ZELDA II: THE ADVENTURE OF LINK

zelda2.jpg (12773 bytes)Per liberare Zelda dal lungo sonno il prode Link dovrà affrontare numerose insidie, viaggiare per lungo tempo e, come descritto nel prologo, vivere la sua più grande avventura. E il destino volle che la saga diventasse epopea dopo lunghi anni di ricerca infinita, con mille e mille avventure passate di console in console senza perdere la fantasia sfrenata degli ambienti illusori di Hyrule. Zelda II: The Adventure of LInk si ridesta dalle atmosfere del primo capitolo per addormentarsi in un sogno a occhi aperti: il gioco di ruolo d'azione comincia ad apparire in una cornice visiva più complessa, più estesa, meglio articolata. Nintendo operava una netta evoluzione rispetto al passato creando i presupposti per uno sviluppo narrativo fluviale e al contempo adulto, malgrado la apparenza prettamente fanciullesca delle ambientazioni. Scopriremo un luogo incantato in grado di soggiogare, di far riflettere, di far apparire il mondo sotto una nuova appendice fantastica e di ricrearlo secondo filosofie artistiche devote all'universo di Tolkien e a tutte le creature attigue.

L'avventura ruoterà attorno a due fasi principali: la ricerca e il combattimento. E' ovvio che durante la perlustrazione della mappa dovremo dialogare con un folto quantitativo di personaggi, ognuno potenzialmente in grado di fornirci preziosi aiuti o ancora rifornirci di energia. Sarà importante seguire i consigli dei saggi, che molto spesso ci indicheranno la via da seguire per la ricerca di preziosi oggetti utili al prosieguo. L'ampiezza della mappa di gioco farà si che la ricerca si sviluppi con le cadenze della avventura classica, valorizzando ogni singola scoperta per creare plausibilità e senso compiuto alle meccaniche di utilizzo. Zelda II è un gioco complesso ma allo stesso tempo avvincente, pregno di una azione che regge benissimo la fase avventurosa. E in tal senso la visuale orizzontale, in puro stile platform game (se si esclude l'approccio grafico della mappa) favorisce un apprendimento immediato, con le fasi attive perfettamente integrate a quelle da gioco di ruolo classico. Gli stadi del combattimento possono verificarsi sia durante la perlustrazione della mappa che nei quadri della fase orizzontale, procurando un buon livello di tensione sulla successione degli accadimenti. Sarà usuale incrociare nemici nelle foreste, o comunque nelle zone isolate che non seguono il sentiero principale, e non sempre potremo affrontarli con l'armamentario base. Esauriti i pugnali sarà impresa ardua venire a capo di eventuali imboscate, tanto che la cosa più saggia da farsi sarà la fuga verso un vicino villaggio.

Il concetto ludico di Zelda prescinde la grafica. Eppure nella sua semplicità ritroviamo un affresco medievale molto affascinante, disegnato secondo uno stile fiabesco dedito a una raffigurazione statica e poliforme. Non possiamo certo affermare di trovarci al paradigma estetico del genere, ma non è un caso che Nintendo faccia della semplicità il fulcro dei suoi obiettivi ludici. La semplicità grafica di Zelda ha un fine: il ritrovamento introspettivo di noi stessi. E il disegno si trasforma in concezione parallela al reale, visione di un qualcosa che si espande in maniera quantistica sulla scena di un ambiente cromatico, ascetico, contemplativo. Il mistero dell'universo e della sua esistenza trova riparo nella letteratura fantasy di strani posti dominati dalla magia, corrosi dal mistero di un irraggiungibile soggetto ludico. E così le musiche, rarefatte, che sfumano quasi a disperdersi nell'oblio dell'orizzonte insorgono in una apoteosi acustica visionaria, latente delle squadrate scenografie dell'ordito cavalleresco pur nella scarnificazione lampante degli effetti. Il tributo ultimo lo lasciamo in tal modo al mosaico concettuale che si ripristina nel commovente finale, quando ogni intreccio della odissea si ricongiunge al lieto fine immancabile e mentre il nostro pensiero vola verso le vicende trascorse assieme a Link. Ma non sarà ancora finita perchè avremo modo di ritornare in quelle sperdute e azzurre lande, perchè la saga produrrà nuovi eroi, nuove leggende, nuove avventure da vivere immersi in quella strana irrealtà.

 

 

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PRO

Grande atmosfera

Estrema longevità

Giocabilità immediata

CONTRO

Nulla da segnalare

                    
                          

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Note di produzione