EXIT Alla Taito sono tutti Amighisti.
Tutti. Perchè Exit è un clamoroso tributo verso quattro o cinque titoli
storici apparsi sulla piattaforma Commodore. Prendiamo Flashback:
il nostro alter ego compie balzi e si arrampica, rimanendo appeso a qualsiasi cornicione o
spigolo. Stesso comportamento dinamico di Mr. Escape, protagonista di
Exit. Giunti al secondo mondo di Flashback bisognava scortare un diplomatico
attraverso zone a rischio, sbloccando porte e consentedogli di passare incolume. E in Exit
dovremo fare lo stesso, più o meno. Ma prendiamo Benefactor: nel capolavoro di
Digital Illusions bisognava attraversare degli intricati livelli con lo scopo di sbloccare
passaggi, recuperare chiavi e salvare piccole creature. Stesse azioni che dovremo far
compiere a Mr. Escape, protagonista di Exit. Ancora, prendiamo Lemmings:
come noto bisognava guidare questi piccoli topi suicidi verso l'uscita impartendo loro dei
comandi. Gli stessi comandi che potrà impartire Mr. Escape, protagonista di Exit. E
infine scopriamo come il suffisso "Exit" scelto da Taito derivi da un certo X-It
di Psygnosis (1995), e lo affermiamo con sicurezza data la presenza delle stesse
casse a incastro che l'omino del gioco utilizzava come piattaforme ausiliarie per farsi
largo nel percorso.
La "originalità" di Exit scaturisce dal collage di tutti i titoli summenzionati. Quindi parliamo di una originalità di derivazione, non proprio genuina ma quantomeno riverente verso la storia, a cui riserva un velato riconoscimento. Così Mr. Escape potrà compiere innumerevoli azioni al fine di salvare gli occupanti di alcuni edifici in fiamme. Lo vedremo effettuare balzi e cercare appigli, salire scale e scalini e utilizzare corde per discensioni più agevoli. Ma non dovrà fare tutto da solo: attraverso un impeccabile sistema di puntamento analogico sarà possibile "dialogare" con i "prigionieri" e influenzare in modo diretto il loro comportamento. Ad esempio i bambini hanno la capacità di infilarsi all'interno di cunicoli a noi inaccessibili: basta ordinarglielo. Va da sè che ogni singolo personaggio extra possiede le sue peculiarità fisiche, quindi ci troveremo nella condizione di dover salvare palle di lardo semoventi, personaggi atletici, donne chic con il cappello ma anche feriti. E in questo caso specifico l'ingegno del level design ci viene in soccorso adoperando apposite barelle su cui adagiarli, nonchè ascensori azionabili con appositi interruttori. Altresì fondamentale la funzione degli oggetti sparsi per tutti i livelli: l'estintore spegnerà i focolai che sbarrano gli accessi, mentre le chiavi, solitamente disposte in zone ad alto rischio, risolveranno nel caso di porte chiuse con il lucchetto. Cooperazione e interazione per Exit, ma vediamo come funziona..... Di fatto una buona parte delle azioni performabili da Mr. Escape è "delegabile" a uno o più personaggi simultaneamente. Sulla base del fatto di poter trasportare al massimo un oggetto per volta, potremo affidare la custodia di quelli in esubero ai nostri "accompagnatori", e farglieli utilizzare anche. Potrà capitare di trovarsi con Mr. Escape intrappolato in una stanza il cui accesso si azioni dall'esterno: ebbene adoperando debitamente il cursore (disco analogico), l'onere del "salvataggio" toccherà agli occupanti impauriti. Il sistema di controllo, seppure articolato, viene appreso senza problemi grazie a un utile tutorial che spiega passo passo i tasti da utilizzare e i movimenti essenziali di Mr. Escape. Praticamente i primi dieci livelli li affronteremo seguendo una serie di "messaggi guida" localizzati in italiano. Sul comparto tecnico si è optato per una bidimensionalità fumettistica che disegna caratterizzazioni spigolose à la Diabolik e sfondi altrettanto taglienti. Ma non si tratta precisamente di grafica in 2D, visto che l'intero impianto è costruito con poligoni pieni seguendo una struttura comunque ereditaria dei platform in due dimensioni. Le animazioni risultano spettacolari in ogni contesto e la deformazione prospettica degli sfondi contribuisce all'accrescimento di una atmosfera già irresistibile. Giù il cappello anche quando si parla di realizzazione sonora, eccellente sia nel comparto effetti (bellissimi i campionamenti così come gli effetti generici) sia nella realizzazione delle musiche, ricche e trascinanti e stilisticamente attigue a quelle di Benefactor. E questo, credeteci, è un grande complimento.
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PRO |
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Un importante tributo verso le |
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meccaniche in 2D di Delphine, |
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Psygnosis e Digital Illusions... |
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CONTRO |
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Nulla di rilevante da segnalare |
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