ANOTHER CODE: Two Memories

anothercover2.jpg (20422 bytes)La rivoluzione del gioco portatile va ben oltre la semplice grafica. Avrete sentito o letto questa frase, messa giù in miliardi di modi diversi, in qualsiasi ambiente in cui si discuta di videogiochi. Ma per fare in modo che questa non rimanga una frase fine a se stessa, c'è bisogno di fatti concreti, e in un mondo particolare come quello dell'intrattenimento elettronico tali fatti prendono il nome di giochi. Another Code è uno di quei giochi che senza bisogno di immagine alcuna tende già a solleticare l'immaginario dei giocatori: un'avventura di stampo piuttosto classico, dallo stile di gioco simile a Broken Sword 3 o Escape From Monkey Island, ma con la sostanziale differenza del controllo tramite touch screen. Le prime immagini evidenziavano lo stile particolare, con lo schermo inferiore dedicato al controllo del personaggio e all'interazione con l'ambiente, in una visuale a volo d'uccello, e lo schermo superiore che rappresenta, con una grafica molto simile ad un fumetto, ciò che la protagonista si trova ad osservare in prima persona.

Detta protagonista altri non è che Ashley Mitzuki Robins, una ragazza che il giorno prima del suo quattordicesimo compleanno riceve una lettera di suo padre, che credeva morto assieme a sua madre undici anni prima, che la invita a recarsi sull'isola di Blood Edward, dove tutta la storia si svolgerà. Ashley si troverà presto sola nell'isola, e dovrà entrare nella magione degli Edward per scoprirne ogni segreto e ritrovare in questo modo il padre che credeva perduto. Per quasi tutta la durata della sua avventura il suo unico compagno sarà D, fantasma di un bambino deceduto diversi decenni prima che non ricorda assolutamente nulla della sua vita.
La trama non è forse un miracolo di sceneggiatura, ma non è affatto scontata e spesso vi troverete a chiedervi cose su D e sulla famiglia Edward che verranno rivelate solo più avanti. Inoltre, spiazzando molti giocatori, vengono trattati temi piuttosto maturi, cosa che da Nintendo sicuramente non tutti si aspettavano, e che risulta una piacevole sorpresa per quelli che erano stati fuorviati in questo senso dall'aspetto decisamente poco adulto della protagonista. Tornando al gioco in sè, sin dal principio, ossia sul battello che porta la nostra giovane eroina all'isola, si nota un'interfaccia di una comodità ed intuitività spaventosa.

Una volta effettuato l'attracco, ed acquisita quindi la possibilità di girare in lungo ed in largo l'isola, questa prima impressione viene confermata: è effettivamente possibile giocare il 99% dell'avventura utilizzando esclusivamente il pennino, anche se la massima goduria si ottiene combinando l'uso del touch screen a quello dei tasti. In questo caso il risultato è un sistema di controllo fluido come non se ne sono mai visti. La grafica che ci si presenta è stata anch'essa oggetto di discussioni, specie fra i detrattori del DS, che la consideravano grezza e poco attraente. Ebbene, dal punto di vista obiettivo del recensore, posso dire che la grafica consiste in un ambiente poligonale pulito, dettagliato e animato nello schermo inferiore, e in immagini statiche di ottima fattura in quello superiore, e nel complesso mi sento di giudicarla come un'ottima grafica senza particolari miracoli ma decisamente al di sopra degli standard per una console portatile. Dal punto di vista del sonoro c'è da dire che se da un lato si trovano musiche d'atmosfera e (pochi) effetti sonori adatti e di buona fattura, dall'altro ci si chiede se con una buona compressione audio non si sarebbe riusciti ad inserire il parlato nei dialoghi, o almeno in quelli più importanti, dato che la cosa avrebbe contribuito a migliorare un'atmosfera di per se già ottima. A ogni modo la validità assoluta del titolo non si discute, sia per il suo valore in quanto gioco rivoluzionario, sia per la bellezza del prodotto in sè, ma soffre di un difetto che va a tarparne le ali e che di fatto lo ridimensiona come capolavoro. Il difetto in questione, ahinoi, è la longevità, veramente troppo limitata dalla quantità limitata degli ambienti da esplorare e dai relativamente pochi e facili enigmi, che ci fanno chiudere l'avventura in poche ore. Rimane la possibilità di rigiocarci con alcune varianti che però si riducono ad alcune spiegazioni della trama tramite messaggi di testo risiedenti nei vari dischetti che Ashley trova in giro per la casa. A fronte di questo mi sento comunque di consigliare a chiunque Another Code, che è in senso assoluto un gioco ricco di atmosfera, dalla trama coinvolgente e soprattutto dal sistema di controllo immediato e fluido, che merita di essere giocato più volte anche solo per rivedere le belle scene di intermezzo in stile manga.

 

 

another1.jpg (12074 bytes)
another2.JPG (22395 bytes)
another3.JPG (31751 bytes)
another4.jpg (22150 bytes)
voto_dignitoso.gif (1712 bytes)

PRO

Profilo ludico di grande atmosfera

Buona realizzazione tecnica

Ottima interfaccia

CONTRO

Limitato sul fronte della longevità

                       
                          

Home

Note di produzione