DEVIL MAY
CRY Quando si dice stylish gaming.
Termine che odio, ma che uso. Che sta a indicare, volendo essere barbari, un gioco stiloso
in cui a ogni mossa ti guardi allo specchio. In Devil May Cry hai due pistole, i capelli
bianchi, sei bello, dannato, maledetto e sicuramente pieno di donne. Non è improbabile
che le adolescenti giapponesi, quando il gioco uscì, avessero il poster di Dante
bello stampato sulla parete est della cameretta, e che gli shojo manga ne
avessero ripreso i tratti nella loro mielosa periodicità. Devil May Cry è
un survival horror più tendente all'horror che al survival, diretto verso una
interazione quasi unicamente arcade, in cui gli enigmi assumono una posizione superflua.
Ma è proprio in questa direzione che Capcom voleva spingersi, incentrando tutto sulle
acrobazie di Dante, sulle armi, sulla sparatoria continua e incessante. Dieci e lode.
Capcom, prima di rovinare tutto con un pessimo seguito, ben sapeva quali erano le esigenze
dell'utente di Playstation 2 e sapeva riconoscere i punti chiave su cui costruire un
videogioco dal sicuro successo. lI tempo dello stylish gaming era bello che
maturo....
La versione Pal di Devil May Cry è una schifezza. Ma siamo
certi che a suo tempo abbiate comprato una versione Ntsc, vero? Se siete tra gli sfigati
possessori della edizione europea del gioco togliete cinque punti alla valutazione finale
e fate penitenza. Torniamo a noi: Dante può effettuare una caterva di mosse in modo
plastico, sia utilizzando la spada che le pistole. Il sistema di controllo è studiato in
modo intelligente, per assecondare l'utilizzo degli shift laterali e minimizzare le
iniziali fasi di training. Incontreremo mostri di ogni fattezza e sarà gratificante farli
a pezzi, vederli esplodere, ma per giostrare a dovere dovremo avere assimilato alla
perfezione la funzionalità dei tasti. Le locazioni appaiono molto grandi, ricche di
passaggi segreti, tipicamente oscure ma anche per questo affascinanti. La risoluzione
degli enigmi è pretestuosa, regolata dalla classica raccolta di chiavi e conseguente
sbloccaggio di porte. Diciamo che la parte riflessiva del gioco fa da antipasto per quello
che è il gioco vero è proprio, ossia un concentrato di azione pura e blastaggio totale.
Il divertimento si scopre nei combattimenti, serrati, contro tutti i nemici e i mostroni
di fine livello, i quali sono studiati per sfiancare letteralmente il giocatore, che
finirà per spaccare il joypad ed essere felice per questo. Devil May Cry è un gioco
moderno solo nell'involucro stilistico, visto che per struttura arcade si dovrà, come
sempre, sconfiggere il boss e passare di livello.
Naturalmente le nostre facoltà di attacco subiranno una
costante evoluzione. Così, raccogliendo particolari amuleti, vedremo il nostro eroe
dannato apprendere mosse nuove, scagliare fasci infuocati, restare sospeso in aria a
la Matrix mentre spara la doppia raffica di pistolettate. Possibile anche una super
trasformazione che renderà Dante invulnerabile, in modalità berserker, per un
breve periodo di tempo. La lunghezza dei livelli, pur non eccessiva, garantisce una buona
durata di gioco complessiva, anche per via della ostilità dei mostroni; soprattutto per
gli ultimi boss dovremo dare il massimo di noi stessi, apprendere le strategie migliori e
infine affondare il colpo cercando di non perdere troppa energia. Indubbiamente, in tutto
questo marasma, Devil May Cry fa molta scena. Lo stile gotico delle
ambientazioni favorisce una immersione pseudo-demoniaca, resa plausibile da un dettaglio a
tratti impressionante. Ogni costruzione, pre-renderizzata, appare sontuosa e si estende
molto spesso in altezza, ove Dante potrà altresì interagire grazie alle sue facoltà di
salto multiplo. Intervengono così delle animazioni spettacolari, rigorosamente a 60 fps,
fluide, precise e coreograficamente incisive. Saremo noi stessi a contribuire allo
spettacolo ricercando, continuamente, la mossa definitiva, quella che buchi lo schermo e
appaghi il nostro senso di distruzione. A tale spettacolarizzazione il sonoro si adegua
contorcendosi in melodie a tratti inquietanti, a tratti oniriche, a tratti metallare, per
reggere la violenza generale e restituire inquietudine. Tutto bello. Nel caso foste dei
neo utenti del 128 bit Sony, sappiate che Devil May Cry appartiene a quello sparuto numero
di titoli da avere assolutamente. Ma attenzione: mantenetevi a debita distanza dalla
versione euroea, vittima di un adattamento scandalosamente brutto sia per velocità
(rallentata), che per display (schiacciato).
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