F-ZERO GX

fzerocover2.JPG (20700 bytes)Se alla evoluzione tecnologica non possiamo mettere freno lo stesso vale, simmetricamente, per i mezzi fluttuanti di F-Zero GX. La gara è vista come una estensione progressiva della velocità condizionata da una folle conformazione delle piste. Che ti fanno male. Che istigano a realizzare l'estremo per godere della leadership futuristica di una fantascienza corsisitca dalla violenza concettuale. Il futuro di F-Zero GX è indubbiamente inquietante con la sua plausibilità, maniacale, del dettaglio scenografico. Ed è questa la caratteristica che, inconsciamente, prevarrà sul fattore ludico profferto da Amusement Vision. Vi rammentiamo che il gioco è conversione da arcade non omonimo (F-Zero AX) con cui è possibile interagire attraverso una patente magnetica, che consente lo sbloccaggio di mezzi, circuiti e goodies vari. Apparentemente non vi sono punti deboli attribuibili a F-Zero GX, e in effetti non solo apparentemente. L'unico lato negativo, lo diciamo ora, è un sonoro francamente osceno. E non per tecnica o qualità acustica, bensì proprio per un direzionamento musicale rockeggiante piuttosto vago e superficiale.

Il parco opzioni si presenta immediatamente completo. Disponibili una modalità Grand Prix, uno Story Mode, il Time Attack, il Versus e il Pratice Mode. Ovviamente la fetta più succulenta spetta ai primi due, strutturati per incentivare la longevità e rendere unica, diciamolo, la esperienza di gioco. Malgrado le inevitabili analogie con Wipeout della defunta Psygnosis, con cui F-Zero GX condivide il sistema curvatura degli shift laterali, la evoluzione della sfida non teme rivali, con tutta una serie di diavolerie di percorso quali trampoli, punti di accelerazione, bivi, dossi, discese in curva, montagne russe. L'opera di costruzione dei tracciati possiede la precisione diabolica di chi sà come il giocatore si esalta, di chi conosce il significato della terminologia "arcade" e la pone al servizio di una visione corsistica estremizzata. Dal primo F-Zero apparso su Super Nintendo (Anno Domini 1990) la velocità si è centuplicata per determinare la ascesa del gameplay ansimante, quello che ti fa stare sul filo del rasoio per lunghi tratti mentre il respiro viene letteralmente a mancare e un precipizio ci si para d'innanzi proprio quando credevamo di avere la gara in pugno. F-Zero GX è questo. Un concentrato di sensazioni velocizzanti radicali, che di livello in livello esterna tutta la magnificenza di un level design matematicamente perfido, logorroico nella ostentazione di curve impensabili da affrontare a 1000 all'ora e con il joypad che ci schizza letteralmente dalle mani.

F-Zero GX è stato appositamente pensato per il Joypad del Cubo. Ogni tasto si raggiunge naturalmente e la disposizione dell'acceleratore (croce digitale) si sposa perfettamente con la leva analogica, adibita al direzionamento delle navette. Tale immediatezza logistica fa si che la assimilazione delle meccaniche di guida avvenga entro i primi cinque minuti di gioco, e se proprio non volete rischiare l'apprendimento durante un Gran Premio, potrete anche ripiegare nell'insegnamento del Pratice. E se la giocabilità appare pressochè inappuntabile lo stesso discorso va fatto per la realizzazione tecnica. Amusement Vision raccoglie la sfida di un nuovo capitolo della saga con la precisa intenzione di annichilire tutto ciò che, in questo campo, era stato tentato e sperimentato. Dimenticatevi pure l'infelice Wipeout Fusion per PS2 e addentratevi senza indugio in un ambiente fantascientifico dal dettaglio immane, dalla velocità spaccabudella, dalle scenografie semplicemente splendide. Ogni tracciato è percosso da una visione cromatica che si fonde naturalmente alla tessitura delle piste, che vedremo scorrere fluidamente mentre ai bordi si ergono strutture maestose e paesaggi allucinati. In F-Zero GX la atmosfera è tutto. Neppure l'opinabile stile fumettoso dei personaggi riuscirà a sminuire una sittale maestria architettonica, che vale anche per il design eterogeneo dei vari mezzi. Sonoro a parte, ciò che limita F-Zero GX nella sostanza è una inevitabile mancanza di originalità di fondo, avvertibile in seno a meccanismi dinamici in parte sperimentati nella menzionata saga di Wipeout. Ma in fin dei conti il perfezionamento strutturale, estetico e ludico attuato da Amusement Vision farà sì che la coscienza hardcore insita in ogni possessore del Gamecube prenda il controllo, favorendo quella che resterà una esperienza corsistica indimenticabile.

 

 

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PRO

Maestosa realizzazione tecnica

Sistema di controllo immediato

Atmosfera impareggiabile

CONTRO

Sonoro non all'altezza della grafica

Non il massimo della originalità

                         

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