METAL GEAR

metal-b.jpg (71295 bytes)Hanno di recente coniato uno di quei termini tanto cari ai redattori delle riviste cartacee perchè fa tendenza. Il termine in questione è lo stealth citato in ogni nuova edizione di Metal Gear Solid, tanto per amalgamarsi al sistema dei neologismi stilosi. Peggio ancora quando lo usano per esteso: tactical stealth action game, con annessa soddisfazione per aver prodotto il senso del gioco in una unica frase. Ma non è così. Non per Metal Gear perchè non si tratta di una nuova forma di divertimento bensì di una variante al gioco di azione puro, incentrato sul tatticismo di guerra e sulle strategie di guerriglia; reduce dalla esperienza su MSX Konami ritentava la via della azione belligerante attraverso un hardware forse più versatile e in grado di rendere ancora più credibili gli agguati, i combattimenti, i depistaggi della saga. A distanza di quindici anni dalla sua uscita per Nes il titolo si è evoluto sulle piattaforme di nuova generazione, acquisendo maggiore realismo grafico ma perdendosi nella ridondanza cronica di seguiti non sempre riusciti. Eccoci all'inizio della serie, proprio sulla console Nintendo, per accogliere lo stile visionario di Kojima.

Una visione spettacolosa che enfatizza sulle metodologie, sulla dinamica delle azioni spionistiche che, a ogni modo, abbracciano la violenza quale fine ultimo e risolutore. La genialità del concept stava nella possibilità di utilizzare svariate armi e moltissimi oggetti allo scopo di infiltrazione, per rendere così "totale" la immersione negli ambienti ostili ed enfatizzare sulla figura del marine invincibile. Icona immortale le sigarette in dotazione a inizio gioco, che potranno essere utilizzate per qualcosa che non vi sveliamo per non rovinarvi la sorpresa. Dal punto di vista della longevità non c'è dubbio che Metal Gear duri più di quanto si possa immaginare, tenendo conto che si tratta di una produzione a 8 bit, ma se è per questo il tema adulto affrontato è ancora più sorprendente. Peccato per una traduzione dal giapponese che lascia in più punti a desiderare, con alcuni errori di traslazione veramente raccapriccianti, tanto che in alcuni casi il nesso stesso delle vicende ne sia trasfigurato. Un limite marginale se inquadrato al cospetto della brillante giocabilità, ma evitabile con un migliore e più rispettoso adattamento, che evidentemente la Ultra Games non poteva concedersi. Resta il gioco, e con esso la duttilità di Konami nel sapersi districare in qualsiasi tipologia videoludica, sia essa di impronta arcade che di proposizione strategica. Metal Gear possiede di arcade l'approccio con il nemico e di strategico la intelligenza con cui produrre gli attacchi e gli eventuali diversivi.

Sulla tecnica di realizzazione dobbiamo inchinarci senza troppe riserve. I programmatori realizzarono degli ambienti dal dettaglio allarmante, con un coefficiente interattivo elevatissimo e una interfaccia di gioco semplice e funzionale. Le ambientazioni, prettamente esotiche, rivelano una certa attenzione nel definire il dettaglio delle costruzioni, compresi i mezzi pesanti quali carri armati e jeep militari. Metal Gear  produce una visualizzazione parzialmente plausbile delle strategie militariste, con cui ritrovarsi nella velocità estrema della azione, nelle animazioni convincenti e nella caratterizzazione fascinosa dei nemici. Forse alcune locazioni avrebbero meritato un dettaglio maggiore, ma è una pecca trascurabile se si considera l'immenso lavoro estetico sviluppato dietro una minuscola cartuccia a otto bit. Il sonoro si attesta sui livelli della grafica, con picchi di eccelsa musicalità e rigore sugli effetti, che non risultano mai fuori luogo per quanto semplicistici. Un deciso apprezzamento va rivolto alla cover della edizione americana, per una volta decisamente in linea con le vicende trattate nel videogioco e rispettosa del character design originale. Resta il rammarico per una pessima traduzione dei testi dal giapponese, problema che tuttora Konami non riesce a marginare alla luce delle sue più recenti produzioni. E' nostra opinione che malgrado gli esiti di traduzione il titolo possa essere pienamente apprezzato e portato a termine con appagamento.

 

 

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PRO

Longevo, giocabile, divertente

Sapiente realizzazione grafica

Sonoro sopra la media

CONTRO

Oscena traduzione dal giapponese

                         
                        

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Note di produzione