JADE
EMPIRE Il percorso di Jade Empire è
quello che porta alla genesi spirituale del nostro io. Mai videogioco ha saputo esprimere
meglio il carattere filosofico e marziale del genere umano, ed il fatto che si tratti di
una "semplice" stesura interattiva non nuoce alla credibilità della narrazione.
Jade Empire giunge su XBox quando XBox è ormai segnato dall'avvento del
suo stesso successore ma, come spesso accade in questi casi, il declino della console è
coinciso con il suo momento di massima maturità: racconto adulto e stratificato, estetica
incommensurabile, struttura di gioco profonda e appassionante, impianto musicale sontuoso.
Bioware ha creato un mondo, parallelo al nostro, reale in ogni suo aspetto eppure
fantasioso, vivente nel linguaggio quanto trascendente nella forma. Una lezione di stile
cui dovrebbe attenersi Peter Molinoux, invischiatosi nel pretenzioso con Fable e
tutt'ora alla ricerca di un nuovo esperimento ruolista. L'aspetto culminante di Jade
Empire è all'antitesi della sperimentazione, tanto per intenderci, essendo guidato più
dalla creatività essenziale che dalla "visione" sterile di nuove frontiere
avventurose.
Dispiegare e spiegare l'universo creato dal team creativo
non è semplicissimo. Dopotutto della inusitata mole di gioco ci si avvede immediatamente
e vi si scorge la ampiezza della scena, immersa in una natura che non ha confini, che
risplende di sè stessa. Il dialogo con i personaggi che incontreremo stradafacendo non è
mai banale, mai fuori luogo, mai ridondante. Accade, così, di imboccare il sentiero del
Pugno Chiuso, che porta verso una esistenza di odio e violenza, o di intraprendere la
strada del Palmo Aperto, che porta alla lungimiranza. Spetta a noi plasmare il destino del
guerriero inizialmente "creato", seguire la sua evoluzione fisica e mentale
(attraverso la gestione delle caratteristiche vitali evolutive), edificandone i caratteri
comportamentali del combattimento. In virtù della presenza di svariati stili di lotta, il
gioco si diramerà bilateralmente, facendo convivere sia il gioco di ruolo di tipo
occidentale, sia il picchiaduro strutturato sulla esecuzione delle combo e sulle
trasformazioni sequenziali. Sarà possibile lanciare incantesimi, utilizzare armi,
acquisire lo spirito dei demoni e scaricarlo contro i nemici o i demoni stessi, questo
senza tenere conto della sostanziosa fase di ricerca preventiva, necessaria per il
completamento della esperienza vitale. La vastità esternata dall'Impero di Giada non è
usuale per un videogioco, e ne saremo attratti fino alla fine giacchè la esperienza
vagabonda non annoia nè cala di intensità emotiva.
La versione recensita è quella "Limited",
venduta allo stesso prezzo della "Regular", contenente una serie di gustosi
extra quali un secondo DVD con il making of, un personaggio aggiuntivo (Zeng il
Monaco) e alcune missioni inedite. Ma il titolo resta incredibile quale che sia la
versione in vostro possesso, e ci vorranno moltissime ore prima che le vicende si
concludano del tutto. La realizzazione grafica è uno degli aspetti più impressionanti
della produzione Bioware, condensato di ogni sorta di effetto speciale a corredo di XBox,
vedi la nitidezza cristallina delle tessiture, vedi la splendida illuminazione dinamica
degli ambienti. La caratterizzazione dei personaggi, estremamente riuscita, poggia le sue
basi nell'atto deambulatorio, francamente monumentale nella armonia delle movenze
coreografiche. Inoltre il dettaglio dei villaggi, con i loro giardini, le loro costruzioni
in pietra, i loro ponti intarsiati e gli specchi d'acqua infiniti, trasmette un senso di
pace e bellezza, come se quei lochi li avessimo già varcati nei nostri sogni. Pertanto
anche nei rari momenti di staticità dinamica sarà lo spazio a divenire protagonista, ad
avvinghiare il giocatore in una mescolanza di generi videoludici complementari. Sittale
grandiosità si trasmette anche nelle eclettiche soluzioni musicali, soavi nel percepire i
mutamenti circostanziali, ma soprattutto epocali nella raffinata esecuzione strumentale.
Jade Empire è un capolavoro assoluto, un atto di amore verso il videogioco moderno che
parte da una idea semplice - l'attraversamento di una landa fantasiosa - per arrivare a
uno stato di reale complessità meccanica e filosofica. Pensiamo che la opera Bioware
possa adattarsi a qualsiasi videogiocatore, ma che possa essere apprezzata a fondo solo
dal vero conoscitore del media elettronico, ossia da colui che nel videogioco ricercasse,
più di ogni altra cosa, le pure emozioni.
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