WAI WAI
WORLD Ancora prima che realizzasse il bizzarro Akumajou Special Konami aveva già intrapreso la strada
dell'horror umoristico con Wai Wai World. Azzeccando la formula, per
altro, giacchè il titolo è da considerarsi d'esempio per quella corrente videoludica che
si propone di parodizzare sul classico. Saremo "vittime" di una mistura di
atmosfere che spaziano dall'horror alla fantascienza, passando per il mitologico orientale
e il futurismo dei giorni nostri. Saremo letteralmente catapultati, tramite una macchina
inventata da uno scienziato pazzo, in diverse epoche storiche per affrontare una sequela
di insidie e un turbinio di mostri, spettri, cavalieri e samurai. Il mondo di Wai Wai
World è bizzarro e sconcertante allo stesso tempo riuscendo nell'impresa di racchiudere
gli elementi, sia fantastici che horroriferi, di una buona parte dei platform game
prodotti da Konami e non.
Malgrado la presenza del giapponese quale unica lingua utilizzata nei menu e nei sottogiochi la fruibilità di Wai Wai World appare sugli standard del platform di tipologia arcade. Perderemo il dettaglio della trama di gioco, ma saremo in grado di affrontare istintivamente una struttura a piattaforme davvero immediata: sei mondi selezionabili da subito, per uno o due giocatori in simultanea, e azione arcade a go go. I due personaggi inizialmente selezionabili avranno capacità ben distinte, cosichè il supererore maschio con tanto di mantello potrà sferrare pugni molto potenti e la pulzella, con tanto di abitino in stile wonder woman, scaglierà calcioni a più non posso. Davvero riuscita la caratterizzazione di entrambi, ma non saranno gli unici personaggi che dovremo impersonare in quanto ve ne saranno altri sbloccabili terminando determinati stage o sbloccando passaggi segreti con apposite chiavi. Ed è quì che il gioco dischiude le sue immense potenzialità ludiche, perchè i personaggi segreti saranno presi di peso dalle saghe videoludiche più importanti della Konami, e vi citiamo tanto per destare interesse un certo Castlevania (potremo impersonare nientemeno che Simon Belmont e affrontare Dracula in persona, e infine udire la musica dello stage finale di Castlevania durante lo scontro con l'occhio gigante), l'indimenticabile Goemon (Legend of the Mystical Ninja) e Gradius in un livello shoot'em up. Sarà dura completare tutti i livelli, forse per un livello di difficoltà un po' ostico, ma resta il fatto che ci siamo divertiti alla grande. Pur non eguagliando la classe pura di Castlevania la grafica di Wai Wai World risulta veramente ben riuscita. Per primo il dettaglio del fondale, colorato con una certa dovizia, espone una estetica ispirata ai classici del platoform game senza perdere una identità propria e uno stile multigenere devoto alla tradizione Konami. La grandezza degli sprites è notevole ma resta un fattore che, di fatto, non incide nè sulla fluidità delle animazioni nè sullo scrolling, decisamente privo di incertezze e perfetto anche con la presenza di mostri alti metà schermo. Molto buono l'utilizzo cromatico sia per gli sprites che per le strutture, intraviste secondo una logica estetica che ne esalta la polifunzionalità in modo che vi sia una logica artistica che prevale sugli intenti parodistici del genere. Avvertiremo il nonsense del gioco attraverso una visualizzazione grafica ipertrofica, che accenna alla esagerazione con nemici sì plausibili ma aventi una "coscienza" umoristica immediatamente riconoscibile. E restando in tema anche il sonoro estrinseca una trasfigurazione abbastanza marcata del "classico" Konami con irresistibili citazioni sulla colonna sonora di Castlevania e forzature di mestiere che rendono ogni accompagnamento molto orecchiabile e gradevole all'ascolto. Per quanto riguarda gli effetti siamo nella media delle produzioni similari, quindi senza infamia e senza lode pur con una varietà che in altre occasioni non abbiamo potuto rilevare. Avrete così intuito, a questo punto, che questo Wai Wai World sia un gioco da prendere in seria considerazione, sia a livello collezionistico con le sue citazioni e la presenza di Simon Belmont, sia dal punto di vista strettamente pratico con un divertimento che si mantiene elevato assicurando ottima longevità e grandi atmosfere.
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PRO |
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Ottima realizzazione tecnica |
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Sonoro di alto livello |
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Longevità estrema |
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CONTRO |
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Piuttosto difficile |
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