GOD HAND Chi ha speso valanghe di gettoni
in sala giochi può smettere immediatamente di leggere e andare dritto dritto a comprare God
Hand. Eh sì, perché qui si ritrovano allimprovviso tutti i cliché
del beatem up di stampo capcomiano e non, da Street Fighter II a Double
Dragon per intenderci. Ma non solo. E chiaro che le spruzzate di Devil May
Cry si fanno sentire quanto i velati accenni al mondo surreale di Killer 7,
poiché un losco figuro a noi ben noto aleggiava (il team si è sciolto) su Clover Studio.
Stiamo parlando ovviamente di Shinji Mikami, il quale non pago di aver diretto il quarto -
già storico - capitolo di Resident Evil 4, sembra che abbia voluto ridurre allosso
la struttura del citato kolossal per ricavarne un picchiaduro. Picchiaduro. Un termine che
ormai evoca gli stessi nomi da anni, Tekken, Soul Calibur e
e
basta, fondamentalmente. Dovreste quindi aver capito che questo God Hand è un atto di
carità, perché dà il pane agli affamati, a quelli cui la malattia dello smanettamento
compulsivo (aka button smashing) non è mai passata del tutto.
Ma diteci un po, cosè sta novità di
creare un titolo pieno di buffonate? Satirico, ironico, se non totalmente demenziale?
Quasi quasi ci ricorda un po Viewtiful Joe. O una parodia di Kenshiro. O le
Bizzarre Avventure di JoJo. Ma chiudiamo la parentesi sul meltin-pot culturale per andare
a vedere che tipo di esperienza offre il gioco vero e proprio. Adrenalinica, senza ombra
di dubbio. Premendo ripetutamente il tasto della combo, Gene scaricherà
sullavversario una sequenza di colpi liberamente personalizzabile attraverso una
apposita schermata. Gli attacchi variano per potenza, velocità e tipologia (calcio,
pugno, lancia nemico, rompi difesa, etc
), e possono essere impostati anche su altri
due tasti a colpo singolo. Inoltre sono presenti attacchi generici molto utili come quelli
in corsa (doppio input sulla levetta analogica sinistra e via come il fulmine) e, dulcis
in fundo, quattro tipi di schivata da eseguire con la levetta analogica destra. Il fatto
è che a furia di pestare e schivare si riempe una simpatica barretta della
tensione. Una volta riempita lampeggerà, e tramite la pressione di un tasto
scateneremo la potenza del God Hand. Invincibile e rapidissimo, Gene sparerà cazzotti con
il doppio della normale potenza. Quando poi non basta nemmeno questo, beh, ci sono le
super tecniche della roulette, colpi di straordinaria potenza
dallutilizzo limitato che possono produrre ottimi effetti sui nemici quali
stordimento o caduta. Ottimi perché se il nemico è a terra o stordito è il momento di
premere il tasto adibito alle azioni speciali: picchia, calpesta, contrasta
sculaccia. Pungiglione! Presa del cobra! Roba da matti.
Il bello è che più massacri il dito sul tasto, più
picchi il nemico.
Chiaramente colpi, tecniche, nonché fondamentali potenziamenti possono essere acquistati
in un negozietto accessibile tra un livello e laltro, ambientato in una cittadina
del selvaggio west by night. Qui è possibile giocare dazzardo con videopoker e slot
machine, ma le corse dei chihuahua velenosi (avete letto bene) sono più redditizie. E poi
cè anche unarena per scazzottare a suon di quattrini. A proposito di
quattrini, lo sapete che più il livello di difficoltà aumenta e più si guadagna denaro?
La difficoltà di gioco è variabile: sale quando colpiamo i nemici e scende se ci
facciamo colpire. Insomma, più li pesti e più questi si fanno furbi, schivano i colpi,
si organizzano per farti crepare. Specie al livello massimo di difficoltà, chiamato
casualmente Livello Morte. Un altro particolare intelligente consiste nei bonus di
recupero: questi NON scompariranno mai dallaria di gioco una volta scoperti. Grazie
a ciò è possibile gestire il gioco con più strategia di quanto non si pensi.
God Hand non segna la storia, ma non ha nemmeno la pretesa di volerlo fare. Il suo unico
scopo è quello di renderti esaltato come un ragazzino iperattivo. Pazienza se i muri
delle case si volatilizzano quando siamo adiacenti alle pareti o se a volte si ha la
sensazione che alcuni aspetti del gioco avrebbero potuto essere approfonditi, rifiniti. Ma
senza ombra di dubbio qui si vedono cose che sarebbe un peccato perdere. Si segnalano
inoltre brani scanzonati e in un paio di occasioni addirittura strepitosi, come nel caso
dello scontro con Elvis o la stupenda canzone finale dintonazione jeegrobottiana. In
una parola: consigliatissimo.
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