FABLE

fablecover2.JPG (16581 bytes)Tra i titoli per XBox più attesi dell'intero 2004, Fable esce sul mercato dopo tre tormentati anni di lavorazione. La attesa viene in parte giustificata da un assetto grafico meraviglioso, tra i migliori mai visti in un gioco di ruolo, e da un sistema di gioco spiccatamente originale. In Fable ogni nostra azione cagionerà degli effetti immediati sulla nostra personalità e sull'andamento generale della avventura, e in un certo senso plasmerà il nostro "io". Il progetto dello studio Lionhead era senza dubbio ambizioso, ma come per ogni tentativo di innovare una forma ludica tradizionale, Fable nasconde delle insidie. La novità ha un prezzo, e in Fable lo si paga in un senso di sfida perennemente aleatorio, in una concezione di gioco a tratti eccessivamente flessibile e incondizionata. Il giocatore, storicamente, ha bisogno di essere guidato, e quando questa "guida virtuale" viene a mancare sopraggiunge la frustrazione. Se poi aggiungiamo il fatto che la storia è ben poco affascinante, e che i combattimenti assumono un ruolo basilare per portare a termine il tutto, capirete che il tentativo di Lionhead riesce solo in minima parte.

Peter Molyneux è un maniaco del dettaglio. A capo del "Project Ego" sin dai suoi albori, ha provveduto a donare al mondo di Fable una plausibilità reale per ogni abitante, per ogni locazione, per ogni singola azione eseguibile. La vastità entro cui dovremo districarci è notevole, ma al contrario del gioco di ruolo classico la ricerca è un fatto altamente secondario, e sarà gradualmente soffocata dalla necessità del combattimento. Stranamente, in Fable annientare fisicamente gli avversari è il punto cruciale dell'intera avventura, e questo limita la, comunque possibile, assimilazione di un mondo dalle mille sfaccettature. Perchè scoprire qualcosa che non sarà utilie al prosieguo? Sviscerare al 100% l'universo di Fable è un fatto possibile ma inutile ai fini ludici, così come inutile, in un certo senso, sovviene la costruzione della nostra personalità. Buoni o cattivi, alla fine ciò che conta è portare a termine le missioni, che andranno ultimate a prescindere dalle nostre azioni: grave pecca strutturale. Se Lionhead ha passato gli ultimi tre anni nello sviluppare il complesso algoritmo che regola la personalità del protagonista, ha anche fallito lì dove vi sarebbe stato bisogno di "direzionare" le azioni dello stesso. La libertà, in Fable, è il punto più interessante ma anche la croce che, parzialmente, lo condanna al limbo dei giochi privi di spessore narrativo. Scoprire in tutto le potenzialità di Fable è mansione più per feticisti che per esperti del gioco di ruolo impegnato.

Ma pur con le sue evidenti pecche, Fable riesce ad attirare l'attenzione e a farsi giocare. I combattimenti con le frecce e le pozioni magiche sono molto ben studiati e far evolvere il protagonista è una condizione che, per quanto male implementata, suscita interesse in chiava di rigiocabilità. La durata del gioco consta di dieci ore complessive, ma ci sarà data possibilità di salvare il nostro percorso e di riprendere da dove avevamo lasciato. Ma la facilità del tutto è palese. Non vi è una autentica missione cerebrale in Fable e la successione diviene, superata la prima metà dell'avventura, un puro esercizio di stile. Dove Fable mantiene le sue promessse rivoluzionarie è nell'impianto grafico, in una parola maestoso. La tecnica pittorica utilizzata è incredibile, e le scenografie appaiono costantemente avvolte da un alone di magia indefinibile a parole. Il contrasto fra cieli aperti e prati verdeggianti, fra roccaforti e specchi d'acqua è tra le cose più belle ad oggi viste su XBox e non solo su XBox. Purtroppo il frame rate denuncia qualche incertezza laddove il dettaglio diviene insostenibile per le risorse hardware della console Microsoft. Diciamo che Lionhead non sel'è sentita di tagliare per non rinunciare a una buona parte di atmosfera fantasy. Scelta che ci sentiamo di condividere. Il sonoro offre sprazzi di eccellenza pura sia negli effetti che nelle ispriratissime musiche, diluendosi all'atmofera generale in modo del tutto indolore. Insomma grande lavoro tecnico e tecnologico per un gioco che, forse, avrebbe meritato una maggiore cura nella fase clou, nel suo sviluppo centrale, nella proposizione del suo sistema evolutivo della personalità. Un ulteriore periodo di sviluppo avrebbe probabilmente risolto tali deficienze, ma pensiamo che alla Microsoft non avrebbero avuto la pazienza necessaria. Un peccato. Riponiamo le nostre speranza nel suo eventuale seguito....

 

 

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PRO

Tecnicamente di gran classe

Sontuoso impianto sonoro

Divertente fase dei combattimenti

CONTRO

Giocabilità "evolutiva" limitata

Vistosi cali del frame rate

                           

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Note di produzione