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PRO |
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Struttura di gioco semplice, ma |
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articolata |
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Ottime caratterizzazioni |
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CONTRO |
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Tecnicamente migliorabile |
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