ESPGALUDA

espgaludacover2.JPG (18880 bytes)Nelle sale giochi giapponesi gli sparatutto Cave hanno un seguito importante tra gli appassionati. Da Ketsui a Progear, sono molti gli shooters che tutt'ora girano con successo nei relativi game points, pertanto la decisione di Arika di acquisire i diritti di conversione per Espgaluda era un fatto prevedibile. Il titolo si presenta completamente bidimensionale e in visualizzazione verticale, come in quasi tutti gli altri sparatutto Cave, con le classiche varianti di sparo e un sistema di punteggio strettamente legato al gameplay. Le ambientazioni ritraggono un mondo vagamente fantastico nel design dei personaggi, e futuristico nei meccanismi e nelle ambientazioni. Il fascino della contaminazione dei generi è ancora prerogativa della software house nipponica, che realizza un mondo estremamente dettagliato e nelle forme, e nella articolazione di una storia tutto sommato avvincente. Vi risparmieremo i retroscena, decisamente superflui per questo genere di giochi, ma si sappia che il racconto vede un mondo illusorio, abitato da Fantasmi Sacri e umani, in guerra contro l'avvento tecnologico.

A inizio gioco potremo scegliere tra due personaggi alati, Ageha o Tateha, aventi ognuno un cuore fantasma che si realizza con uno dei quattro tasti del joypad. Precisiamo che la versione arcade utilizzava tre pulsanti, al contrario di quella PS2 che ne implementa uno supplementare adibito all'autofuoco. I rimanenti tre realizzeranno lo sparo principale (con variante nel caso si tenga il pulsante premuto), la evocazione del fantasma e la ESP Barrier. Come da tradizione Cave la manovrabilità si presenta da subito ottima, e ci vorrà giusto una manciata di minuti per assimilare al 100% il sistema di fuoco, ancora una volta basato sulla accumulazione strategica del punteggio. I nemici abbattuti rilasciano delle pietre, che chiameremo "pietre standard", che una volta acquisite conferiranno al personaggio una abilità supplementare con il fantasma attivato. Vedremo così i proiettili rallentare la loro velocità, cambiare di colore (da blu diverranno viola) e trasformarsi in bonus con l'abbattimento del nemico che li ha scagliati. Tutto ruota attorno a questo meccanismo: più bonus riusciremo a moltiplicare, maggiori saranno le nostre possibilità di ottenere vite extra. Il coefficiente che regola il punteggio può arrivare a un massimo percentuale di 100, dopodichè, tornati in formazione umana, lo score si resetterà e dovremo ricominciare.

Contravvenendo alla tradizione Cave, Espgaluda appare inizialmente malleabile. I primi livelli potranno essere superati con impegno minimo anche da un non cultore. La situazione si fa seria verso gli ultimi stage, i cui boss rappresentano un ostacolo veramente arduo da sormontare. E' per tale motivazione che risulta utile assecondare il sistema del punteggio, per preparare una ascesa finale che andrà necessariamente afforntata a potenziamento esteso. Indubbiamente la giocabilità è convincente e allo stesso modo complessa, a tratti frenetica e sovente riflessiva. Di certo non possiamo parlare di un titolo originale, ma per uno sparatutto quale è Espgaluda le novità apportate sul sistema bellico sono tutto sommato sufficienti. Eccellente risulta essere, invece, la realizzazione grafica. Vedremo ampie panoramiche bidimensionali contrapporsi a sprites dettagliatissimi, valanghe di proiettili sommergere lo schermo senza mai provocare rallentamenti, mostri di ogni tipo esternare un design degno del blasone Cave. Il character design dei protagonisti sprigiona tutta la sfrenata fantasia dei grafici, che hanno realizzato personaggi con cui è facile immedesimarsi. Ma a provocare la completa simbiosi con il gioco ci penserà anche una colonna sonora pulsante, dalle tonalità elettroniche e techno dance, ritmata per scandire la isteria globale dello sparo. Conclusione: ancora un grande sparatutto made in Cave, nonchè una grande conversione da arcade. In più codesta versione Playstation 2 presenta una modalità di gioco inedita (arrange mode), che è rielaborazione dell'originale con un livello di difficoltà appositamente studiato per Zeus.                

   

 

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PRO

Elegante messa in scena

Solido gameplay

Colonna sonora techno violenta

CONTRO

Non il massimo della originalità

                        
                    

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Note di produzione