GUILTY
GEAR ISUKA Il picchiaduro a incontri in alta
risoluzione si è fermato alla saga di Guilty Gear. Inspiegabilmente, pure nella
"nuova generazione" di console, ormai quasi in pensione, le software house
specializzate nel settore non hanno mai investito seriamente sulla revisione grafica dei
coin op raster provenienti dalle sale giochi. Solo Arc System Works persiste
nella sua apprezzabile idea di bidimensione moderna priva di pixellature, e noi
ringraziamo. Perchè avranno anche sacrificato qualche fotogramma sull'altare della
sfarzosità delle scenografie, ma alla fine vuoi mettere la definizione grafica ottenuta
in Guilty Gear Isuka con la amara retinatura di King Of Fighters
NeoWave? Il paragone non regge. La opera di Arc System è una ode al "disegno
perfetto", una sinfonia di milioni di sfumature cromatiche immane e solenne. La
bellezza grafica in questo titolo è manifesta. Palese. Sublime. Ed è questo splendore a
rendere inizialmente irresistibile la fruizione del picchiaduro. Vorrete scoprirne le
varie caratterizzazioni. Vorrete toccare con mano i suoi sterminati fondali devoti al
dettaglio.....
Piuttosto differente, per struttura, dai precedenti Guilty
Gear, Isuka introduce non solo una meccanica di counter rivista e "rallentata",
ma soprattutto attua quella che era la caratteristica attesa da tutti: la modalità per
quattro giocatori simultanei. Ma più che una mera modalità, si tratta di un vero
stravolgimento della filosofia "uno contro uno" dei precursori, dato che ogni
scontro dovrà necessariamente contenere quattro contendenti. Che sia un 1vs3 o un 2vs2,
in singolo o in multiplayer, ciò che il titolo si impegna a realizzare è un teatro di
sana ultraviolenza in 2D. Un esperimento mai tentato prima. E per essere la "prima
volta", riteniamo che non si potesse pretendere un punto di arrivo paradigmatico per
il genere introdotto quanto, in modo più sensato, una variante che possa perfezionarsi
con il tempo. Il sistema di controllo è quindi leggermente macchinoso, meno efficace per
velocità di riposta ai precedenti due episodi, probabilmente a cagione della presenza
attiva di quattro joypad (fittizi o reali) in simultanea. Il tasto per per
"voltarsi" è una novità: pensato per desemplificare gli attacchi portati dalle
combo, torna sì utile alla causa del combattimento frenetico, ma risulta allo stesso
tempo di problematica gestione a un primo impatto. La pratica è salutare, in tal senso,
ma non colmerà del tutto le lacune oggettive lasciate al gameplay, limitato in parte da
una "confusione controllata" a cui il picchiatore abituale stenterà a
sottomettersi.
Se avete sottomano (o sotto torchio) un gruppo di tre amici
non avrete di che preoccuparvi. Nel multiplayer Isuka sprigiona tutte le sue reali
potenzialità ludiche in un combattimento parallelo pirotecnico che, quasi per inerzia,
tende a sfasciare tutto e quindi a divertire. Ma nonostante la manifesta volontà di una slugfest
di gurppo, i programmatori hanno cercato di non trascurare la esperienza in single
player creando una variante di gioco, ulteriore, denominata Boost Mode. Strutturata
come un picchiaduro a scorrimento vecchio stampo, quest'ultima via funge da palliativo o
diversivo di media durata, utile a "staccare la spina" dalla modalità
principale e finalizzata a un divertimento leggero. Ottima risulta la possibilità di
personalizzare, o meglio di creare un nostro personaggio attraverso un tutorial. Potremo
allenarlo e farlo crescere, per poi utilizzarlo normalmente come accade nel recente Soul
Calibur III di Namco. Tuttavia Arc System Works, da Namco, avrebbe qualcosa da
imparare sul fronte del bilanciamento dei protagonisti in campo; se è vero che se ne
presentino di nuovi, è anche evidente la maggiore potenza del gruppo dei lottatori
"storici" rispetto alle new entry. Con ciò si giunge alla analisi
grafica finale che, come intuibile, volge a premiare il lavoro dei disegnatori e degli
artisti, in quanto prezioso sia nel dettaglio delle strutture che nella sinuosità dei
protagonisti. Le animazioni sono sufficientemente fluide, certo non quanto i titoli Capcom
su CPS-III, ma comunque adeguate agli sfarzi cromatici della alta risoluzione e integrate
in un rettangolo catodico magistrale color pastello. E' buono il giudizio complessivo per
questo Guilty Gear Isuka. Non buono quanto ci si attendesse, in verità, ma adeguatamente
buono per il divertimento che riesce a infondere in multigioco. Peccato non vi sia la
modalità on line, esclusiva della edizione Xbox.....
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