BLEACH:
Heat The Soul Tratto da una popolare serie animata
giapponese, Bleach: Heat The Soul è il primo picchiaduro a incontri ad
apparire su PSP. La tecnica utilizzata è quella del Cel Shading, la stessa di Naruto,
applicata per non snaturare l'origine anime dei protagonisti. Non che avessimo
particolari aspettative dal titolo, ma alla fine dei conti ci ritroviamo con un buonissimo
picchiaduro tascabile, che sicuramente non sfigura difronte ad altre produzioni PSP.
L'impatto iniziale è incisivo: presentazione animata alla grande, tempi di caricamento
accettabili, caratterizzazione fedele al cartone. Comincia il gioco e subito ti innamori
dei protagonisti, che non combattono unicamente a mani nude avendo a corredo una
particolare arma secondaria, che potrà essere una spada, una palla di fuoco, un disco
boomerang o un braccio meccanico. Ancora una volta l'hardware della console Sony sembra
essere adeguatamente sfruttato e così la grafica appare in un 3D nitido, fluido,
texturato ottimamente. La ambientazione è guardacaso scolastica come in quasi tutti i
picchiaduro tratti da un anime e le opzioni offrono i classici Vs Cpu, Survival,
Time Attack e Story Mode. Sia reso noto che ultimando tutte le modalità
verranno sbloccati dei goodies....
Il numero dei lottatori selezionabili ammonta a sei. Pochi,
decisamente, se consideriamo che gli standard attuali propongono ben altra rosa di
combattenti. Ed è questa la pecca principale del gioco, che una volta completato con
tutti i bellocci disponibili non offre nulla che incentivi ulteriormente il gameplay. Ma
analizziamo in dettaglio i tizi. Allora vi è Ichigo Kurosaki, un
supergiovane che bradisce uno spadone stile Berserk (ma un po' più piccolo)
veramente incisivo quando ti colpisce con il ferro, e un po' meno quando cerca di
performare combo. Rukia Kuchiki è molto graziosa ma letale con i
calcioni, con la sua sfera energetica e la sua velocità. Uryu Ishida è
il cervellone del gruppo e può contare su combinazioni calcio pungo molto potenti, ma a
lungo raggio non risulta essere troppo efficace. Orihime Inoue è un po'
scema e svampita, ma zitta zitta ti fa male con la sua agilità e il suo disco infuocato. Yasutora
Sado è piuttosto ignorante, e anche per questo è potentissimo se riesce a
prenderti sulla breve distanza e per ultimo abbiamo il discretamente maledetto Renji
Abarai, non immediatamente selezionabile ma molto bello. Ed essendo il boss del
gioco è anche il più forte. Sul sistema di combattimento adopereremo i quattro tasti
base di PSP, scoprendo che i lottatori possiedono ognuno una special attivabile
con X e quadrato.
I tasti utilizzabili sono a ogni modo i quattro standard
della pulsanteria di PSP. Con la X eseguiremo le combo a successione, variando con i tasti
direzionali. Con il cerchio adopereremo l'arma secondaria, mentre triangolo e quadrato
servono rispettivamente per elevarsi da terra e performare una sfera energetica protettiva
che circonda il proprio lottatore. Sebbene i tasti delle mazzate standard siano
effettivamente solo due, dobbiamo ammettere che il risultato, in ambito varietà, risulta
soddisfacente. Ci si dimentichi pure della complessità di un Tekken 5, ma la meccanica
basata sul dinamismo, sullo spostamento in corsa, sulle palle di fuoco a distanza appare
efficace e ricca di stimoli. Detta filosofia è stata applicata sul video con una tecnica
grafica che esprime trenta fotogrammi al secondo costanti, un dettaglio degli sfondi
generalmente ottimo, una velocità eccellente, un character design riuscito,
degli effetti di luce immersivi e delle animazioni francamente inappuntabili. L'impegno
c'è, e il timore per una licenza che sfruttasse il solo successo del cartone svanisce al
cospetto di un confezionamento curato in ogni minimo particolare, anche nella schermata di
selezione dei personaggi. Di livello veramente alto il sonoro, che offre musiche
trascinanti e corpose ed effetti campionati dalla buona nitidezza e poi dovremmo aver
concluso. Ah, scorrendo tra le modalità di gioco troveremo "Appendix", che
sarebbe il contenitore dei premi sbloccabili. Al suo interno vi sarà spazio anche per un
divertentissimo sottogioco alla Arkanoid, giocabile in due con una unica console.
Non c'è di che. Pensavamo di andare in contro a un giochino medio e ci siamo ritrovati
con un titolo la cui unica lacuna sta nel numero di lottatori utilizzabili....
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