F.E.A.R.

fearcover2.jpg (22591 bytes)Polpettone horror all'ultimo grido, progettato per funzionare su configurazioni allarmanti, F.E.A.R. è anche pensato per assecondare in tutto il mercato. Quindi sparatutto in prima persona per PC, quintali di tecnica grafica ultramoderna e distruzione senza compromessi. Fine della recensione. Ah, vero, dovremmo approfondire perchè in molti hanno già definito il titolo Monolith come tra i migliori degli ultimi tempi, sicchè vi saranno caratteristiche degne di una trattazione più specifica. Ma in realtà non è così. Esclusa una A.I. piuttosto evoluta, non vi sarà nulla, in F.E.A.R., che non sia il solito progredire labirintico a oltranza sparando a tutto. Nulla che non sia il classico "punta e abbatti", seppure stiloso, finalizzato alla acquisizione di power up o nuove armi. Vi è una forte componente splatter, però, e questo in un certo senso è un bene, e la atmosfera è di quelle raffinate. Ma la domanda è: l'universo dei PC aveva davvero bisogno di un nuovo FPS? La risposta è no, naturalmente. Francamente non siamo più in grado di reggere un titolo del genere dopo aver visto roba come Shadow of the Colossus.....

Tuttavia, se la vostra unica piattaforma di gioco è il PC, quella Monolith è una attrattiva mica da ridere, che ti spara sul monitor una giocabilità arcaica ma ottimamente implementata, che vede questi nemici assecondare sofisticate tattiche di guerriglia, che vede questa oscurità, maledetta, stagliarsi con rigore nella frenesia circostante. Non vi è superficialità in F.E.A.R. Ogni tassello neurocaratteriale risponde a una visione ludica centellinata, studiata nella continuità scenografica con l'intento di trasfigurare al massimo la esperienza interattiva. La esplicita ostentazione del sangue, delle membra spappolate e dei crani rende la soppressione del nemico più appagante di quanto lo fosse in Half-Life 2, ma finisce anche per sbolognare la atmosfera quasi surreale del titolo Valve. Innegabile la oggettiva longevità del tutto: spari, fai saltare in aria una intera squadriglia nemica, cammini sgusciando per un chilometro, sali, scendi, distruggi, ti ritrovi circondato da orribili creature, apri sottopassaggi, arrivi a un terminale e ti accorgi che sei ancora a un quarto del percorso della prima area del primo stage. Il fatto di essere pensato per il singolo giocatore, pur presentando una completa modalità in multiplayer online, garantisce a F.E.A.R. i benefici di una voluminosa ostilità, creata per innescare un livello di resistenza che si adatti all'ambiente, che ne sfrutti ogni pertugio al fine di convertirne la fisicità in funzione del posizionamento dei nemici.

La eccezionalità scenografica dello sparatutto Monolith non rappresenta un avvenimento eclatante, anzi era cosa ampiamente preventivata. Viste le esose richieste di sistema, non pensiamo si potesse pretendere di meno di una sontuosa rappresentazione delle immagini, degli effetti, delle animazioni. Il dettaglio grafico è, in F.E.A.R., assolutamente sintomatico. I frizzi e i lazzi tecnologici, più che assistere minuziosamente la rappresentazione ambientale, sono pura manifestazione dell'ambiente stesso: evitano furbescamente la ottimizzazione del particolare e appaiono, a una analisi oggettiva e disinteressanta, ampiamente deficitari nell'ambito strettamente stilistico. Naturalmente siamo lontani un anno luce dai fasti di Resident Evil 4 (versione Gamecube) e, anche nella ovvia discrepanza del genere ludico rappresentato, siamo portati a non apprezzare del tutto il dispiegamento di mezzi occorso per lustrare quello che è e resta un semplice sparatutto in prima persona. Le animazioni sono indubbiamente fantastiche, realistiche fino al disgusto, con i nemici che saltano, schivano, effettuano capriole, prendono la mira, si fermano per ricaricare l'arma subendone il rinculo una volta scaricata addosso al nostro alter ego, si accasciano al suolo stramazzando e contorcendo e...beh, questo è tutto ciò che vi era da esprimere nella disamina tecnica. Nell'ambito sonoro si resta storditi dalla amplificazione degli effetti e, per il resto, non abbiamo proprio digerito le classiche intrusioni pseudofantascientifiche alla Matrix, con i soliti slowdonw e bullet time che appaiono più come una forzatura stylish che come una reale necessità del gameplay. F.E.A.R., in definitiva, è un titolo abbastanza pretenzioso, sicuramente valido nella sua tipologia, ma anche privo di qualsiasi spunto di originalità estetica o strutturale che lo aiuti a elevarsi dalla massa.

 

 

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PRO

Realizzazione tecnica molto buona

Piuttosto giocabile e longevo

                         

CONTRO

Originalità del tutto assente

                     
                         

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