GRAN
TURISMO 4 Quantità e qualità per questo
nuovo episodio della saga. Polyphony Digital, al culmine del suo masochismo, ridefinisce
ancora lo standard tecnologico dei giochi di guida per Playstation 2. Ma siamo alla
frutta. Più di così si muore pertanto è certo che il prossimo capitolo apparirà sulla
nuova generazione consolistica della Sony. Gran Turismo 4 ce lo
aspettavamo così come ci è apparso. Bello e impossibile ma anche pretenzioso a tratti,
con il suo parco vetture sterminato che impone una interazione forse troppo diluita nel
tempo. L'impressione è che i programmatori si siano sbattuti nel riprodurre centinaia di
veicoli finendo per trascurare alcuni elementi di gioco essenzialiì, vedi il sistema di
collisione perimetrale, vedi la conformazione di alcuni tracciati, sovente troppo simili
gli uni agli altri. Ma è una considerazione che viene fuori dopo molte ore di gioco, che
probabilmente sarà ignorata dalla maggior parte dei mortali. Perchè in effetti
nell'ambito simulativo non troverete di meglio per parecchi anni a venire, e potrete anche
evitarvi di acquistare gli Enthusia, i Forza Motorsport e i cazzi vari
in via di commercializzazione.
Le modalità di gioco ritornano nella bivalenza
conflittuale dell'Arcade e del Gran Turismo. Nel primo caso la partitella sarà veloce,
giusto per saggiare il nuovo motore grafico e percorrere con spensieratezza un determinato
numero di tracciati. La novità sta nell'aver concepito lo sbloccaccio dei nuovi circuiti
parallelamente alla modalità GT, cosichè completando la mappa di quest'ultima si
amplierà di conseguenza il quantitativo corsistico dell'Arcade Mode. Il percorso è
intenso. Da qualunque punto di vista lo si giochi Gran Turismo 4 regala una intensa
competizione a scalata, che innalza il senso della sfida e conduce al perfezionamento
graduale dei nostri stili di guida. Naturalmente è nel Gran Turismo Mode che tali
velleità potranno essere espresse appieno, con il sistema delle patenti rimasto
generalmente invariato rispetto agli episodi precedenti. Per accedere alle gare sarà
quindi indispensabile superare tutte prove preliminari previste, che molto spesso si
riveleranno incredibilmente insidiose. Sul parco vetture acquisibili ci sarà da
divertirsi e parecchio visto che l'ammontare delle stesse si aggira attorno alle seicento
unità. Introduzione particolarmente gradita è la modalità di gioco denominata B-Spec,
con cui potremo intraprendere le gare secondo una interpretazione manageriale, indicando
dall'esterno come condurre la gara e ordinare al pilota, all'occorrenza, i pit stop e gli
eventuali sorpassi in determinati punti del tracciato. Completezza assoluta e a 360 gradi.
Alcuni momenti di gioco risultano ripetitivi. Questo non
vuol dire che Gran Turismo 4 sia noioso, ma che in effetti a causa della sua incredibile
estensione si presti a sporadiche ridondanze nel meccanismo logistico di alcuni tracciati.
Un buon numero di piste sembra messo lì per rattoppare gli inevitabili vuoti creativi dei
track designers, che al cospetto di una opera di tale portata si sono comunque
concessi costruzioni di grandiosa portata stilistica. Impossibile non citare la
sontuosità poligonale dei percorsi di New York, Parigi e Londra, nonchè la
spettacolarità del nuovissimo rally su ghiaccio. Tutto il comparto grafico si avvale di
un miglioramento evidente rispetto a Gran Turismo 3, sia nelle textures che negli
effetti ambientali e di rifrazione. I rilfessi sulle autovetture appaiono ancora più
realistici mentre la dinamica del motore poligonale si aggiorna a sessanta fotogrammi per
secondo mostrando un clipping appena appena percettibile. Ma la cosa che lascia
letteralmente a bocca aperta è il design di tutte le macchine presenti, che riproducono
in modo maniacale le loro controparti reali, tanto che se fotografate dall'esterno
(gradita e inedita opzione offerta da GT4) il risultato potrebbe tranquillamente essere
stampato sulla copertina di Quattroruote senza che nessuno ne scorga le origini
digitali. Di altissimo, altissimo livello tutto il sonoro. A parte le musiche, che possono
piacere o non piacere a seconda dei propri gusti, sono gli effetti a lasciare basiti nella
loro riproduzione minuziosamente motorizzata, nel fruscio dei gas di scarico, nel rombo
amplificato alla partenza di una gara affollata. Gran Turismo 4 è come
ce lo aspettavamo: una evoluzione netta rispetto al precedente episodio e, in principal
luogo, una immensa dichiarazione d'amore verso il pianeta della automobile, in ogni sua
forma meccanica e coreografica.
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