GUNVALKYRIE Lo sviluppo di Gunvalkyrie era cominciato su Dreamcast nel
lontano 2000. Poi le cose sono andate come tutti sappiamo e il gioco è stato dirottato
prontamente su tecnologia XBox. Ma possiamo affermare che Gunvalkyrie sia un gioco
"da Dreamcast" anche se la console è un'altra. Il motivo lo ricerchiamo in una
concezione ludica estremamente hardcore, che poco si sposa con la ideologia di
intrattenimento forgiata da Microsoft. Scoprirete, giocando al titolo Smilebit, una
giocabilità retrò del tutto particolare, che attinge allo sparatutto classico attraverso
un sistema di controllo patologico. Forniti di jetpack scorazzeremo in lungo e in largo
fra piattaforme soprelevate e strapiombi impossibili, e lo faremo con la padronanza di chi
ha imparato qualcosa di unico, di chi a assimilato tutte le funzioni e le funzionalità
del joypad. Il titolo sfrutta praticamente tutti i tasti del controller XBox, rendendo le
fasi iniziali abbastanza ostiche nell'apprendimento dei meccanismi dinamici e di sparo. Ma
è solo questione di tempo. Presa confidenza cominceremo ad apprendere e a comprendere le
scelte di Smilebit....
Fondamentalmente parlando si tratta di sparare a ogni cosa.
Al culmine di ogni livello vi è il classico boss gigante dalla cattiveria cattiva e poi
si passa oltre. Classicismo, ma non solo. La novità al genere apportata dai programmatori
accarezza lo stylish e si adagia sulla originalità di un concept in parte
inesplorato. Perchè in Gunvalkyrie, per proseguire con successo, sarà importante
imparare tutte le combo e restare sospesi il maggior tempo possibile senza scaricare
l'energia del jetpack. Quest'ultimo, attivabile con lo shift di sinistra, si esaurisce
velocemente a meno che non performiamo una sequenza di mosse concatenate, entro il cui
spazio temporale il jetpack rimane inattivo. Ciò significa che più tempo dedicheremo
all'apprendimento delle mosse, migliore sarà la predisposizione del Valkyrie a uscire
indenne dalla bagarre. Il ritmo di gioco è volutamente forsennato per incentivare tali
meccanismi, per esasperare il sistema nervoso dell'utente e per costringerlo alla
disperazione nel momento della dipartita. Praticamente un gioco di altri tempi che ci ha
reso felici come quando la nostra mamma, alla tenera età di 3 anni, ci faceva giocare con
il pupazzo di gomma dell'uomo ragno. Eppure Gunvalkyrie si può domare. Con il metodo,
certo, con il sangue, ma è possibile venirne a capo per poi esultare a ogni mostrone
massacrato a colpi di laser. In questo genere di giochi la varietà non conta. Gunvalkyrie
è sparare e proseguire nella unica direzione consentita dal visus frontale.
Importante la funzionalità del boost. Che sarebbe una
tecnica di evasione effettuabile con lo stick di sinistra, con cui spiccare repentini
balzi in tutte le direzioni ed evitare agilmente gli insetti nemici. Imparare a usarla nel
modo giusto sarà fondamentale nello scontro con gli immensi boss di fine livello, al fine
di aggirarli e penetrare le loro difese. Per l'interscambio delle armi in dotazione
utilizzeremo i tasti X, Y e B, mentre lo shift di destra sarà deputato allo sparo
(praticamente corrisponde al grilletto di ogni arma). E così via dicendo sulla falsariga
di quanto introdotto, quando abbiamo rilevato la pressante sensazione di giocare un titolo
anomalo per i nostri tempi ma decisamente massiccio per concezione ludica evolutiva. La
grafica è spettacolare. Non sappiamo quanto, rispetto al lavoro su Dreamcast, sia stato
davvero ottimizzato per le risorse di XBox, ma ciò di cui siamo certi è che sul profilo
strettamente artistico Smilebit abbia offerto una dimostrazione di grande talento
visionario. Malgrado il numero di poligoni non sia eccessivo e le textures a tratti
approssimative, il tocco artistico degli sfondi, cromaticamente fulgidi, e la maestosità
delle strutture poligonali, imponenti e dall'aspetto solenne, inducono il giocatore alla
pura e ammirata contemplazione. Il frame rate risulta generalmente stabile, anche
se in alcuni casi di affollamento tenda a rallentare, mentre il character design sovviene
eccellente in ogni circostanza, sia per quanto riguarda i nemici che per i due
protagonisti selezionabili. Sulle musiche in game la situazione è accettabile ma
non eccelsa, per quanto eccelsa risulti essere la resa strettamente acustica degli
effetti, che soprattutto in Dolby Digital 5.1 tendono ad amplificare notevolmente gli
scontri. A noi codesto Gunvalkyrie è piaciuto parecchio. Ma non è una condizione
universale, e non è detto che all'essere umano medio piaccia.
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