CALL OF
DUTY 2 Carichi un deathmatch e
per dieci minuti, in Call Of Duty 2, diventi Hitler. Poco importa se nel gioco in
singolo si prendano le parti degli Alleati: la opera di Infinity Ward possiede la
interessante caratteristica di tirare fuori il peggio da chiunque vi si accosti. Ed è un
bene, perchè il multiplayer si regge proprio sulla cattiveria tragicomica delle
uccisioni, che diventano radicali quando si centra in pieno cranio, e da distanze
impossibili, il proprio compagno di giochi. Non vi è censura nelle campagne online di
Call Of Duty 2. La comunicazione via microfono diventa motivo di subdola
presa in giro dell'avversario, nel momento in cui la pressione psicologica sarà l'arma in
più da sfoderare in fase di sparatoria. E' la ricavabile sensazione di onnipotenza a fare
di Call Of Duty 2 il first person shooting prototipo per le console di nuova
generazione, anche nel 2009, a quattro anni dall'uscita sul mercato. Aiuta l'ottima
precisione della levetta analogica del 360, nonchè l'effetto di vibrazione che simula il
rinculo dell'arma. Svuotare una mitragliatrice MP40 sul crucco di turno, con la telecamera
a spalla che sobbalza a ogni scarica, rende quello dell'assassinio un atto di solenne
liturgia.
Ben lungi dall'apportare innovazioni sostanziali al genere
degli sparatutto in prima persona, il single player del titolo di Infinity Ward
gioca le sue carte migliori sul fattore "immersione". Call Of Duty 2 è la
Seconda Guerra Mondiale, nella sua interezza. Vi intervengono tutti i maggiori fautori,
all'interno di filmati di repertorio e sottoforma di comparsate ingame, per
rendere storicamente accettabile un contesto paesaggistico in ogni modo scrupoloso nella
raffigurazione. In quanto a meccanica, bisognerà sostanzialmente "eseguire gli
ordini" dei nostri superiori e "resistere" il più possibile al fuoco
nemico: i tipici sbarramenti invisibili impediscono al giocatore di oltrepassare i binari
della sceneggiatura, dimodochè lo stesso possa ultimare le missioni in discreta
disinvoltura. Verranno coperte praticamente tutte le campagne conosciute nell'arco dei sei
anni di confiltto (manca giusto il teatro giapponese, lacuna che Call Of Duty: World
At War ha recentemente colmato) nel rispetto della cronologia temporale e di fianco
all'esercito alleato, sempre e comunque. Combatteremo nella campagna d'Africa, con gli
inglesi, resisteremo all'aggressore nazista in Russia, coi Kalashnikov, e infine
sbarcheremo in Normandia con le barche a muso dritto di Salvate il Soldato Ryan.
I riferimenti cinematografici sono dunque massicci, ma nondimeno necessari alla
spettacolarizzazione delle fasi attive, nelle quali ci si emoziona per una carica contro
un tappeto di fuoco e detriti e con cui si perisce, anche, nel nome della libertà.
Riuscito nella forma di "libro interattivo" e
rigoroso nella riproduzione virtuale delle armi utilizzate tra il 1939 e il 1945, Call Of
Duty 2 è tanto educativo sul profilo ideologico quanto bellicista dal punto di vista
ludico. Selezionato l'online ci si riscopre dispensatori di morte, sfrenati discepoli
della cultura delle armi e professionisti del cecchinaggio campestre. Tra deathmatch,
deathmatch a squadre, quartier generale e cattura la bandiera, verranno appieno
soddisfatte le proprie attitudini alla guerra, siano esse protese alla pianificazione,
siano esse orientate alla mera abilità balistica. Per questo le mappe vengono asservite a
un design camaleontico, mutevole sulla base della modalità selezionata, benchè
persista un fattore che accomuna tutti gli scenari: non vi sono zone di rifugio completo.
Potremo anche nasconderci dietro una arcata in Toujane o mimetizzarci nei
cespugli di Vossenack, persuasi di essere al riparo dagli sniper,
ma è proprio nell'istante in cui realizziamo di averla scampata che il proiettile nemico,
solitamente, attraversa sordo le nostre carni. Ci sarà anche concesso di assistere al replay
della nostra dipartita, visto però dagli occhi di chi la ha causata, tanto per
rendere il momento ancora più amaro. E' attraverso questi piccoli dettagli che si
intuisce la classe di Infinity Ward, che sa come stimolare la aggressività dell'utente e
come portarlo alla disperazione quando, a una uccisione dalla vittoria, si vede beffato da
una granata lanciata dal più scarso del gruppo. Call Of Duty 2 è un titolo importante.
Per quanto sia stato sviluppato agli albori della piattaforma Microsoft, lo sparatore
riesce ancora adesso a sfoggiare un netcode pregevolissimo, una estetica dal
dettaglio invidiabile, un sonoro realistico e avvolgente. Il Call Of Duty 2 di Infinity
Ward lascia trasparire qualche limite nella ripetizione degli automatismi primari,
manifesta nelle missioni a gioco singolo, seppure il fine del team creativo non fosse
precisamente quello di rivoluzionare il genere. In virtù della efficacia dimostrata in
fase di testing, siamo portati a considerare lo shooter ivi recensito
come il faro del multigiocatore di concezione moderna.
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