HURRICAN

beachcover2.JPG (14507 bytes)Che storia. Questo gruppo di programmatori tedeschi, i Poke 53280, si è messo in testa di proseguire per il sentiero evoluzionista tracciato da Manfred Trenz nel secolo scorso. Ma niente remake, nulla di tutto ciò. Hurrican è un omaggio, una apologia del platformismo a ricerca, un tributo a Turrican II pagato col sangue di una passione sconfinata. Quelli di Poke 53280, sessantaquattristi tutta la vita il cui schermo di presentazione ci catapulta dritti negli anni '80, devono essersi nutriti di grafica bidimensionale a tocchi, durante il periodo di sviluppo, e con un impianto stereo sintonizzato su frequenze Huelsbeck. La colonna sonora, stupenda, innesca gli impulsi metallici techno della stagione amighista nella meticolosa ricerca del suono campionato distorto, del sintetizzatore a otto bit che filtra le voci. Hurrican è un prodotto artigianale, accurato in ogni dettaglio, di altri tempi e di luoghi vicini al rinascimento del videogioco moderno. Ma è l'idea a essere retrò, non la stesura. Il neo Turrican del team Poke sfodera un 2D tecnologico, evoluto, in altissima risoluzione.

Prima di cominciare a blastare, munirsi di un buon joypad multifunzione. Il Logitech Dual Action, con i suoi otto tasti, si adatta come un guanto alla pulsanteria studiata dai programmatori: Hurrican può alzare e abbassare lo sguardo (la schermata scorre verticalmente mostrando tratti di schermo non direttamente visibili), utilizza tre fucili selezionabili al volo (in Turrican non accadeva), fa uso di tre super armi, sfodera il raggio rotante (a potenziamento massimo è qualcosa di devastante) e naturalmente si trasforma in ruota meccanica. Il sistema di controllo dispensa solidità e acquista il puntamento diagonale, per sparare da terra su bersagli disallineati. Controllo assoluto. Ma in un mondo che si rivela ostile, cattivo, intollerante. Hurrican non regala nulla anche a livello Easy, forse per rivendicare la giocabilità arcade di stampo classico del passato decennio e cagionare momenti di sana frustrazione. La possibilità di salvataggio del livello raggiunto allevia le sofferenze del gameplay, ma non risolve uno sbilanciamento della difficoltà generale che, già dal terzo mondo, si fa consistente. Bisona tuttavia rilevare la presenza di vite aggiuntive nascoste e la persistenza di una struttura esplorativa estesa, che consente il ritrovamento di bonus energetici essenziali per il ripristino delle funzioni vitali. Con una buona dose di impegno e qualche goccia di sangue Hurrican realizza momenti di mitologia orizzontale a 16 bit, di spazi aperti da incenerire fuoriosamente.

Quando vedi Hurrican pensi: "toh, un clone di Turrican". Cazzate. Piuttosto, la opera di questi crucchi genialoidi si propone come seguito possibile di Turrican II, sequel che se davvero fosse stato tale non avrebbe sfigurato. Hurrican incorpora tutte le caratteristiche che fecero unica la bilogia trenziana dell'eroe meccanico poi dato in pasto alle console e mutilato della componente perlustrativa. Al primo caricamento e alla comparsa dei robot nani, che quando li calpesti si ingrifano dileguandosi, ti ritorna d'un colpo quel pomeriggio di quindici anni fa, dopo la scuola, col joystick a forma di cloche pronto a essere spaccato e l'Amiga fumante. Ritroveremo il pugno meccanico, il pirana gigante, le torri fortificate del primo Turrican per una estetica che, pur ispirandosi al passato, guarda al futuro costruendo scene grafiche di grande suggestione. Il protagonista robotico è realizzato con tecniche di pre-rendering e animato in modo eccelso: nei momenti attivi l'impressione che restituisce è di assoluta solidità, mentre in fase di stasi lo vedremo roteare l'arma e assumere una postura di attesa. I fondali, animati, in parallasse, dettagliati fino alla mania, ritraggono splendidi universi di fantascienza biotecnologica fino alle ostentazioni accademiche, come quando, nel primo livello, incroceremo i rottami di una nave spaziale e la carcassa inanimata del pilota nostro simile. L'inconcepibile disegno dei guardiani, giganteschi, frantuma lo schermo offrendo lezioni gratuite di mechanical design, affinchè noi tutti si sia testimoni di una cultura del videogioco essenziale, che riporti alle origini, quando non eravamo che ragazzini e ci stupivamo alla vista di un qualsiasi coin op. Hurrican è una opera di altissimo valore intellettuale, un esempio di alta programmazione da cui le maggiori software house dovrebbero trarre insegnamento. Semplicemente monumentale.

 

 

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PRO

Essenziale, distruttivo, trenziano

Grafica dettagliata, estesa, in alta

risoluzione

CONTRO

Sporadici picchi di difficoltà

                       
                         

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