UFOURIA Ufouria. E che
sarebbe? Ma chi lo conosce? A prima vista potrebbe essere uno delle miriadi di Super Mario
taroccati che infestavano l'8 bit Nintendo verso la fine degli anni '80. Invece, a
guardarlo bene mentre lo si gioca, ci si accorge che l'elemento platform è solo un
pretesto per immergerci in un adventure bidimensionale dai tratti esplorativi ben
marcati. Il lettore potrebbe facilmente fraintendere il genere ludico giudicando
sommariamente le immagini, e in tal caso rimarrebbe stupefatto nell'apprendere che in
Ufouria non esistono livelli separati ma un unico grande mondo in cui poter girovagare, in
maniera simile a quanto accadeva in Metroid o in The Legend of Zelda. Lo
scopo del titolo Sunsoft consiste quindi nel venire a capo di questa bizzarra e simpatica
avventura, alla ricerca di eventi da attivare per sbloccare l'accesso a nuove aree
altrimenti irraggiungibili. Il tutto è comunque condito dai classici salti sopra ai
nemici, zompate su piattaforme a molla, combattimenti di boss e via dicendo.
Un buon equilibrio generale evita però di far apparire banale ciò che concerne da vicino
la sfera ludica: se all'inizio potremo impersonare soltanto Louie, un
personaggio morbidoso (ma caparbio), con l'avanzare del progresso di gioco si uniranno a
noi altri tre amici. Ogni membro dello strampalato quartetto possiede un attacco
secondario personalizzato, ma soprattutto delle abilità esclusive. Ad esempio solamente Shades,
il fantasmino cool, è in grado di effettuare salti planati, mentre per effettuare
l'attraversamento di distese ghiacciate senza imbarazzanti scivoloni è necessario
affidarsi a Freeon, possente rettilone rosso, lento ma coi piedi ben
ancorati al suolo. Tra l'altro sa pure nuotare a pelo d'acqua. Nel caso servisse indagare
sotto la superficie liquida invocheremo invece l'aiuto di Gil, un
verdissimo anfibio capace di immergersi senza problemi. I personaggi sono tranquillamente
interscambiabili in qualunque momento attraverso il menu inventario. Tutto ok, finora.
Sebbene per forza di cose il mondo di Ufouria non sia vastissimo, sono molti gli ostacoli
da dover aggirare; non sarebbe possibile terminarlo in quattro o cinque ore filate se non
lo si conoscesse a memoria.
Meno male che un sistema di password provvede a registrare
i progressi di gioco, anche se in caso di interruzione o di morte si dovrà riprendere la
partita dall'area iniziale. Sistema penoso e frustrante, ma che almeno funziona. Esiste un
altro neo ben marcato nella struttura di gioco rispetto alle sopraccitate avventure della
grande N: una volta finita l'avventura non rimane nient'altro da vedere, non è
contemplata la ricerca di aree segrete, power up nascosti et similia. Ogni oggetto
raccolto è fondamentalmente un oggetto chiave da recuperare obbligatoriamente. Non c'è
quindi nessuno stimolo particolare nell'iniziare una seconda partita, a meno che non ci si
entusiasmi nel risolvere gli eventi nel più breve tempo possibile.
Oltre a quanto detto sul sistema di gioco, si segnala un comparto tecnico decisamente
degno di nota, con sprites ben definiti (il gigantesco boss finale potrebbe aver fatto
invida perfino ai grafici Nintendo) e ambientazioni molto variegate, in grado di generare
una buona atmosfera. Merito anche delle musiche sempre gradevoli pur nella loro incalzante
ripetitività, con un ottimo gusto per la melodia.
Ufouria è senz'altro un esempio di microcosmo videoludico d'altri tempi, reso
possibile dallo sfruttamento totale dei microprocessori del NES unito alla elevata
conoscenza dell'hardware a disposizione nell'Anno Domini 1991. Un titolo da ricordare per
il suo animo dannatamente arguto, celato da un aspetto volutamente beota.
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