IRREGULAR HUNTER X

worldtourcover2.jpg (20921 bytes)Non sappiamo se le immagini a corredo rendano giustizia alla tecnica grafica, a tratti stupefacente, esercitata dai realizzatori Capcom, ma è un dato di fatto che Irregular Hunter X sia un platform devastante, distruttivo, veloce, cattivo. Remake diretto del Megaman X nintendaro, codesto gioco ci ha emozionato perchè emblema di una azione ludica orizzontale priva di qualsiasi artificio. Azione semplicistica ma non semplice, lineare ma elaborata, solida e di conseguenza divertente. Non si tratta di un remake "ricalcato" alla buona, come sovente accade per le riproposizioni della Sega, bensì di un titolo riscritto da zero, riadattato alle capacità grafiche di PSP ma anche fluidificato in più punti. Irregular Hunter X è il Megaman del ventunesimo secolo. Un megaman ancora bidimensionale - perchè, come Castlevania, il 2D è nel suo stesso DNA - che sfrutta i poligoni per spettacolarizzare la visione fantascientifica del suo mondo di strani robot e apparecchi meccanici (emblematico lo "scavaroccia" nel quadro sotterraneo). Il primo livello è già nella storia dei videogiochi: autostrada futuristica con macchine che sfrecciano su di un fondale iper-parallattico, prospettico e completamente animato.

Assorbita la ottima presentazione in stile anime, il gioco comincia con la stravaganza del personaggio principale, adesso ancora più carismatico dei suoi precedenti a 16 e 32 bit. Non ci si può abbassare, ma questo è ormai una costante della serie, e tuttavia la giocabilità mette in preventivo questa caratteristica dimensionando gli attacchi avversari sulla altezza media del busto di Megaman. Il cannone frontale spara in corsa producendo il beam a caricamento e così spazzando gran parte degli avversari, ma è un colpo che naturalmente lascia scoperta la "guardia" per una manciata di secondi. Gioco arcade massiccio. Oltre alla velocità estrema, in Irregular Hunter è possibile ammirare un level design che non era più tale, sul fronte Capcom, dai tempi di Ghouls'n Ghosts, con la disposizione dei nemici affatto casuale nella mappatura orizzontale e verticale dei livelli. Giunti al culmine del quadro, subentra il classico boss, ed è qui che si dispiega gran parte del divertimento custodito dal titolo. Sconfiggere il boss richiede tempo, assimilazione. Non è che ti metti lì a sparare a casaccio con l'unico intento di centrare il mostro: la sconfitta di quest'ultimo passa per una attenta analisi delle sue facoltà di attacco, dei suoi "punti deboli", delle sue pause "calcolate". Nulla di rivoluzionario, era più o meno così anche nel Megaman del Super Nes, ma non è questo il punto.

Irregular Hunter X, oltre a celebrare il mito, detta senza condizioni uno stile di gioco retrodimensionale. Niente livellamento della difficoltà verso il basso. Niente ridimensione delle dinamiche egocentristiche e "irregolari" determinate dalla stessa Capcom nella epoca d'oro degli arcade. Niente rivisitazione in chiave "molle" del platform rinascimentale degli anni '90. Solo cattiveria, esaltazione e trasformazione, visto che Megaman è in grado di acquisire nuove abilità ed evolvere la sua corazza. Abilità interessante del supereroe sta nell'arrampicamento, ossia nella sua capacità di "incollarsi" alle pareti verticali al fine di scalarle, ma detta azione tornerà utile anche per "recuperare" un salto effettuato male. La tecnica con cui tutto ciò è messo sul video rasenta la perfezione. Mentre il nostro alter ego corre, tutta la impalcatura grafica lo segue in prospettiva livellandosi alla regia sia quando si procede orizzontalmente che in occasione di spostamenti verso l'alto. I tocchi di classe si susseguono senza ritegno: ponti che crollano a seguito di attacchi di robot volanti, aerei che decollano su di uno sfondo da guerra atomica, piattaforme semoventi che si insinuano in anguste gallerie minerali, cascate, astronavi, cieli aperti e lande innevate si materializzeranno a sessanta fotogrammi per secondo spaccatissimi per suggellare visioni paradisiache di hi-tech cromatizzato. E possiamo solo esprimere il nostro favore incondizionato verso il ritmo avvincente delle musiche, in perfetta sintonia con quelli che sono i dettami iconografici e plastici creati da Capcom. Una Capcom che, quantomeno su PSP, sta ritornando grandissima. E deve ancora uscire Goku Makaimura....

 

 

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PRO

Retroludico, retroattivo, hi-tech

                    
                  

CONTRO

Qualche lieve rallentamento....

                  
                     

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