MOON CRYSTAL

cvania.jpg (15999 bytes)Nel 1992 il Famicom aveva tecnicamente esaurito il suo ciclo vitale, ma nonostante ciò di tanto in tanto poteva permettersi il lusso di qualche accanimento terapeutico, come nel caso di Moon Crystal. Questo platform di concezione arcade ad opera di Hect riesce a buttare all’interno di un contesto estetico-narrativo sfacciatamente anime una sfilza di elementi disparati (ed immediatamente riconoscibili) provenienti dai classici che segnarono la storia del videogioco a cavallo tra gli anni ’80 e ’90, come l’intera produzione action di Capcom o la serie di Castlevania. Ma pare che gli sviluppatori nipponici abbiano incluso tra le varie fonti di ispirazioni anche un punto di riferimento occidentale di indubbio fascino: dal principe di Persia l’eroe dai capelli verdastri eredita infatti non solo l’abilità di aggrapparsi alle estremità delle sporgenze, ma addirittura la ricchezza di fotogrammi nelle animazioni. E se una cosa del genere faceva scalpore su Amiga, figuramoci sul NES. Moon Crystal sa sorprendere il conoscitore videoludico fin da subito, all’udire un brano musicale flautato dall’atmosfera ricca, epica e sognante, nel vedere l’elegante sequenza di movimenti dello sprite principale e nel saggiare l’immediata sinergia tra giocatore e personaggio che si viene a creare grazie a una giocabilità da manuale.

Per non parlare del sottile godimento insito nell’ammirare in un livello successivo le nuvole che scorrono su strati di parallasse, sfizio esclusivo di chi ai tempi, diviso tra sala giochi e NES, non poteva fare altro che agognare simili artifici sul proprio sistema casalingo. Hector cura l’aspetto tecnico con grande professionalità, e senza minimamente tralasciare il gusto estetico. Non a caso il responsabile della regia di gioco ha curato anche il character design, e per tutta l’esperienza interattiva si ha la netta sensazione di giocare a un tie-in ispirato a qualche manga di successo. La resa cromatica e il dettaglio dei fondali si fondono in unicum armonico con i personaggi, il gameplay e l’atmosfera stessa, narrativamente rinforzata da sequenze di dialoghi e avvenimenti raccontati attraverso immagini parzialmente animate e testo scorrevole. Nonostante siano anch’esse decisamente curate, queste proto-cutscene non stupiranno in modo particolare, come del resto anche meccanica ludica e struttura dei livelli, il che avvicina Moon Crystal al rango di esercizio di stile e lo allontana dal titolo di capolavoro.

Un videogioco manierato dunque, che tuttavia riesce ad incantare con la sua leggiadria. Percorrendo i livelli ambientati ora in un bosco, ora in una cittadina, ora in un castello vampiresco o ancora a bordo di una nave pirata, l’epica spensieratezza di questa avventura non abbandona il giocatore, motivandolo ad impegnarsi per terminarla. Se infatti i primi due livelli si dimostrano delle allegre passeggiate che conducono a boss teneri come il burro, dal terzo livello in poi la musica cambia decisamente tono. Compaiono trappole e infidi meccanismi da superare, oltre a guardiani a dir poco coriacei: tra tutti quello finale, a cui fa seguito una difficilissima fuga a tempo di metroidiana memoria. Se la difficoltà si impenna, la tensione cresce e rischia di scoraggiare il giocatore, il quale ricorrerà presto o tardi ai salvataggi istantanei forniti dall’emulatore di turno nonostante i livelli siano solamente sei. La reperibilità della cartuccia è appunto scarsissima, per usare un eufemismo, ed è per puro caso che chi scrive ha scoperto il titolo in questione e ha deciso di testarne la rom, peraltro supportata da una traduzione amatoriale in lingua inglese (malauguratamente la versione americana venne cancellata) niente affatto imprescindibile ma che fa sempre piacere. A un passo dal dimenticatoio quindi, Moon Crystal va ricordato come uno tra i canti del cigno del NES a fianco di titoli come Kirby Adventure o Mr. Gimmick, forte di un comparto tecnico d’eccezione e di una percettibile fierezza infusa dall’Hect team, nonché dall’immaginario virtuale soggiacente.

 

 

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PRO

Tecnicamente al top

Fluido e giocabile

              

CONTRO

Frustrante in certi casi

Povero di innovazioni

                      

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