IRREGULAR
HUNTER X Non sappiamo se le immagini a
corredo rendano giustizia alla tecnica grafica, a tratti stupefacente, esercitata dai
realizzatori Capcom, ma è un dato di fatto che Irregular Hunter X sia un
platform devastante, distruttivo, veloce, cattivo. Remake diretto del Megaman X
nintendaro, codesto gioco ci ha emozionato perchè emblema di una azione ludica
orizzontale priva di qualsiasi artificio. Azione semplicistica ma non semplice, lineare ma
elaborata, solida e di conseguenza divertente. Non si tratta di un remake
"ricalcato" alla buona, come sovente accade per le riproposizioni della Sega,
bensì di un titolo riscritto da zero, riadattato alle capacità grafiche di PSP ma anche
fluidificato in più punti. Irregular Hunter X è il Megaman del ventunesimo secolo. Un
megaman ancora bidimensionale - perchè, come Castlevania, il 2D è nel suo stesso DNA -
che sfrutta i poligoni per spettacolarizzare la visione fantascientifica del suo mondo di
strani robot e apparecchi meccanici (emblematico lo "scavaroccia" nel quadro
sotterraneo). Il primo livello è già nella storia dei videogiochi: autostrada
futuristica con macchine che sfrecciano su di un fondale iper-parallattico, prospettico e
completamente animato.
Assorbita la ottima presentazione in stile anime,
il gioco comincia con la stravaganza del personaggio principale, adesso ancora più
carismatico dei suoi precedenti a 16 e 32 bit. Non ci si può abbassare, ma questo è
ormai una costante della serie, e tuttavia la giocabilità mette in preventivo questa
caratteristica dimensionando gli attacchi avversari sulla altezza media del busto di
Megaman. Il cannone frontale spara in corsa producendo il beam a caricamento e
così spazzando gran parte degli avversari, ma è un colpo che naturalmente lascia
scoperta la "guardia" per una manciata di secondi. Gioco arcade massiccio. Oltre
alla velocità estrema, in Irregular Hunter è possibile ammirare un level design che
non era più tale, sul fronte Capcom, dai tempi di Ghouls'n Ghosts, con la
disposizione dei nemici affatto casuale nella mappatura orizzontale e verticale dei
livelli. Giunti al culmine del quadro, subentra il classico boss, ed è qui che si
dispiega gran parte del divertimento custodito dal titolo. Sconfiggere il boss richiede
tempo, assimilazione. Non è che ti metti lì a sparare a casaccio con l'unico intento di
centrare il mostro: la sconfitta di quest'ultimo passa per una attenta analisi delle sue
facoltà di attacco, dei suoi "punti deboli", delle sue pause
"calcolate". Nulla di rivoluzionario, era più o meno così anche nel Megaman
del Super Nes, ma non è questo il punto.
Irregular Hunter X, oltre a celebrare il mito, detta senza
condizioni uno stile di gioco retrodimensionale. Niente livellamento della difficoltà
verso il basso. Niente ridimensione delle dinamiche egocentristiche e
"irregolari" determinate dalla stessa Capcom nella epoca d'oro degli arcade.
Niente rivisitazione in chiave "molle" del platform rinascimentale degli anni
'90. Solo cattiveria, esaltazione e trasformazione, visto che Megaman è in grado di
acquisire nuove abilità ed evolvere la sua corazza. Abilità interessante del supereroe
sta nell'arrampicamento, ossia nella sua capacità di "incollarsi" alle pareti
verticali al fine di scalarle, ma detta azione tornerà utile anche per
"recuperare" un salto effettuato male. La tecnica con cui tutto ciò è messo
sul video rasenta la perfezione. Mentre il nostro alter ego corre, tutta la impalcatura
grafica lo segue in prospettiva livellandosi alla regia sia quando si procede
orizzontalmente che in occasione di spostamenti verso l'alto. I tocchi di classe si
susseguono senza ritegno: ponti che crollano a seguito di attacchi di robot volanti, aerei
che decollano su di uno sfondo da guerra atomica, piattaforme semoventi che si insinuano
in anguste gallerie minerali, cascate, astronavi, cieli aperti e lande innevate si
materializzeranno a sessanta fotogrammi per secondo spaccatissimi per suggellare visioni
paradisiache di hi-tech cromatizzato. E possiamo solo esprimere il nostro favore
incondizionato verso il ritmo avvincente delle musiche, in perfetta sintonia con quelli
che sono i dettami iconografici e plastici creati da Capcom. Una Capcom che, quantomeno su
PSP, sta ritornando grandissima. E deve ancora uscire Goku Makaimura....
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