DEAD SPACE 2

deadspace2_cover.png (14507 bytes)Visceral Games getta la maschera. Quella di Isaac Clarke, ora parlante. Quella del Resident Evil revival (stile 1996), tagliando l'esplorazione fittizia e gli enigmi teleguidati. Niente mappa, niente illusione di dominio territoriale. Dead Space 2 si libera dell'ipocrisia del predecessore per focalizzare l'attenzione sul brado smembramento a progressione lineare. Visceral Games sceglie dunque la linea retta, senza compromessi e senza artificiose divagazioni. Un bene perché il risultato finale è quello di un titolo ludicamente più denso, più schietto e più efficace, un male perché ogni speranza di vedere evolvere la struttura di gioco verso qualcosa di meno comune viene infranta definitivamente. Ma le modifiche volte a una maggiore fluidità di gameplay (la suddivisione in capitoli perde la stucchevole regolarità del primo Dead Space) vanno anche a beneficio di una narrazione meno parlata e più giocata (diminuiscono le missioni preordinate). L'atmosfera horror è la medesima ma il ritmo più vivace. La propensione maggiormente action, oltre a non interferire con la componente survival (gestione oculata di salute e munizioni), garantisce quella varietà latitante nel predecessore e ora ricercata con una evidente tendenza a spettacolarizzare (simil QTE a raffica). Il maggior assortimento di situazioni scaturisce parallelamente dall'introduzione di nuovi arnesi da combattimento e nuove creature infernali, nonché dalla differenziazione degli scenari.

Abbandonata la monotonia della nave spaziale Ishimura, in Dead Space 2 ci si muove nello Sprawl: una metropoli nell'orbita di Saturno devastata dall'invasione dei necromorfi. Il giocatore si appropria di Isaac Clarke al momento del suo risveglio dal coma, con la sola urgenza di sopravvivere nei resti di questa civiltà distopica annegata nel sangue. Un mondo in rovina che comunica quello che era mostrando quello che non è più, allo stesso modo della Rapture di Bioshock. Noi siamo lì, facciamo a pezzi mostri orrendi sullo sfondo di una silenziosa città spaziale che viviamo in prima persona percorrendone i meandri e che intravediamo dalle vetrate affacciate sull'infinito. Spazio all'immaginazione. Ancora una volta il modello è Bioshock e ancora una volta la potenza espressiva del titolo Irrational rimane ineguagliata. Dead Space 2 propone una fantascienza dove i fantasmi della psiche si confondono con quelli reali, una fantascienza dove la forte derivazione cinematografica tramuta l'irrefrenabile follia sanguinaria in una macabra certezza, in cui la ricerca dell'eccesso diventa quasi prevedibile. Solo quando bisogna confrontarsi con le pieghe più sottili di quella che resta una fantascienza prima di tutto videoludica il vero orrore diventa protagonista e le influenze più strettamente estetiche perdono di significato. Il vissuto interattivo è allora fonte di inquietudine nella sua reiterazione ludica: ogni cadavere che si incontra deve essere maciullato, non sia mai che venga contaminato e ritorni dalla morte, e allora via all'amputazione del corpo inerme. Il suono della carne calpestata e del sangue che ne fuoriesce è la vera colonna sonora del gioco e l'ingrato compito della profanazione è un onere che non cessa mai di angosciare. Ma tale specificità - l'essere fantascienza in primis interattiva - dimostra la sua efficacia già nelle operazioni di controllo dell'avatar. Muovere Isaac Clarke nella sua tuta da astronauta del 2510 trasmette la giusta sensazione di pesantezza, così come la postura che ostenta prudenza suggerisce un avanzamento cauto. Sembra quasi di manovrare un mech arrugginito, tanto che i raggi bluastri della Plasma Cutter (l'arma standard), in stile laser della morte, alimentano il feeling da robottone non oliato, come è vero che il pulsante per la corsa riduce solo parzialmente l'impaccio. Poi si arriva negli ambienti a gravità zero e finalmente si vola.

Possibilità che il predecessore non contemplava, Dead Space 2 consente invece di fluttuare nel vuoto con assoluta naturalezza. In tale ambito sarà generalmente richiesto di riparare apparecchiature di sorta, con particolare attenzione alla riserva di ossigeno, non mancano tuttavia fasi di volo accelerato - agevolate dai propulsori ai piedi - che ci rendono più Iron Man che mai (alla faccia di Dark Void). L'attività principale del nostro palombaro del futuro resta comunque quella di macelleria: per debellare i necromorfi è ancora necessario recidere gli arti con doti chirurgiche insolite per uno sparatutto. E il reparto mutilazioni e decapitazioni funziona come allora, con una eccellente risposta delle armi all'impatto con le aberrazioni interstellari che invadono lo Sprawl. I nemici alternano qualche incursione a tradimento con assalti frontali di massa, dove entra in scena l'abilità del giocatore nell'impiego del variegato arsenale a disposizione. La doppia opzione di fuoco di ogni arma, la possibilità di paralizzare i nemici, quella di scagliare oggetti verso gli stessi, l'attacco in mischia sono tutti elementi da padroneggiare se si vuole tenere a bada le ondate di necromorfi più numerose. Per quanto risulti appagante sopravvivere all'orrore valorizzando le scarse risorse disponibili, le continue operazioni di smembramento potrebbero alla lunga stancare, tanto che la durata complessiva più contenuta rispetto al predecessore si dimostra una buona notizia. Sul fronte delle novità fa il suo ingresso anche il multiplayer. L'inedita modalità per il gioco online oppone una squadra di umani a una di necromorfi, con alternanza obbligata da parte del giocatore. Se nel portare a termine le brevi missioni nei panni dei soldati si intravedono interessanti potenzialità in chiave cooperativa, controllare i necromorfi nel tentativo di azzannare gli umani è qualcosa di francamente insostenibile, fatto che riduce il multigiocatore a poco più di una simpatica aggiunta. Visceral Games snellisce dunque la formula alla base del primo Dead Space offrendo un titolo più movimentato e diversificato, forte del già consolidato sistema di sparatorie. Il risultato è nel complesso apprezzabile, ma se anche un videogioco che punta molto sull'atmosfera horror come Dead Space 2 rinuncia a un contesto esplorativo e a un level design più frastagliato (elementi abbozzati dal predecessore) per affidarsi a una più confortevole linearità, dobbiamo rassegnarci a un futuro di stanze in sequenza collegate da un corridoio.

 

 

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PRO

Azione e distruzione nello spazio

     

        

CONTRO

Il survival horror è morto

   

              

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