HYPER STREET FIGHTER II: The Anniversary Edition

hypercover2.JPG (18054 bytes)Quando si riesuma un classico come Street Fighter II bisogna procedere per gradi di classificazione per non  giungere a conclusioni affrettate. Rispetto prima di tutto, e solo in seguito è lecito esprimere un giudizio. Ma che non sia il solito "se siete nostalgici e avete amato il picchiaduro Capcom questo è il gioco che fa per voi", perchè rischieremmo di essere irriverenti. A ogni modo non si tratta di una collection nel senso più stretto del termine, bensì di una sorta di commemorazione storica di tutti gli episodi di Street Fighter II alternatisi negli anni in sala giochi e sulle console domestiche. Praticamente, in Hyper Street Fighter II potremo impersonare i personaggi degli episodi Normal (il primo Street Fighter II), Dash, Turbo, Super e Super X. Tutti quanti, con tutti i vestiti, in una unica soluzione e con tutti i fondali originari. Ma non vi sarà la sola corrispondenza estetica, visto che scegliendo ad esempio la versione Turbo X di Ryu ne erediteremo anche le mosse e le meccaniche adiacenti. E' come trapiantare il vecchio sul nuovo e viceversa lasciando intatta la giocabilità che ha da sempre caratterizzato tutti gli episodi della saga.

Si tratta sostanzialmente di una rimpatriata. Allora se avete presente la struttura del picchiaduro bidimensionale Capcom rammenterete le mezze lune, i quarti di luna, le diagonali e tutti i direzionamenti base per eseguire palle di fuoco, calci rotanti, super pugni, mega salti e via così. Il bilanciamento delle forze in campo, siano esse estratte da una versione precedente o antecedente del beat'em up, è ancora lampante. Vi sono ancora i personaggi un po' astrusi da utilizzare appieno (Dalshim resta sempre odioso e irritante), e alcuni sono palesemente più forti di altri. Ma con la pratica si riesce a compensare questo fattore discriminante e a entrare in completa simbiosi con il protagonista selezionato. Gli stili risultano sufficientemente variegati da garantire una diversificazione (quantomeno estetica) abbastanza netta, nonostante molte mosse si eseguano sfruttando le medesime combinazioni fra tasti direzionali e pulsanti di fuoco. A nostro avviso la situazione di lotta più gratificante interviene con la selezione dei lottatori in versione Super X (Super Street Fighter II Turbo) per via della introduzione delle prime combo e dei primi sistemi a barra di caricamento. E la immediatezza è lampante. Se paragonassimo Hyper Street Fighter II a uno dei recenti picchiaduro sviluppati da Capcom, ritroveremmo quella semplicità che fra power gauge, super, caricamenti e reverse si era un po' smarrita sull'altare di una sofisticazione logistica forzata.

Meccanicamente parlando, nonostante la diffusa semplicità di gestazione, questa commemorazione potrebbe non trovare i favori di un pubblico ormai svezzato dai vari Soul Calibur e Tekken. Ma è un dettaglio che si ripropone ogni qualvolta Capcom decide di sviluppare un nuovo picchiaduro bidimensionale, e finisce per essere trascurabile nel senso strettamente ludico della interazione. La riscoperta di un classico (in questo caso di una serie di classici) intercede sempre alla accettazione incondizionata di una struttura ormai passata alla storia, che meglio ancora ha fatto la storia, e che nonostante il tempo trascorso riesce a divertire più di quanto ci si potesse attendere. E anche graficamente, grazie alla sapienza del character design, ci si ritrova con un titolo solido, provvisto di un buonissimo numero di fotogrammi di animazione e di fondali particolarmente ispirati. Sarà anche trascorso un secolo dall'ultimo Street Fighter II realizzato, ma la classe resta tale e non perde il suo valore intrinseco. Le musichette ormai leggendarie fanno il resto e ascrivono questo ulteriore episodio della saga nella storia dei picchiaduro realizzati da Capcom. Ma non solo. L'ottimo quantitativo di extra presenti, tra cui troviamo una galleria di immagini e l'anime "Street Fighter II: The Animated Movie" fanno di Hyper Street Fighter II: The Anniversary Edition un imperdibile pezzo da collezione. Peccato solo che il lungometraggio sia stato censurato della scena del nudo di Chun Li, che avevamo apprezzato nella versione distribuita da Polygram in Italia anni fa. E che altro aggiungere. Si tratta di storia, e in quanto tale merita tutto il rispetto di questo mondo e la considerazione di un pubblico anche cresciuto (riguardo il target generale a cui i videogiochi odierni si rivolgono), ma ancora in grado di riconoscere in una opera videoludica il valore generazionale delle origini....          

 

 

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PRO

Struttura estremamente classica

Ottima varietà di personaggi

Graficamente ancora gradevole

CONTRO

Mancanza cronica di innovazione

                     
                        

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