BIONIC COMMANDO

beachcover2.JPG (14507 bytes)Il co-op fra Capcom e Grin vien consumandosi a tempo d'arti bionici e arpioni estendibili, e dura un anno scarso. Poi l'una e l'altra tornano in modalità single player con la promessa di una nuova sessione da concordarsi Marvel Vs. Capcom 3 permettendo, solo che succede che Grin arrivi al game over prematuramente e senza fare uso di continue, al punto che a Capcom non resta che constatarne il decesso. Si lasci stare che Bionic Commando ha incassato meno di quanto messo in preventivo e che il consumatore ritardato di first person shooter ne abbia contestate le dimensioni da action game poveramente esposto allo sparamentare di Black Ops e che grossa porzione di anticritica - anticristica - del videogioco stia ancora ululando per la rilevata assenza del sistema di copertura automatico di Gears Of War: Bionic Commando procede verso il binario opposto. Lo sapeva Capcom, che avrebbe forse dovuto affidare la direzione dell'infausto Resident Evil 5 a Grin, e lo sapeva Grin, che avrebbe sicuro fatto meglio a modificare la struttura di Bionic Commando affinché ubbidisse al malsano bisogno di idiozia del mercato del videogioco.

Esperienza truce. Bionic Commando chiede più di quanto l'utente sia stato educato a corrispondere a un action game dal Duemilauno in avanti, ed è esigente proprio in loco di manipolazione del joypad a realizzare inatteso l'atto di metasinergia tra carne e meccanismi artificiali come bracci rivestiti di fasci nervosi che girano e che voltano il Dual Shock 3 per coordinare al meglio le funzioni multitasto e bracci ricoperti di texture mapping che girano e che voltano il lazzo in tributo d'oscillamento tra spazi. Connessioni. Arti prototipo. Super soldati. Spiderman. La portanza del cavo allungatore sconfina nel sovraccarico e si può agganciare intere strutture in roccia senza che le anatomie ibride ne avvertano il peso. Anzi, tra gli attributi di superiore utilità riferibili al rampino vi è la mossa del lancio, festa di tiri al bersaglio assai attraente anche per il solo svago del veder la fune esercitare il moto d'ellisse e coprire distanze allarmanti con appesi oggetti di qualsiasi forma e dimensione - si raccomanda in proposito il lancio dell'auto, sport ufficiale del futuro, nel futuro dove vi è solo maceria - che vengono violentemente rilasciati verso gruppi di nemici che altrimenti sparerebbero a vista di bionic commandi e ucciderebbero in larga agevolezza pur nella sovradimensione di aree cui si sbatte volentieri il fallo bionico a cuor leggero e in omissione d'attenzione in riguardo gli omini con la muta antiradiazioni sin tanto da scialacquare quelle energie che sarebbero anche utili al proseguimento, e cascassero pure nubi tossiche color vermiglio ma non ci si priverà del divertimento del pendolamento tra bordi. Armi. Vanno prese. Sono messe su mappa in accordo al proliferarsi delle marmaglie e per conto di un level design che per intuito piazza le stesse a contaminare i tempi e le distanze del gameplay acrobatico che fu ai tempi di Capcom dominatrice dei mondi l'alternativa vera al platform d'azione.

Non c'è di che, Grin. Si doveva in ogni caso avvicinare attrezzi blue ray in sigle Capcom & Commando, ché non s'è dimenticati i luoghi di giovinezza in cui Noi si cominciava a scoprire il videogioco, ché non s'è scordati di quei momenti di leggenda e conversioni, coi suoni di Tim Follin che sembravano essere meglio che su arcade, salvo poi scoprire, anni dopo, sul Mame, che quei suoni erano effettivamente meglio che su arcade. Il tentativo di remaking iniziato con Bionic Commando Rearmed sulla via del revival a otto bit funziona poiché è preservato il fondamento della interazione in acrobazia e dacché è realizzata la volontà di accrescimento dei metodi di bersagliamento dei nemici sui segmenti più stylish, e quindi sul coefficiente di rincaro delle movimentazioni extra che conferiscono potere, potenza più in là nell'avventura, ché si conquista la mossa della spazzata a trecentosessanta gradi. Ma ancora prima si ottiene questo spettacoloso calcione a distanza che usa il dardo come elastico d'avvicinamento di bersagli su cui ci si avventa a forza d'impatto, violenti su pupazzi che quindi vengono proiettati nel burrone retrostante. Pelle d'oca per il pianoforte dello schermo d'inizio, che dà lustro al mito. E i suoni tutti e le musiche reggono la scrittura, vivono, (ri)vivono per ritornare al mito. Risorse equivalenti s'impegnano in ricostruzione spaziale delle grafiche che erano state per generare edifici, rocce, nature sporadiche. Vertiginosi i voli del bionico nel vuoto in ricerca di appigli. Superiori i robot giganti che attaccano in propulsione. Possente la fotografia di post-apocalisse, in quanto è opportuno considerare la postura della macchina da presa virtuale nell'action game in HD che ruota il visus e che costante richiama al colore degli ambienti. La profondità verticale si estende a perdita di poligono. Le animazioni si mettono a viaggiare a grandi fotogrammi per secondo. Le radiazioni irradiano intrise e violacee. Bionic Commando è tornato. 

 

 

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PRO

Ecco come si riscrive un classico

     

      

CONTRO

Grin non è più tra noi

    

              

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