HALF-LIFE
2 Half-Life 2 è una sinfonia.
Malgrado resti nella consuetudine degli sparatutto in prima persona, possiede quello
spessore necessario per elevarsi dalle centinaia di FPS disponibili per PC. Come accaduro
sei anni fa, Valve riesce a infondere nella esperienza di gioco quella visione psicologica
assolutamente unica per concezione, assimilazione, identificazione. Gordon Freeman è
ancora impenetrabile e non parla mai, e forse anche per questo le fasi di sparo assumono
un rigore didascalico direzionale. Da subito immersivo, Half-Life 2 introduce
al giocatore una apertura ambientale allarmante, realmente viva, che spalanca la
percezione di un mondo-prigione devastato e cupo, al cui interno si sviluppa la
consapevolezza del male. Ma è pur sempre un FPS, e in quanto tale si troverà a
sottostare, suo malgrado, alle leggi meccaniche ormai sorpassate che regolano questa
tipologia ludica. Lì dove una esperienza come Metroid Prime ha dalla sua un level
design semplicemente maestoso, riuscendo a districarsi dalla linearità dello sparo,
in Half-Life 2 si è ancora legati al tradizionalismo.
Il lavoro intellettuale dietro la produzione Valve è
comunque notevole. La avventura si disloca in modo avvincente, risultando assolutamente
non asettica nella perlustrazione delle zone e nelle fasi narrative. Le situazioni di
stallo sono ridotte al minino, e grazie a un sapiente bilanciamento della azione ci
ritroveremo a essere coinvolti appieno nel suo svolgimento piramidale. Guideremo mezzi
corazzati, affronteremo momenti di alta guerriglia con l'adrenalina a mille, ingaggeremo
spezzoni di cooperazione con una squadra di mercenari e ci districheremo tra le strettoie
cittadine alla ricerca di armi o medicamenti. Il bilanciamento ludico è persistente, e si
vede quanto Valve abbia puntato sulla definizione eterogenea della azione per scongiurare
il maggiore difetto degli FPS, che risiede sovente nella monotonia delle fasi non attive.
I programmatori hanno saputo giostrare efficacemente tra i momenti di forte azione e
quelli di calma apparente, consentendo al giocatore di rifiatare per poi, ancora una
volta, immergerlo nel turbine di una follia urbana imperante. Abbiamo apprezzato. Ma
nonostante gli sforzi la schematicità motrice, e lineare, del direzionamento visivo
finisce per prendere il sopravvento mostrando un meccanismo di scoperta eccessivamente
semplificato. Sapremo sempre dove e come muoverci, e arrivare alla fine del livello sarà
più semplice di quanto la sontuosità scenografica lasci presagire. La semplicità di
fondo si fa insidiosa anche per le numerose ricariche energetiche....
Ciò che eleva Half-Life 2 a paradigma del genere è la
indiscutibile intelligenza del sistema bellico. Durante la azione potremo fare
praticamente di tutto, provocando effetti dinamici sul circondariato urbano che, in
risposta, reagirà ai disstesti provocati dalle armi. Una esplosione potrà ribaltare un
mezzo corazzato, sfondare un muro, mandare in pezzi anche il più insignificante dettaglio
dello sfondo. E ogni oggetto, di piccola o media dimensione, potrà essere utilizzato per
i fini più impensabili. Half-Life 2, restando nel perimetro del suo genere di
appartenenza, eleva il meglio dello sparatutto classico e scarta, o meglio nasconde le
insidie ludiche adiacenti al genere. Ne viene fuori una dimostrazione di alta
programmazione, di elegante level design, di eccellente intrattenimento a medio
termine. Sull'aspetto grafico si registra la naturale evoluzione del suo predecessore, che
si traduce, semplicemente, nel più impressionante spettacolo visivo in prima persona che
mai si sia visto in un videogioco. A patto di possedere una configurazione accettabile,
assisteremo a una violenza poligonale bruta, che riveste le strutture di textures dal
realismo pazzesco senza mai concedere cali di frame e diversificandosi con l'incedere. Il
lungo periodo di lavorazione è servito a limare anche il più piccolo dei particolari
scenografici e a rendere la visione definitivamente priva di sbavature. E lo stesso vale
per il sonoro, che immerge nella atmosfera di gioco attraverso musicalità trascinanti ed
effetti nitidi, raffinati e realistici fino al parossismo. Insomma il vero, unico limite
di Half-Life 2 sta nella appartenenza a un genere che non ha più molto da dire, che è
stato sviscerato in lungo e in largo ma che anche raggiunge, grazie a Valve, vette
strutturali inarrivabili per qualsiasi altro concorrente. Se apprezzate il genere
troverete pane per i vostri denti.
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