CALL OF DUTY 4: Modern Warfare

beachcover2.JPG (14507 bytes)La impugnatura dell'arma deve essere salda, nel Call Of Duty 4 di Infinity Ward. Disabituati all'idea del conflitto a fuoco in quanto atto di celebrazione dell'attrezzo da guerra, grazie alla mediocre performance offerta dal terzo capitolo (Trayarch, 2006), in Modern Warfare ci si riscopre tiratori scelti. Muta lo scenario di guerra, che abbandona il contesto storico per la contemporaneità del medioriente, ma non cambia il sistema di gioco online apprezzato in Call Of Duty 2, ancora basato sulla estrema precisione delle dinamiche balistiche. Il lavoro di ricerca tecnica svolto dai realizzatori consente di sparare con tutte le più recenti armi fornite dagli eserci americani e israeliani, fra M16, G3, AK47, UZI e altre decine di fucili mitragliatori compositi, a cui applicare silenziatori, stabilizzatori, mirini laser, mirini telescopici, lanciagranate. Si riscontra l'ampliamento della massa strutturale del gameplay, che si espande verso il multipotenziamento avvenirista e che raggiunge il piedistallo del war simulator come software pressochè didattico, nel gioco in singolo. Call Of Duty 4 è una specie di manuale sul come uccidere.

L'offline dura pochissimo, ma non è male. Le missioni vedono le macchine militari statunitensi e inglesi opporsi a un gruppo di separatisti non ben determinato, giusto per evitare ritorsioni dinamitarde presso la sede di Activision. Ciononostante i riferimenti alle guerre in Afganistan e d'Iraq sono chiari, come riconoscibili risultano i mujaheddin serrati in sacche di resistenza occasionali. La azione è drammatica. Ci si ritrova sballottati da zone di guerra terrestri a navi da carico dirottate, per raggiungere fitti antri di alta vegetazione, da percorrere in notturna, coi visori a infrarossi. L'impianto registico mette in risalto gli estremi emozionali portati dalla azione di guerriglia, nascosti in trincee sporadiche e tra il fuoco incrociato che sovrasta l'elmetto, in un frastuono di missili terra terra, bazooka, fucili ad alta precisione, mine antiuomo. Si è a tratti disorientati dalla autenticità teatrale degli spari, dei rumori cingolati dei carri, degli elicotteristi che puntano verso la nostra formazione difensiva e che devi abbattere prima che radano al suolo gli edifici circostanti. Infinity Ward prende la guerra talmente sul serio che quasi ci si dimentica di avere a che fare con un simulatore. Il culmine del gameplay lo si raggiunge nella simbiosi, nell'automatismo fra occhio e sistema di controllo, quando il puntamento dell'arma diventa una azione di puro istinto e il bersaglio mobile un pezzo di carne che cammina. Francamente non sappiamo quanto lo sfrenato realismo di Modern Warfare possa considerarsi deterrente di un atto di aggressione armata....

Consumato il gioco in singolo, che se va bene dura un paio d'ore, si può tranquillamente passare al fulcro: la modalità online. Inizialmente, ossia prima che la opera di Infinity Ward beneficiasse del variety map pack, la conformazione delle arene lasciava perplessi per la eccessiva "chiusura" ambientale, fatta eccezione per gli stage Mirino e Alta Vegetazione, piuttosto estesi. Riteniamo corretto valutare Call Of Duty 4 abbinandovi l'espansione postuma, tenendo anche conto che la maggior parte degli utenti ne è in possesso dal primo giorno di rilascio. Con le nuove mappe si ha un notevole incremento qualitativo sul fronte del level design, impreziosito dalla introduzione di Chinatown (che in realtà sarebbe Carentan di Call Of Duty 2) e Creek, stage per libero cecchinaggio ambientato in una increspatura montuosa. Soffermandoci sull'aspetto fisico/dinamico dell'impugnatura delle armi, registriamo un feedback comportamentale leggermente più marcato rispetto a Call Of Duty 2, condizione che richiederà un periodo di allineamento alle nuove dinamiche di messa a fuoco. La sensazione generale è di una superiore maneggevolezza dell'arma, occorsa probabilmente per rendere meno traumatico il primo approccio col lo sparatore. Ciò nonodimeno il potenziale balistico della esperienza non ne viene mortificato, in virtù di una profondità tecnica che diviene importante con la graduale acquisizione di tutte le armi e le attrezzature sbloccabili. Fa la sua bella entrata a valanga il fattore "bonus", che interviene sulla forza di penetrazione dei proiettili, sulla velocità di ricarico dell'arma, sulla facoltà di farsi esplodere dopo essere caduti, sulla possibilità di sparare una ultima raffica quando si viene colpiti a morte. Intervengono le variabili del raid aereo e dell'elicottero, richiamabili a raggiungimento di un determinato numero di uccisioni consecutive, tanto per consentire al motore grafico di Infinity Ward di sfoggiare delle animazioni di inaudita efficacia visiva. Call Of Duty 4: Modern Warfare è una sorta di rivisitazione in chiave modernista di Call Of Duty 2, nonchè una necessaria alternativa dello stesso per i nuovi meccanismi di centratura ricavabili in fase di multiplayer. Opera non seminale, ma di una certa importanza per il genere sparatutto.




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PRO

Rigorosa ricostruzione degli eventi

contemporanei correlati

Tecnicamente sontuoso

Estesa cultura delle armi

CONTRO

Alcune mappe poco riuscite

Longevità ridotta in singolo

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