CRISIS
CORE: Final Fantasy VII Sono passati più di dieci anni
dall'uscita del settimo capitolo della Fantasia Finale. Square ancora non si era
fusa con Enix e i titoli che portavano QUEL nome erano sinonimo di grandi esperienze
ruolistiche. Ne è passata di acqua sotto i ponti e Square sembra aver pian piano perso
tutto il suo smalto, terminando nel baratro di un imbarazzante Final Fantasy X-2
e un trascurabile spinoff del capitolo VII, chiamato Dirge of Cerberus. Potrete
quindi capire da soli che l'approccio che abbiamo avuto con il titolo in questione non è
stato dei più facili: da una parte eravamo scoraggiati dalla pochezza delle ultime
produzioni Square, e soprattutto dal bieco riciclo che ha dimostrato di voler attuare per
il suo pargolo più famoso, dall'altra invece eravamo comunque impazienti di scoprire i
retroscena di quella splendida storia e di quegli irripetibili personaggi.
Tranquillizziamo subito i lettori: questo Crisis Core non è affatto un disastro completo
come potevamo aspettarci e si lascia piacevolmente giocare. Temporalmente ci si colloca
sette anni prima delle vicende riguardanti l'episodio originale: vestiremo i panni di Zack
Fair, giovane SOLDIER dalle grandi ambizioni che nel capitolo originale
faceva qualche apparizione nei flashback mentali di Cloud.
Tra i punti di forza del gioco vi sono i protagonisti, dato che sia i nuovi arrivati che quelli già noti risultano caratterizzati ed esposti in maniera esauriente. Quindi andremo a trovarci di fronte un Sephiroth visto da un lato estremamente umano e tormentato, esploreremo un Cloud ancora giovane e insicuro di sè, scopriremo lati ancora più inquietanti (nei limiti del possibile) nella personalità di Hojo. La storia insomma regge, e abbastanza a sorpresa ci si emoziona ancora: il terrorismo psicologico di Square funziona bene su chi ha vissuto il capitolo originario, che pur sentendosi preso ampiamente per i fondelli giocherà la avventura provando momenti di appagamento, anche sul profilo estetico. Difatti non possiamo non riconoscere a Crisis Core una raffinata impalcatura grafica, che partendo da Midgar ci viene mostrata in tutto il suo splendore. I personaggi risultano altresì efficacemente costruiti e animati, anche se volendo essere pignoli potremmo rilevare un vistoso aliasing, visibile soprattutto nei modelli poligonali. I filmati in computer-grafica, splendidi ed evocativi come da tradizione Square, sono una gioia per gli occhi e crediamo non sfigurerebbero eccessivamente anche se messi a confronto con le interpolazioni di Avent Children. Dal punto di vista sonoro siamo prossimi alla eccellenza, essendovi ottimi riarrangiamenti dell'originale opera di Nobuo Uematsu: musiche oramai leggendarie che ti rapiscono l'anima, che trovano la massima celebrazione nell'intenso Aerith's theme. L'avventura non dura molto. Se si segue solo la trama
principale arriveremo alla fine del gioco in poco più di una 15na di ore mentre, se
decideremo di ultimare tutte le subquest che ci verranno proposte (piu' di trecento anche
se invero molto simili l'una all'altra) il gioco avrà ben altra durata. Tuttavia vi
imploriamo: non prendete nemmeno in considerazione il livello facile, perchè con questo
settaggio la risuluzione delle quest passerà semplicemente dal "premi il tasto x
tutto il tempo" trasformando le meccaniche action-gdr di Crisis Core in un
blando e per giunta noioso hack & slash. Ma dobbiamo necessariamente parlare
dell' OMD (onda mentale digitale), praticamente una slot machine locata in alto a
sinistra sullo schermo che durante i combattimenti gira di continuo; se la fortuna vorrà
che le due caselle esterne si fermino entrambe sulla stessa immagine, il combattimento
verrà temporaneamente fermato e la slot occuperà tutto lo schermo. Qui la casella
centrale continuerà a girare e intanto ci verrano mostrate varie reminescenze di Zack
relative al personaggio raffigurato nell'immagine. Ora se questo sistema è innegabilmente
affascinante e innovativo non si può non notare come sbilanci un po' troppo la tenzone
nel casuale: fin troppe volte capiterà di sferrare una devastante limit break
contro un misero nemico da 200 hp e trovarsi senza poter scatenare tutto il proprio
potenziale contro un cazzutissimo boss. Il punto è: come si comporta questo gioco con chi
non ha mai giocato il capitolo originario? Tutto il castello di carte di Square crolla,
perchè se è vero che la trama è solida e regge benissimo anche da sola, se è vero che
i personaggi sono ottimamente caratterizzati e il tutto scorre via piacevolmente, è anche
vero che chi non ha "vissuto" il prequel trascurerà i punti chiave
della narrazione. Quindi vedendo Aerith si vedrebbe solo una tipa carina con una deliziosa
musichetta di sottofondo. Vedendo Sephiroth si vedrebbe solo un personaggio anonimo come
un altro. Vedendo la ShinRa si scorgerebbe solo una multinazionale senza scrupoli. Per
appprezzare questo spinoff bisogna aver giocato preventivamente a Final Fantasy VII.
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PRO |
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Ottimi filmati in CG |
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Gameplay "coraggioso" |
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Susseguirsi di emozioni... |
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CONTRO |
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...riciclate |
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Vistoso aliasing |
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