DEVIL MAY CRY

devilcover2.JPG (17425 bytes)Quando si dice stylish gaming. Termine che odio, ma che uso. Che sta a indicare, volendo essere barbari, un gioco stiloso in cui a ogni mossa ti guardi allo specchio. In Devil May Cry hai due pistole, i capelli bianchi, sei bello, dannato, maledetto e sicuramente pieno di donne. Non è improbabile che le adolescenti giapponesi, quando il gioco uscì, avessero il poster di Dante bello stampato sulla parete est della cameretta, e che gli shojo manga ne avessero ripreso i tratti nella loro mielosa periodicità. Devil May Cry è un survival horror più tendente all'horror che al survival, diretto verso una interazione quasi unicamente arcade, in cui gli enigmi assumono una posizione superflua. Ma è proprio in questa direzione che Capcom voleva spingersi, incentrando tutto sulle acrobazie di Dante, sulle armi, sulla sparatoria continua e incessante. Dieci e lode. Capcom, prima di rovinare tutto con un pessimo seguito, ben sapeva quali erano le esigenze dell'utente di Playstation 2 e sapeva riconoscere i punti chiave su cui costruire un videogioco dal sicuro successo. lI tempo dello stylish gaming era bello che maturo....

La versione Pal di Devil May Cry è una schifezza. Ma siamo certi che a suo tempo abbiate comprato una versione Ntsc, vero? Se siete tra gli sfigati possessori della edizione europea del gioco togliete cinque punti alla valutazione finale e fate penitenza. Torniamo a noi: Dante può effettuare una caterva di mosse in modo plastico, sia utilizzando la spada che le pistole. Il sistema di controllo è studiato in modo intelligente, per assecondare l'utilizzo degli shift laterali e minimizzare le iniziali fasi di training. Incontreremo mostri di ogni fattezza e sarà gratificante farli a pezzi, vederli esplodere, ma per giostrare a dovere dovremo avere assimilato alla perfezione la funzionalità dei tasti. Le locazioni appaiono molto grandi, ricche di passaggi segreti, tipicamente oscure ma anche per questo affascinanti. La risoluzione degli enigmi è pretestuosa, regolata dalla classica raccolta di chiavi e conseguente sbloccaggio di porte. Diciamo che la parte riflessiva del gioco fa da antipasto per quello che è il gioco vero è proprio, ossia un concentrato di azione pura e blastaggio totale. Il divertimento si scopre nei combattimenti, serrati, contro tutti i nemici e i mostroni di fine livello, i quali sono studiati per sfiancare letteralmente il giocatore, che finirà per spaccare il joypad ed essere felice per questo. Devil May Cry è un gioco moderno solo nell'involucro stilistico, visto che per struttura arcade si dovrà, come sempre, sconfiggere il boss e passare di livello.

Naturalmente le nostre facoltà di attacco subiranno una costante evoluzione. Così, raccogliendo particolari amuleti, vedremo il nostro eroe dannato apprendere mosse nuove, scagliare fasci infuocati, restare sospeso in aria a la Matrix mentre spara la doppia raffica di pistolettate. Possibile anche una super trasformazione che renderà Dante invulnerabile, in modalità berserker, per un breve periodo di tempo. La lunghezza dei livelli, pur non eccessiva, garantisce una buona durata di gioco complessiva, anche per via della ostilità dei mostroni; soprattutto per gli ultimi boss dovremo dare il massimo di noi stessi, apprendere le strategie migliori e infine affondare il colpo cercando di non perdere troppa energia. Indubbiamente, in tutto questo marasma, Devil May Cry fa molta scena. Lo stile gotico delle ambientazioni favorisce una immersione pseudo-demoniaca, resa plausibile da un dettaglio a tratti impressionante. Ogni costruzione, pre-renderizzata, appare sontuosa e si estende molto spesso in altezza, ove Dante potrà altresì interagire grazie alle sue facoltà di salto multiplo. Intervengono così delle animazioni spettacolari, rigorosamente a 60 fps, fluide, precise e coreograficamente incisive. Saremo noi stessi a contribuire allo spettacolo ricercando, continuamente, la mossa definitiva, quella che buchi lo schermo e appaghi il nostro senso di distruzione. A tale spettacolarizzazione il sonoro si adegua contorcendosi in melodie a tratti inquietanti, a tratti oniriche, a tratti metallare, per reggere la violenza generale e restituire inquietudine. Tutto bello. Nel caso foste dei neo utenti del 128 bit Sony, sappiate che Devil May Cry appartiene a quello sparuto numero di titoli da avere assolutamente. Ma attenzione: mantenetevi a debita distanza dalla versione euroea, vittima di un adattamento scandalosamente brutto sia per velocità (rallentata), che per display (schiacciato).      

 

 

devil1.jpg (8150 bytes)
devil01.JPG (11733 bytes)
devil04.JPG (7975 bytes)
devil03.jpg (15237 bytes)
devil5.jpg (5994 bytes)
devil6.jpg (12780 bytes)
devil02.JPG (9535 bytes)
voto_pregecult.gif (4985 bytes)

PRO

Coreograficamente massiccio

Eccellente realizzazione grafica

Dante...

CONTRO

Durata di gioco non eccessiva

                          
                        

Home

Note di produzione