HALF-LIFE 2

halflifecover2.JPG (12307 bytes)Malgrado accorpante gli strumenti dello sparatutto in prima persona, Half-Life 2 è una sinfonia. Vi si rileva lo spessore necessario a elevare il fps dalle centinaia di varianti accadute su personal computer, e come già visto sei anni or sono Valve riesce a infondere all'esperienza le nozioni di psicologia assolutamente uniche per definizione, assimilazione, identificazione. Gordon Freeman è ancora impenetrabile e non parla mai, e forse, anche per questo, le fasi di sparo assumono una funzione visuale, oltre che di mera direzione; Half-Life 2 deve introdurre il giocatore agli ambienti che si aprono allarmanti, che sono apparentemente vivi nell'assumersi la percezione di un mondo-prigione devastato e cupo, al cui interno si sviluppa la consapevolezza del male. Ma è pur sempre un fps, e in quanto tale si troverà a sottostare, suo malgrado, alle leggi meccaniche oramai sorpassate che regolano i tempi del videogioco di genere. Lì dove una apocalisse come Metroid Prime ha dalla sua il level design effettivamente sferzante, che arresta la linearità dello sparo, in Half-Life 2 si è ancora legati alla tradizione.

Il lavoro di scrittura dietro la produzione Valve è indubbiamente notevole. La avventura si distribuisce come atto avvincente, risultando antisettica alla manovra di perlustrazione delle zone e alle fasi di ripetuta stazione; lo stallo avviene in forma ridotta, e grazie a un opportuno misurarsi della guerra ci si ritrova a essere coinvolti visceralmente in questo stato di piramidale evoluzione del gameplay. Guideremo mezzi corazzati, affronteremo momenti di alta sommossa con la tensione che impenna; ingaggeremo azioni di cooperazione con la squadra di mercenari e ci districheremo tra le strettoie cittadine alla ricerca di armi, medicamenti. L'accanimento ludico è persistente. Si vede quanto Valve abbia puntato sulla definizione eterogenea dello sparo per aggirare il più scomodo limite degli fps, il quale si richiama sovente alla monotonia delle fasi non attive. I programmatori hanno saputo giostrare con maestria tra i momenti di forte interazione e quelli, paralleli, di calma apparente, a consentire al giocatore di prender fiato, per poi ancora una volta lanciarlo nel turbine della follia urbana che aggrava. Abbiamo apprezzato. Ma nonostante gli sforzi la schematicità motrice, e lineare, del direzionamento visivo finisce per prendere occasionalemente il controllo mostrando il meccanismo di scoperta semplificato. Sapremo sempre dove e come muoverci, e arrivare alla fine del qudro sarà più semplice di quanto la sontuosità scenografica faccia presagire. Le provvigioni di energia, inoltre, dovevano essere ridotte.

Ciò che eleva Half-Life 2 a paradigma è la indiscutibile intelligenza del sistema bellico. Durante la azione potremo fare praticamente di tutto, provocando effetti dinamici sul circondario al silicio, che in risposta reagirà ai disstesti cagionati dalle armi. Una esplosione potrà ribaltare un mezzo corazzato, sfondare un muro, mandare in pezzi anche il più insignificante dettaglio dello sfondo. E ogni oggetto, di piccola o media dimensione, potrà essere utilizzato per i fini più impensabili. Half-Life 2, restando entro i perimetri del suo grado di pertinenza, realizza il meglio dello sparatutto classico e scarta, o meglio nasconde le insidie ludiche adiacenti il genere. Ne viene fuori una dimostrazione di alta programmazione, di elegante level design, di eccellente intrattenimento a medio termine. Sull'aspetto grafico si registra naturale l'evoluzione rispetto al precursore e si definisce, naturalmente, il più impressionante tra gli spettacoli poligonali in prima persona formato windows. A patto di possedere una configurazione accettabile, si parteciperà quindi della violenza tridimensionale che riveste le strutture di textures dal realismo pesante, e senza per questo avvisare il calo di frame, il pur minimo effetto di pop-up. Il prolungato periodo di lavorazione è servito a limare il rivestimento del pixel, per poter rendere la visione definitivamente priva di sbavature. E va detto guale per il suono, che suona di nitidezza e surround, che affianca le tecniche di riproduzione acustica spaziale e dinamica. Di grazia il vero, unico difetto di Half-Life 2 sta nel suo prestarsi a un genere che non ha più validi argomenti da offrire per sua avvenuta saturazione, allorché il principio del consumo diretto ne sia il limite più stretto, anziché l'oggetto preferenziale che un tempo creava gioia. Beninteso, Valve rende a chi spara l'apice tecnico (e strutturale) del fps.

 

 

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PRO

Grande uso del poligono

Notevole intelligenza strutturale

Appagante assai

CONTRO

Longevità non eccessiva

Originalità necessariamente bassa

                        

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Note di produzione