CHOU JIKUU
YOUSAI MACROSS Sono praticamente cresciuto con la saga di
Macross, in quel periodo in cui i cartoni giapponesi venivano importati in massa nel
nostro continente. Ne ero rimasto affascinato e ancora oggi, con la ripubblicazione in DVD
della prima serie, tutta la sapienza artistica di Haruhiko Mikimoto crea
un varco tra le serie robotiche dei primi anni '80 e le pataccose produzioni del mercato
domestico odierno. Ed è stata questa mia ammirazione verso Macross a spingermi verso la
recensione di un titolo non troppo conosciuto qui da noi, se non altro perchè non è mai
stato tradotto per i mercati americani o europei. Ma possiamo dire che non sia stata una
scelta sbagliata, per una volta, considerata una qualità globale del titolo ai minimi
storici. Una operazione commerciale: ecco l'unica definizione possibile per la versione
videoludica del capolavoro animato della Bandai, con tutte le conseguenze del caso.
Se il titolo ottenne o meno il (non) meritato successo è una questione che non ci riguarda. Cerchiamo così di sviscerare gli unici aspetti positivi di un videogioco scarno e deficitario un po' su tutti i fronti. Chessò, potremmo citare la triplice trasformazione della astronave in una sequenza abbastanza spettacolosa, oppure la velocità dello scrolling o ancora il ritmo frenetico. E ci fermeremmo quì perchè tutto il resto si rivela essere oggettivamente trascurabile. Ma per onorare la recensione vedremo di analizzare le lacune una per una, cominciando ad esempio dagli sfondi praticamente inesistenti. Il reparto sviluppo di Namco realizzò una sorta di sfondo unico nero con delle esplosioni in lontananza (che vorrebbero simulare una battaglia in corso che non ottiene plausibilità) che si ripete all'infinito con delle minime varianti nel settore avanzato. La velocità con cui tutto si svolge non è altro che conseguenza della scarna struttura grafica, e vista la mancanza di peso computazionale non pensiamo sia attribuibile alla bravura dei programmatori. Neanche il reparto musicale riesce a conferire atmosfera agli ambienti grazie alla sua totale anonimia, con un tema che si ripete incessante e che tortura il nostro apparato uditivo. E non finisce quì perchè se vi avessero introdotto qualche schermata di intermezzo, magari realizzata direttamente da Haruhiko Mikimoto sarei stato propenso a una sufficienza di merito, ma niente da fare. Il reale motivo che mi ha spinto alla recensione del titolo è stato quello della analisi di un fenomeno censurabile. Il fenomeno delle licenze da cartoni animanti (o meglio ancora anime) che praticamente mai ha dato vita a un capolavoro dei generi e che troppo spesso della opera corrispondente portava solo il nome. Sono veramente rari i casi in cui a una produzione animata di alto livello corrispondesse un videogioco di altrettanto valore (al momento mi vengono in mente Hokuto No Ken per Megadrive e Dragon Ball Z 2 per Super Famicom) nonostante le smisurate possibilità economiche di Bandai, nel caso specifico, e di quasi tutte le rimanenti case di produzione. Per non deludere eccessivamente i fan della saga posso solo citare una giocabilità non del tutto da buttare, e ciò significa che un paio di partitelle potreste anche reggerle. Ma è la dannata monotonia a non lasciare spunti di interesse verso questa licenza che di buono produce la sola splendida immagine di copertina. Sono comunque convinto che non siano righe sprecate, perchè se mai vi capitasse a tiro una di queste versioni elettroniche di Macross forse rammentereste il consiglio, prodotto sul momento, di lasciare perdere a priori e di cercarvi qualche bella immagine del cartone sulla rete da utilizzare come tema del desktop. Ricapitolando: grafica oscena, sonoro orribile, giocabilità appena mediocre e appetibilità elevatissima grazie alla splendida immagine di copertina. Abbiamo tralasciato il fattore longevità perchè davvero non sussiste nel contesto di gioco, perchè sono convinto che accantonerete il tutto prima ancora che le tre vite standard saranno esaurite. In conclusione Chou Jikuu Yousai Macross non vale decisamente il vostro tempo nè la vostra curiosità di fan sfegatati della saga di Mikimoto, nonostante si sia occupato personalmente dell'artwork.
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PRO |
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Belle trasformazioni |
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CONTRO |
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Grafica oscena |
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| Sonoro orribile | |
| Giocabilità trascurabile |