GOD OF WAR II

godofwarcover2.png (21024 bytes)Non sarebbe errato considerare God Of War II come un ritorno alla purezza dell'action game. La prima ora di gioco è un tributo appassionato a quelli che erano i meccanismi serrati di mostri sacri come Lionheart o Super Turrican 2, con una lunghissima sequenza iniziale di scontro con un titano in pietra, già entrata nella storia dei videogiochi, e un avvicendarsi di acrobazie vertiginose fino alla conquista del cavallo alato Pegasus. Senza parole. Nella scena in volo che ci porterà fino all'isola delle "Sorelle Del Destino" lo Studio Santa Monica reinventa e migliora Panzer Dragoon in tutto. Negli spostamenti laterali, nei principi di attacco, nel ritmo e nella velocità dello scorrimento e nella effettiva sensazione di dominare i cieli. Questo God Of War II ascende all'Olimpo dei giochi di azione attingendo un po' ovunque, anche al timing dei pulsanti a comparsa di Resident Evil 4. La risoluzione di alcuni enigmi è ancora necessaria ancorchè la furia della azione, predominante dall'inizio alla fine, si divori tutto e faccia retrocedere il ragionamento a mera accademia. Quello dello Studio Santa Monica è un titolo volutamente rude, grezzo.

Benchè nelle combinazioni di attacco e nelle intercalazioni dei tasti GOWII sia simile al predecessore, si ravvisa una maggiore varietà di tecniche acquisibili e se vogliamo un più articolato sistema di upgrade delle armi. Queste ultime, impugnate da Kratos come frullatori di sangue, stuprano il combattimento ed estremizzano lo spettacolo di morte rispettando una struttura coreografica rigorosa, quasi a inscenare i passi di una violenta danza di carne. La alternanza di momenti di pura distruzione con diversivi di matrice platformista, che sostanzialmente misurano la abilità atletica del protagonista portandolo ad arrampicarsi, a spiccare balzi chilometrici, a rimanere in bilico su di una trave, realizza un gameplay dinamico e vario che non annoia, se non in alcuni rari momenti di stasi creativa. A tutto vantaggio di una giocabilità che si aggrappa al cervello del giocatore nutrendolo di combattimenti esaltanti, in cui i trecentosessanta gradi della azione vengono bissati continuamente dalle frustate del dio della guerra. Con Zeus e tutti gli dei dell'Olimpo contro, quella di Kratos è la Odissea di Omero riadattata per il mercato dei videogiochi: le icone e le creature della antica Grecia prendono forma reale, si animano e, sovente, mettono davvero paura. E' in questo che God Of War II convince più del predecessore, in una raffigurazione che trascende le forme letterarie, prendendo corpo e sostanza tanto nelle costanti visive quanto nelle azioni rispondenti.

Il magniloquente mondo disegnato dai grafici stressa al midollo i processori di Playstation 2. Impressionano le textures, nitide fino alla traslucenza, e ci si sorprende della estensione assoluta delle inquadrature. La regia virtuale scarrella sui fluidissimi movimenti di Kratos cogliendone ogni singolo particolare e incoraggiando la grandezza di scenografie dettagliate, i cui effetti di rifrazione e trasparenza sembrano fondersi alla complessità delle strutture architettoniche. Il character design dei nemici denota il passo in avanti compiuto dai disegnatori sullla interpolazione delle tessiture, adesso corpose e "plausibili", cogliendo anche le espressioni facciali dinamiche di ogni singolo mostro. Per una volta anche i filmati di intermezzo riescono a non disturbare la azione e non solo per intrinseca spettacolarità, laddove i momenti cinematici torneranno utili alla comprensione della storia. Altrettanta arte è riservata al comparto musicale, solenne e incalzante nei cori e negli acuti strumentali, e malgrado non vi sia una vera e propria colonna sonora portante si è propensi ad accettare il compromesso di un lirismo sonoro occasionale. God Of War II è un possente gioco di azione che rievoca i grandi classici del genere pur restando fedele ai caratteri del suo prequel, ed è forse nella ripercorrenza forzata delle tempistiche del precursore che il titolo di Santa Monica mostra i suoi, anche lievi, limiti concettuali. Forse per non disorientare il giocatore, il team creativo osa fino a un certo punto e non va oltre il diversivo delle sezioni in volo, benchè per un titolo arcade di concezione moderna tale approccio, vista l'utenza disabituata alle varianti dinamiche in game, sia da considerarsi sin troppo coraggioso. E' nostra opinione che God Of War II meriti il rispetto riservato ai grandi per la capacità di imbucarsi nel mercato attuale attraverso le leggi, ormai accantonate, del gioco di azione.

 

 

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PRO

Dinamiche di gioco varie e serrate

Una grande grafica

                        

CONTRO

Struttura di combattimento devota

al sopravvalutato prequel

                         

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