EVIL TWIN:
Cyprien's Chronicles Super Mario che si sposa a
seconde nozze con Nightmare Before Christmas?
Si, Evil Twin e' proprio questo, un platform con venature adventure
che al posto dei colori pastello caramellosi tipici del genere si affida a delle tinte
decisamente dark.
Scordatevi quindi il regno dei funghi o qualsiasi altra ambientazione tipica di Mario,
Sonic e compagnia bella: Cyprien si cimenta con un mondo allucinato e oscuro, eco distorto
e grottesco di un qualsiasi mondo immaginario infantile. Perchè come forse avrete intuito
Cyprien non è propriamente un bambino normale: orfano dei genitori dipartiti il giorno
del suo quinto compleanno, Cyprien vive in uno sporco, caustico e sinistro orfanotrofio di
periferia. Egli è un bimbo molto introverso e disturbato, tanto che spesso e volentieri
parla con il suo orsacchiotto di pelouche e rifiuta la compagnia degli altri bimbi. La
tragedia ha segnato Cyprien e la sua psiche e ciò si ripercuote nella sua concezione di
"mondo immaginario".
Detto fatto, Cyprien si ritrova trasportato nella
distorsione di un universo allucinato, in cui sotto la sibillina guida di Wilbur (un
pupazzo umanoide con tratti da elefante) dovra' prendersi la bega di salvare il proprio
orsacchiotto rapito e i propri amici rapiti anch'essi dal Padrone, il dittatore spietato
che tiene sotto il suo giogo tutto il mondo di Undabed (il nome del mondo
parallelo). Questo è un posto ricco di insidie, con alleati e nemici che sembrano usciti
dalla mente di un bambino psicopatico - ed in parte diciamo che e' così - e ciò puo'
sembrare al di sopra della portata di un infante puro e semplice anche se non certo
sprovveduto in quanto armato della sua fida fionda. Ma come il titolo ci preannuncia
(Twin) Cyprien possiede un alter ego, anzi diciamo un' altra identità gemella ma
antitetica: Cyprien si trasforma a piacimento nel supereroe che crede di essere nel suo
mondo immaginario, SuperCyp, per l'appunto. Questa versionde dark del nostro
piccolo amico è alquanto propensa alla distruzione e animata da propositi alquanto
disturbati. Costui aumenta in maniera esponenziale tutte le capacità fisiche di Cyprien e
last but not least lo mette in grado di colpire i nemici con palle di fuoco e raggi
d'energia. Tuttavia il nostro eroe non può mantenere questa forma in eterno: una barra di
energia (che può essere ricaricata tramite appositi bonus) segnalerà quanto gli rimane
prima di tornare il bambino di sempre, ed è quindi meglio imparare a dosare bene questa
opzione.
Il gioco si presenta con una grafica abbastanza buona
(anche se è stato dirottato su PC e PS2 questo era un progetto per Dreamcast e la cura
per le texture lo fa notare), con una fluidità invero scarsina, ma ciò che la fa da
padrone dal punto di vista visivo è la caratterizzazione. I personaggi sono dannatamente
affascinanti nella loro macabra buffezza, apparendo come un eco distorto e malsano di
Alice el paese delle meraviglie; Cyprien stesso sembra un deviato e grottesco pupazzo di
pezza malvagio, ed emana una sensazione di malessere che ha del geniale. Ogni
caratteristica di questo gioco, compresa l'eccellente colonna sonora, sembra pensata per
appartenere al "lato oscuro". E tale cattiveria si rivolta sul giocatore, non
solo per una difficoltà a tratti frustrante, visto che a complicare la vita del povero gameplayer
ci si mette anche un sistema di controllo fin troppo "sensibile", una gestione
delle telecamere atrocemente suicida e un sistema di salvataggi che vi porterà spesso ad
inveire contro qualche anima pia di passaggio. Dettagli comunque. Se siete amanti di
quelle atmosfere dark e allucinate tanto care a Tim Burton passerete sopra a tali
pecche, e amerete alla follia questo titolo facendovi rapire dalla sua grottesca e malsana
atmosfera. Per tutti gli altri sarà l'ennesimo capolavoro mancato. Se poi credete di
considerarlo brutto, allora una delle ultime versioni di Fifa a caso vi aspetta. Come
dicevamo all'inizio un Super Mario in salsa Burtoniana. Si, riduttivo come associamento ma
attinente, e siamo sicuri che questo è il Super Mario Sunshine che Tim Burton
avrebbe voluto nel suo Nintendeath Gothcube... see you.
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