ICO

icocover2.JPG (16372 bytes)Perduti nella stupefazione del sogno può accadere di ridestarsi, e di rimanervi orfani. Ultimato ICO rimonta il malessere dell'abbandono, dacché vien chiaro che l'esperienza non ritornerà se non come barlume d'alta figurazione del videogioco, dove lo stesso usa redimersi in forma di affisso, monumento alla progenie che verrà. Non è onere di chi scrive di classare l'opera di Fumito Ueda poiché, appunto, chi scrive è solamente umano. Semmai, si tenterà di illustrare l'illusione del mondo parallelo. Si proverà di raccontare delle avventure di un ragazzino che si oppone alle forze del male e di meccanismi di consumo adducibili all'arcade a risoluzione di enigmi, e ancora ICO si dilaterà in avanti l'iscrizione al genere perché il genere venga poi destituito: <<ho voluto realizzare il ritorno all'avventura dinamica di Eric Chahi, il contatto tra due unità umanoidi che avvenisse all'interno di un altro mondo, un'altra terra. Nd Ueda>>. Oltre al suo prevedibile accostare a una lettura poetica del sottotesto e agli idillii degli spazi dimensionali, ICO declama un percorso di interazione a camera in campo lungo che realizzi il corpo unico della fotografia.

Lo scrittura impone che ICO si immoli alle dinamiche del romanticismo, per cui il contatto con Yorda si determina lacerante, e mai succede di dover allascare la stretta, foss'anche a cagione di stazione nel lugo ove lo spettro s'accampa in avamposto, ché vuol portare tenebra alla luce e calcare l'inquietudine, di mezzo il tiraggio del fulcro, la risoluzione del meccanismo sù per torrioni in pietra grezza; il rampicare l'arcano devìa al distretto del preservare la sacralità di Beatrice e sull'ideale dell'eroismo, chanson de geste il cui acciaio divenga legno che trapassa il nero, che ripudia lo spettro del ritorno al reale. Ueda descrive di luoghi non descrivibili. Assume, per licenza di magistero, l'ufficio del dirigere sul confine del futuribile - e dell'estimabile - ancorché l'incombenza dell'affiggere il modello precambriano come monito verso un certo metodo di sofisticazione dei controlli, e per questo ICO è minimale per sistemi di spostamento e interfaccia, e mira a ripulirsi degli artefatti e degli HUD che avrebbero altrimenti compromesso il pannello al raster. Yorda si afferra con lo shift laterale. Non sia mai di mollar la presa, ciò nondimeno la donzella è tutto fuorché un automa: ha personalità. E' in grado di slanciare verso l'appiglio, di risalir di scala e pure afferra la protesa mano di ICO, di volo, davanti il crepaccio. Vertiginoso è il deambulare tra queste geografie a strapiombo, vento che scuote i pilastri del cielo, sicché rimanervi a ottener di ricompensa in manufatti e massi, ponti sospesi che traversano il mare, sancisca il bisogno primario dell'interazione. 

Allegro ma non tanto, concerto n. 3 di Rachmaninov, ICO sovverte la costumanza del classico e adesca il virtuosismo. La colonna sonora portante è il suono della tramutabilità, così il risuono del passo cadente dei due d'improvviso diventa il trapasso dell'effetto sonoro in sintesi a trentadue bit. Nessuno slancio d'archi che enfatizzi gli eroismi, i sentimenti. Interverrà piuttosto un assai più sostanzioso apparato di acustiche di gran pulizia, di assoluta pertinenza ambientale, benché poi non venga a mancare il canto dei titoli, in accordo con Sony. Il Graphic Synthesizer è definitivamente reso al centro degli elaboramenti tridimensionali d'alto rateo in trenta fotogrammi, eppure è la tessitura a rendere al monolito il suo apogeo, l'ornamento in granuli di roccia e manufatti, giardini di steli in verde fulgido, camminamenti a perdita d'orizzonte. La parete. Il complesso infrastrutturale. L'immensità. Ueda, amighista convinto, ultimo discendente della scapigliatura occidentalista, dilata la prospettiva e i punti di latenza del pre-rendering per istigare il poligono in tempo reale, sebbene non si derubi dell'opportunità di fare grande azione in cinepresa, sì concedendo di allargar visuale a mezzo stick di destra, ma pur definendo la sua sequenza di immagini non modificabili in ordine di redazione e messa in angolo. Il nuovo corso dell'arte visuale in animazione che ICO decide per estendibilità del media di là dei margini di pertinenza, lì dove il gioco elettronico si svincola del prototipo veicolante le paraculture della Nintendo portatrice di morte, si fa luce all'annettere di questo racconto non scritto che l'autore fa suo all'atto accordante la carne, al collimere di entità verosimili e comunque soprannaturali, ché l'allontanare il realismo era l'unica via attraverso cui ottenere il favore della trascendenza.    

 

 

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La nuova stirpe del videogioco

d'avventura

     

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