JADE EMPIRE

jadecover2.JPG (14507 bytes)Il percorso di Jade Empire è quello che porta alla genesi spirituale del nostro io. Mai videogioco ha saputo esprimere meglio il carattere filosofico e marziale del genere umano, ed il fatto che si tratti di una "semplice" stesura interattiva non nuoce alla credibilità della narrazione. Jade Empire giunge su XBox quando XBox è ormai segnato dall'avvento del suo stesso successore ma, come spesso accade in questi casi, il declino della console è coinciso con il suo momento di massima maturità: racconto adulto e stratificato, estetica incommensurabile, struttura di gioco profonda e appassionante, impianto musicale sontuoso. Bioware ha creato un mondo, parallelo al nostro, reale in ogni suo aspetto eppure fantasioso, vivente nel linguaggio quanto trascendente nella forma. Una lezione di stile cui dovrebbe attenersi Peter Molinoux, invischiatosi nel pretenzioso con Fable e tutt'ora alla ricerca di un nuovo esperimento ruolista. L'aspetto culminante di Jade Empire è all'antitesi della sperimentazione, tanto per intenderci, essendo guidato più dalla creatività essenziale che dalla "visione" sterile di nuove frontiere avventurose.

Dispiegare e spiegare l'universo creato dal team creativo non è semplicissimo. Dopotutto della inusitata mole di gioco ci si avvede immediatamente e vi si scorge la ampiezza della scena, immersa in una natura che non ha confini, che risplende di sè stessa. Il dialogo con i personaggi che incontreremo stradafacendo non è mai banale, mai fuori luogo, mai ridondante. Accade, così, di imboccare il sentiero del Pugno Chiuso, che porta verso una esistenza di odio e violenza, o di intraprendere la strada del Palmo Aperto, che porta alla lungimiranza. Spetta a noi plasmare il destino del guerriero inizialmente "creato", seguire la sua evoluzione fisica e mentale (attraverso la gestione delle caratteristiche vitali evolutive), edificandone i caratteri comportamentali del combattimento. In virtù della presenza di svariati stili di lotta, il gioco si diramerà bilateralmente, facendo convivere sia il gioco di ruolo di tipo occidentale, sia il picchiaduro strutturato sulla esecuzione delle combo e sulle trasformazioni sequenziali. Sarà possibile lanciare incantesimi, utilizzare armi, acquisire lo spirito dei demoni e scaricarlo contro i nemici o i demoni stessi, questo senza tenere conto della sostanziosa fase di ricerca preventiva, necessaria per il completamento della esperienza vitale. La vastità esternata dall'Impero di Giada non è usuale per un videogioco, e ne saremo attratti fino alla fine giacchè la esperienza vagabonda non annoia nè cala di intensità emotiva.

La versione recensita è quella "Limited", venduta allo stesso prezzo della "Regular", contenente una serie di gustosi extra quali un secondo DVD con il making of, un personaggio aggiuntivo (Zeng il Monaco) e alcune missioni inedite. Ma il titolo resta incredibile quale che sia la versione in vostro possesso, e ci vorranno moltissime ore prima che le vicende si concludano del tutto. La realizzazione grafica è uno degli aspetti più impressionanti della produzione Bioware, condensato di ogni sorta di effetto speciale a corredo di XBox, vedi la nitidezza cristallina delle tessiture, vedi la splendida illuminazione dinamica degli ambienti. La caratterizzazione dei personaggi, estremamente riuscita, poggia le sue basi nell'atto deambulatorio, francamente monumentale nella armonia delle movenze coreografiche. Inoltre il dettaglio dei villaggi, con i loro giardini, le loro costruzioni in pietra, i loro ponti intarsiati e gli specchi d'acqua infiniti, trasmette un senso di pace e bellezza, come se quei lochi li avessimo già varcati nei nostri sogni. Pertanto anche nei rari momenti di staticità dinamica sarà lo spazio a divenire protagonista, ad avvinghiare il giocatore in una mescolanza di generi videoludici complementari. Sittale grandiosità si trasmette anche nelle eclettiche soluzioni musicali, soavi nel percepire i mutamenti circostanziali, ma soprattutto epocali nella raffinata esecuzione strumentale. Jade Empire è un capolavoro assoluto, un atto di amore verso il videogioco moderno che parte da una idea semplice - l'attraversamento di una landa fantasiosa - per arrivare a uno stato di reale complessità meccanica e filosofica. Pensiamo che la opera Bioware possa adattarsi a qualsiasi videogiocatore, ma che possa essere apprezzata a fondo solo dal vero conoscitore del media elettronico, ossia da colui che nel videogioco ricercasse, più di ogni altra cosa, le pure emozioni.  

 

 

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PRO

Ambientazione idilliaca

Una moltitudine di azioni eseguibili

Eccezionale colonna sonora

CONTRO

Nulla di rilevante da segnalare

                     
                     

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